Un monolite che cattura e riflette l’umore spettacolare e imprevedibile della luce del Nord. Un immenso ‘faro’ all’ingresso del porto cittadino. Una nuova icona per la capitale islandese. Sulla carta, la nuova nuova casa dell’orchestra sinfonica nazionale promette di essere tutto questo.
A disegnarla, un team formato dagli architetti danesi Henning Larsen, già autori dell’opera house di Copenhagen, e dall’artista Ólafur Eliasson, che ha pensato uno scenografico rivestimento per l’intero edificio fatto di migliaia di prismi in vetro, specchio e acciaio capaci di riflettere la luce naturale, ma anche di fare vedere – come in un caleidoscopio – il pubblico che si trova all’interno del teatro. All’edificio si accederà attraverso una spettacolare piazza, sempre opera di Eliasson, che gioca con il vapore dell’energia geotermica proveniente dal sottosuolo.
L’opera house, che avrà una superficie di 25.000 metri quadrati e ospiterà due sale da concerto, rispettivamente da 1.800 e 450 posti e una sala per conferenze (750 posti) sarà affiancata da un lussuoso complesso alberghiero, strutture commerciali, cinema, residenze e uffici per un totale complessivo di altri 25.000 metri quadrati. Dati alla mano, l’intero intervento diventerà il maggiore complesso culturale del Paese, sviluppato attraverso una partnership tra pubblico (governo e amministrazione comunale) e privato (la società Portus ltd). Il team di progetto è il vincitore di un concorso internazionale, al quale avevano partecipato ra gli altri Jean Nouvel e Norman Foster. L’inaugurazione è prevista per il 2010.
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