Nel vivace ed eterogeneo quartiere di Brunswick, Austin Maynard Architects ha realizzato il primo intervento di edilizia collettiva con il ruolo contemporaneamente di progettista e di developer, reclutando investitori etici e reperendo risorse da clienti dello studio per realizzare un intervento che colmasse un vuoto nel mercato immobiliare di Melbourne e garantisse a fasce d’utenza tendenzialmente escluse dei benefici della vita in città un’offerta abitativa di qualità, ecologicamente sostenibile e a costi ridotti rispetto a soluzioni dimensionalmente analoghe in zone centrali.
A Melbourne, un edificio sostenibile e a prova di gentrification
Offrendo ad acquirenti generalmente esclusi dal mercato immobiliare del centro urbano un abitare all’insegna di confort e vita comunitaria, il complesso residenziale di Austin Maynard architects punta a una sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Foto Derek Swalwell
Foto Derek Swalwell
Foto Derek Swalwell
Foto Derek Swalwell
Foto Derek Swalwell
Foto Maitreya Chandorkar
Foto Derek Swalwell
Foto Maitreya Chandorkar
Foto Maitreya Chandorkar
Foto Maitreya Chandorkar
Foto Derek Swalwell
Foto Maitreya Chandorkar
Foto Derek Swalwell
Foto Derek Swalwell
Foto Derek Swalwell
pianta copertura
schema assonometrico
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- Chiara Testoni
- 05 settembre 2023
- Brunswick, Melbourne, Australia
- Austin Maynard Architects
- 597 sqm (site area), 3225 sqm (total floor area)
- residential
- 2021
L’edificio si situa sulla trafficata Sydney Road, in un lotto stretto e lungo all’interno di un comparto urbano consolidato, e ospita 20 appartamenti di varie tipologie – da due e tre camere da letto – distribuiti su sei piani, e tre negozi al piano terra. Rifacendosi al lessico dell’architettura australiana del dopoguerra, i fronti su strada recuperano l’elemento consolidato degli archi, leggibili anche nei prospetti degli edifici limitrofi: li ritroviamo reinterpretati nelle corpose murature sul fronte est, e poi ancora suggeriti da esili profili metallici arcuati. Una trama di reti metalliche in facciata funge – oltre che da strumento di ombreggiamento e protezione dal vento – da supporto alla vegetazione rampicante dei balconi, prefigurando nel corso del tempo una progressiva simbiosi tra architettura e paesaggio vegetale. La struttura in cemento grezzo a vista conferisce all’immobile un primo carattere schietto, che va poi a dialogare con gli archi in acciaio e le giocose tende esterne dai colori accesi.
Obiettivi prioritari dell’operazione sono stati ridurre l’impronta ecologica e i costi di gestione, senza rinunciare al confort abitativo. L’edificio, completamente elettrico e privo di alimentazione da combustibili fossili, è autonomo da un punto di vista energetico grazie al ricorso a solare fotovoltaico, pompa di calore elettrica per acqua calda, rete integrata con elettricità verde al 100%, con un significativo risparmio in termini di consumi ed emissioni clima-alteranti. All’interno degli appartamenti, ciascuno dotato di terrazza privata con affaccio su strada, il benessere microclimatico è garantito da uno studio attento delle dimensioni e del posizionamento delle aperture per favorire la ventilazione incrociata, da involucri ad alte prestazioni termiche e impianti di ventilazione a recupero di energia. Un efficiente sistema di recupero delle acque piovane ne garantisce il riutilizzo per usi domestici e irrigazione.
Un processo di co-design con gli acquirenti ha guidato le scelte progettuali. Attorno al tavolo si è raccolta una comunità con esigenze, obiettivi e valori condivisi, a partire dalla sensibilità ecologica e dalla volontà di favorire la dimensione relazionale dell’abitare. Sono perciò state attuate scelte collegiali, tra cui la rinuncia agli impianti meccanizzati, e alla dotazione del garage (sostituto da un parcheggio per 55 biciclette) per disincentivare la mobilità carrabile privata. Gli spazi comuni sono stati accuratamente studiati per incoraggiare la sosta e la socializzazione, dal giardino condominiale del piano terra alla terrazza in copertura con servizi, lavanderia comune, aree a prato, giardino produttivo e alberi, per riproporre anche in un’area centrale quella dimensione di prossimità e quel contatto con la natura più tipici dell’abitare in zone periferiche.
- Andrew Maynard, Mark Austin, Mark Stranan
- Austin Maynard Architects
- Kapitol Group
- Armitage Jones
- Adams Engineering
- Omnii
- WSP
- BCA Engineers
- Openwork
- Hermann Studios
piano terra e primo