La prigione di Caseros è stata abbattuta
21 anni dopo la sua inaugurazione.
Ci sono voluti 15 mesi per
demolire con mezzi meccanici l'edificio
di 22 piani. Un'implosione con l'uso
di dinamite è stata interrotta per
impedire che la nube di polvere tossica
potesse contaminare i vicini ospedali.
Caseros era stata originariamente
progettata come prigione destinata
alle brevi custodie cautelari ma è stata
invece utilizzata per scontare pene
detentive. I detenuti richiedevano ciò
che l'architettura non poteva offrire.
Di conseguenza, nel maggio 1984, le
celle dei prigionieri sono state aperte
sui corridoi in modo permanente. I
chiavistelli hanno smesso di costituire
uno strumento del potere. L'inizio
della trasformazione architettonica
fai-da-te della prigione da parte dei
detenuti, per ottenere le condizioni
spaziali desiderate, è stato segnato
da una sommossa ben orchestrata. La
distruzione di un sistema ha significato
la costruzione di un altro.
Nella facciata sono stati aperti dei
fori (boquetes) per parlare alla città.
I detenuti si sono arrampicati
come "uomini-ragno" da un buco
all'altro. L'architettura è stata trasformata
in un nemico della sorveglianza,
anziché svolgere il suo ruolo
primario di Panopticon. Benché
il sistema carcerario tenti di trasformare
il comportamento umano
attraverso l'architettura, la prigione
di Caseros rappresenta l'antitesi:
la trasformazione dell'architettura
mediante il comportamento umano.
La mostra "Productos Caseros" ha
come suo punto focale il boquete, quale
prodotto più 'famigerato' derivante
dalla trasformazione fai-da-te di
Caseros: un video fa vedere i due lati
della facciata di Caseros mentre viene
colpita per creare un boquete ed esplora
le prestazioni del materiale di cui è
fatto il muro. Una serie di fotografie 1:1
mostra Buenos Aires vista e inquadrata
attraverso vari boquetes. Dalla demolizione
di Caseros è stato risparmiato un
boquete originale realizzato dai detenuti.
Le riprese video documentano le
7 ore di intervento 'chirurgico' necessarie
a estrarre una sezione di muro di
2x2 m nella quale il boquete era inserito.
Paradossalmente, un 'vuoto' è
l'elemento più rilevante da conservare.
Un video mostra Buenos Aires usando
come una lente, trasportata attraverso
la città, il boquete recuperato durante
la demolizione. Sul sito che un tempo
ospitava il carcere di Caseros è prevista
la realizzazione di un progetto
residenziale, un parco, una scuola e
un centro culturale. Cosa più importante,
i 64.000 metri cubi di materiale
di risulta derivanti dalla demolizione
sono stati trasformati in un
parco costiero. Gaspar Libedinsky
Home-made Prison
Nel 2004 Domus (n. 874) ha pubblicato la storia del carcere di Caseros a Buenos Aires, ormai prossimo alla demolizione dopo essere stato trasformato in un inferno autogestito dai detenuti. Oggi, al suo posto stanno prendendo forma residenze, un parco, una scuola e un centro culturale. Ne parla Gaspar Libedinsky, autore dell'esposizione "Productos Caseros".
View Article details
- 07 ottobre 2008