K8 a Kyoto

Il ristorante progettato da Florian Busch, adiacente a una delle più vivaci zone notturne di Kyoto, è una variazione continua e coerente di un piccolo spazio che si allunga verticalmente su otto livelli.

Florian Busch Architects, K8 in Kyoto, Kawaramachi, Kyoto, Japan
Fino a qualche tempo fa, c’erano dodici bar dislocati su tre case di due piani ciascuna su questo lotto di 50 mq a Kiyamachi Dori, adiacente a una delle più vivaci zone notturne di Kyoto, Pontocho: una vibrante miscela di bar, bordelli, locande, abitazioni, negozi che per secoli hanno creato un’atmosfera urbana per la vita notturna di Kyoto.
Con un ristorante discreto e costoso accanto a uno di yakitori a buon mercato – visivamente meno sobrio, con uno storico ryokan alla fine della stretta maglia di vicoli laterali: ogni passeggiata qui è fonte di sorprese.
Florian Busch Architects, K8 in Kyoto, Kawaramachi, Kyoto, Japan
Florian Busch Architects, K8 in Kyoto, Kawaramachi, Kyoto, Giappone

La parte orientale di Pontocho si affaccia su Kamogawa, il grande fiume cittadino, creando uno scenario unico. Per questo motivo i regolamenti urbani non hanno permesso a questa zona di cambiare molto attraverso i secoli, e ancora oggi il tessuto urbano si compone di piccole case basse.

A ovest, Kiyam Chidori corre parallela all’arteria principale di Pontocho. Qui, i regolamenti si sono allentati nel tempo con un conseguente allineamento eclettico di edifici alti fino a sei piani. K8 è su un sito stretto tra due di questi edifici, risultato dei giorni in cui la zona è stata dichiarata frontiera aperta e grandi quantità di denaro hanno improvvisamente cominciato a circolare.

Se Pontocho è vissuta come una sequenza orizzontale di incontri, K8 è la traduzione di quella esperienza in verticale. Nel rinunciare all’onnipresente ascensore, che divide mentre collega, K8 è infatti una coerente variazione continua di spazi che si estendono su otto livelli. Qui, la sera si evolve come un cambiamento graduale degli eventi, dall’aperitivo al piano terra al digestivo all’ultimo piano che domina Pontocho verso Kamogawa, con la scala che collega una varietà di spazi interstiziali.

Come una superficie omogenea ma in continua evoluzione, la facciata crea un’ambiguità che spesso si trova nell’architettura di Kyoto. Attraverso le loro rotazioni graduali, centinaia di feritoie di legno evocano un senso di movimento, come se l’edificio fosse continuamente in relazione con il suo ambiente. L’interno dell’edificio è più nascosto che rivelato. Guardandolo frontalmente, non si percepisce quanti piani possa avere o quanto profondo possa essere. Verso i lati, le feritoie sono ruotate in modo che sembrano quasi essere un muro solido, seppure sfumato. Verso il centro, diversi gradi di trasparenza danno suggerimenti sottili sull’interno. Camminandogli accanto, la facciata sembra in movimento, rivelando scorci dell’interno in diverse profondità.


K8 in Kyoto, Kawaramachi, Kyoto, Giappone
Tipologia: ristorante
Architetti: Florian Busch Architects
Team di progetto: Florian Busch, Sachiko Miyazaki, Suguru Takahashi, Akira Miyamoto, Antoine Vaxelaire, Renee Reder, Oliver Pershav, Katie Colford (intern), Shiori Sageshima (intern), Anne-Marlene Rüede (intern), Kayo Nakamura (intern)
Ingegneria strutturale: OAK (Masato Araya, Tomonori Kawata)
Impresa: Mugishima Corp.
Area: 155,98 mq
Completamento: 2015

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