Modernità araba

Curato da George Arbid e Bernard Khoury, il padiglione del Bahrein alla 14. Biennale di Architettura declina il tema proposto da Koolhaas con una selezione di 100 edifici del Modernismo arabo.

Il padiglione del Bahrein declina il tema “Absorbing Modernity 1914–2014” con una selezione di cento edifici del Modernismo arabo, preview di un corposo lavoro in progress di George Arbid, curatore del padiglione e dell’Arab Center for Architecture, che gestisce un’operazione di grande portata per la catalogazione e documentazione dell’architettura novecentesca di quest’area.

Regno del Bahrein, Fundamentalists and Other Arab Modernisms, 14.Mostra Internazionale di Architettura, Fundamentals, la Biennale di Venezia. Photo Andrea Basile

Fortemente interconnesso con il periodo coloniale, il Modernismo nei Paesi Arabi si è trasformato con il cambio del millennio: da ottimistico slancio verso un progetto pan-arabo a una sorta di International Style dei grandi operatori immobiliari transnazionali. L’occasione di una prima ricognizione del patrimonio architettonico del secolo scorso costituisce una sorta di punto e a capo rispetto al ruolo pubblico e politico dell’architettura in una stagione storica conclusa e nei confronti di quella attuale, ancora priva di punti di riferimento alla luce dei recenti movimenti che hanno scosso e ancora scuotono i Paesi della sponda est e sud del Mediterraneo.

Regno del Bahrein, Fundamentalists and Other Arab Modernisms, 14.Mostra Internazionale di Architettura, Fundamentals, la Biennale di Venezia. Photo Andrea Avezzù. Courtesy la Biennale di Venezia

Bernard Khoury, co-curatore e progettista del padiglione, è l’ideatore della macchina scenica che trasferisce sul piano visivo l’idea dell’accumulo e dell’archivio in crescita attraverso la scaffalatura di cataloghi che definisce lo spazio circolare, mentre un grande tavolo centrale restituisce una mappa dei Paesi Arabi e localizza geograficamente i cento edifici selezionati. Sedendosi al tavolo, anche i visitatori entrano così a far parte della macchina espositiva. Una voce narrante, di cui vediamo il volto proiettato nel velario di luce che definisce il soffitto, attraverso le lingue dei diversi Paesi Arabi ci riporta alla sfaccettata natura politica e geografica di un’area eterogenea e complessa, oggi quanto mai difficilmente riconducibile a una forma e una formula unitaria.

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Regno del Bahrein, Fundamentalists and Other Arab Modernisms, 14.Mostra Internazionale di Architettura, Fundamentals, la Biennale di Venezia. Photo Andrea Basile
Regno del Bahrein, Fundamentalists and Other Arab Modernisms, 14.Mostra Internazionale di Architettura, Fundamentals, la Biennale di Venezia. Photo Andrea Basile
Regno del Bahrein, Fundamentalists and Other Arab Modernisms, 14.Mostra Internazionale di Architettura, Fundamentals, la Biennale di Venezia. Photo Andrea Basile
Regno del Bahrein, Fundamentalists and Other Arab Modernisms, 14.Mostra Internazionale di Architettura, Fundamentals, la Biennale di Venezia. Photo Andrea Basile
Regno del Bahrein, Fundamentalists and Other Arab Modernisms, 14.Mostra Internazionale di Architettura, Fundamentals, la Biennale di Venezia. Photo Andrea Basile
Regno del Bahrein, Fundamentalists and Other Arab Modernisms, 14.Mostra Internazionale di Architettura, Fundamentals, la Biennale di Venezia. Photo Andrea Basile
Regno del Bahrein, Fundamentalists and Other Arab Modernisms, 14.Mostra Internazionale di Architettura, Fundamentals, la Biennale di Venezia. Photo Andrea Basile


Regno del Bahrein
Fundamentalists and Other Arab Modernisms

Commissario
: Ministry of Culture – Sh. Mai Al Khalifa
Commissario aggiunto: Noura Al Sayeh
Curatori: George Arbid, Bernard Khoury

Regno del Bahrein, Fundamentalists and Other Arab Modernisms, 14.Mostra Internazionale di Architettura, Fundamentals, la Biennale di Venezia. Photo Andrea Avezzù. Courtesy la Biennale di Venezia