Una casa “in punta di piedi” nel paesaggio naturale del Cile

Iván Bravo Arquitectos progetta nella riserva naturale privata di Parque Pudú una residenza sollevata da terra e dalla struttura simile a una capanna, richiamando ai granai tipici dell’area e ai metodi di costruzione locali.

Questo articolo è stato pubblicato in origine su Domus 1069, giugno 2022.

All’interno del paesaggio della riserva naturale privata di Parque Pudú, tra foreste, fiumi e vulcani, gli interventi da parte dell’uomo possono essere realizzati solo “in punta di piedi” e nel rispetto della tradizione culturale e costruttiva della zona. 

È il caso di questa residenza, un volume spoglio, simile a una capanna, che rimanda alla tipologia dei granai di larice tipici dell’area, caratterizzati da coperture a due spioventi per agevolare il deflusso delle acque piovane e da ambienti ampi adatti per lo stoccaggio di grandi quantità di foraggio. L’edificio, della lunghezza totale di 30 m, è privo di veri e propri muri esterni ed è delimitato da superfici inclinate, scandite da aperture misurate. La struttura è priva di qualsiasi forma di ostentazione ed esprime un approccio progettuale sobrio, con una chiara connotazione funzionale: oltre all’abitazione della guardia forestale (Aladino, appunto) e della moglie, il fabbricato comprende un magazzino e uno spazio di accoglienza e informazione per i visitatori. 

La costruzione è sollevata da terra di circa un metro per mezzo di una serie di pali che riduce l’impatto sul terreno e permette ai rivoli d’acqua esistenti di scorrere senza impedimenti verso il vicino specchio d’acqua. Il sistema di telai lignei triangolari s’ispira al metodo locale di essiccazione del legno all’aria usato in tutta la regione, ed è irrigidito da travi trasversali. Questa struttura di base scandisce i prospetti sottolineando l’andamento longitudinale che caratterizza il fabbricato. Inoltre, per ovviare alla deformazione dovuta all’umidità, le maestranze locali hanno adottato tecniche tradizionali di giunzione e assemblaggio dei vari elementi di legno.

Aladino House, Iván Bravo Arquitectos, Cile. Foto Marcos Zegers
Casa Aladino, Iván Bravo Arquitectos, Cile. Foto Marcos Zegers

I toni scuri dei pannelli dipinti della copertura ricordano le sfumature delle scandole di larice brunite dal tempo degli edifici tradizionali, un materiale che non può essere più impiegato a causa delle restrizioni sull’impiego dell’alerce, una specie endemica di larice oggi protetta. Con questa soluzione, rimane il richiamo visivo. 

Gli interni, invece, sono caratterizzati da una successione di spazi – alcuni a tutt’altezza, altri divisi da un mezzanino – collegati da una sequenza di porte centrali. L’edificio, privo così di corridoi, ottimizza la fruibilità dei locali evitando connotazioni gerarchiche. Il legno grezzo dai toni chiari che fa da rivestimento all’interno aiuta a diffondere la luce, che entra da aperture di dimensioni controllate. L’edificio risulta sobrio, quasi frugale, sia in termini funzionali sia figurativi ed evoca, grazie alla deliberata ‘afasia’ dei pochi e semplici segni architettonici, l’immagine archetipica del riparo.

Progetto:
Casa Aladino
Architetto:
Iván Bravo Arquitectos
Responsabili di progetto:
Iván Bravo con Martín Rojas
Impresa edile:
Constructora Sur Austral
Committente:
Parque Pudú
Superficie del sito:
150,000 m²
Superficie costruita totale:
100 m²
Costo:
€ 56,000
Fase di progetto:
2020
Fase di costruzione:
2021

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