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Home-made Prison

Nel 2004 Domus (n. 874) ha pubblicato la storia del carcere di Caseros a Buenos Aires, ormai prossimo alla demolizione dopo essere stato trasformato in un inferno autogestito dai detenuti. Oggi, al suo posto stanno prendendo forma residenze, un parco, una scuola e un centro culturale. Ne parla Gaspar Libedinsky, autore dell'esposizione "Productos Caseros".

La prigione di Caseros è stata abbattuta 21 anni dopo la sua inaugurazione. Ci sono voluti 15 mesi per demolire con mezzi meccanici l'edificio di 22 piani. Un'implosione con l'uso di dinamite è stata interrotta per impedire che la nube di polvere tossica potesse contaminare i vicini ospedali. Caseros era stata originariamente progettata come prigione destinata alle brevi custodie cautelari ma è stata invece utilizzata per scontare pene detentive. I detenuti richiedevano ciò che l'architettura non poteva offrire. Di conseguenza, nel maggio 1984, le celle dei prigionieri sono state aperte sui corridoi in modo permanente. I chiavistelli hanno smesso di costituire uno strumento del potere. L'inizio della trasformazione architettonica fai-da-te della prigione da parte dei detenuti, per ottenere le condizioni spaziali desiderate, è stato segnato da una sommossa ben orchestrata. La distruzione di un sistema ha significato la costruzione di un altro.

Nella facciata sono stati aperti dei fori (boquetes) per parlare alla città. I detenuti si sono arrampicati come "uomini-ragno" da un buco all'altro. L'architettura è stata trasformata in un nemico della sorveglianza, anziché svolgere il suo ruolo primario di Panopticon. Benché il sistema carcerario tenti di trasformare il comportamento umano attraverso l'architettura, la prigione di Caseros rappresenta l'antitesi: la trasformazione dell'architettura mediante il comportamento umano.

La mostra "Productos Caseros" ha come suo punto focale il boquete, quale prodotto più 'famigerato' derivante dalla trasformazione fai-da-te di Caseros: un video fa vedere i due lati della facciata di Caseros mentre viene colpita per creare un boquete ed esplora le prestazioni del materiale di cui è fatto il muro. Una serie di fotografie 1:1 mostra Buenos Aires vista e inquadrata attraverso vari boquetes. Dalla demolizione di Caseros è stato risparmiato un boquete originale realizzato dai detenuti. Le riprese video documentano le 7 ore di intervento 'chirurgico' necessarie a estrarre una sezione di muro di 2x2 m nella quale il boquete era inserito. Paradossalmente, un 'vuoto' è l'elemento più rilevante da conservare. Un video mostra Buenos Aires usando come una lente, trasportata attraverso la città, il boquete recuperato durante la demolizione. Sul sito che un tempo ospitava il carcere di Caseros è prevista la realizzazione di un progetto residenziale, un parco, una scuola e un centro culturale. Cosa più importante, i 64.000 metri cubi di materiale di risulta derivanti dalla demolizione sono stati trasformati in un parco costiero. Gaspar Libedinsky

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