Sotto la guida del partner Chris van Duijn e del project architect Michael Hadjistyllis, Oma ha appena completato un progetto che, ancora una volta, attraverso la forma dell’architettura vuole prendere un ruolo attivo nella storia delle città cinesi. E ancora una volta si tratta di una città dal grande valore culturale e strategico: Hangzhou.
Future Tech City è infatti un hub dell’innovazione all’interno di una città che, nel giro di una generazione, si è trasformata da meta celebrata per il suo paesaggio a nodo centrale dell’economia tech del Paese. Hangzhou ospita Alibaba e NetEase, e si è posizionata in diretta competizione con Pechino e Shanghai per attrarre una forza lavoro mobile e altamente qualificata. È in questo contesto, ancora in evoluzione, che arriva il primo progetto completato da Oma in città.
Commissionato da Xinhu Real Estate Group, il Prism concentra 43mila metri quadrati di programma misto – hotel, loft residenziali, uffici e servizi urbani – in un unico volume piramidale. La forma finale, la parte più interessante del progetto, è il risultato di due tagli obliqui nella massa dell’edificio, che generano una silhouette riconoscibile e stabiliscono assi visivi verso la stazione dell’alta velocità a nord-ovest e verso un parco a sud-est.
Questa operazione sulla forma produce anche loft in altezza, ciascuno con terrazza aperta sulla città e sul paesaggio circostante. Concentrando le sue linee verso un vertice definito, l’edificio si afferma alla scala del distretto sottraendosi però alla verticalità pura, tipica della sua tipologia.
Il classico insieme di torri residenziali è invece diventato un’unica struttura porosa, creando un villaggio tridimensionale per giovani professionisti e visitatori.
Chris van Duijn
Il rapporto tra l’edificio e il contesto urbano è di assoluta leggibilità al piano terra. Un grande atrio esterno si apre al pubblico, collegato direttamente al parco e al sistema di canali adiacenti. Lo spazio funziona come una soglia civica, né pienamente interna né pienamente urbana, pensata per accogliere il movimento di residenti, ospiti dell’hotel, lavoratori e visitatori senza imporre tra loro una gerarchia rigida.
Gli spazi comuni si distribuiscono lungo tutta la sezione, estendendo questa porosità su più livelli invece di concentrarla alla base. Giardini interni e specchi d’acqua occupano il vuoto che fa da nucleo al sistema, conferendo allo spazio condiviso una qualità che lo distingue dalle generiche piazze pubbliche comuni a interventi di questo tipo.
Il Prism è affiancato da una torre residenziale di 35mila metri quadrati, la cui geometria di facciata rispecchia quella del volume principale, rafforzando la leggibilità dell’insieme nel contesto dell’area. Poiché quello che sta prendendo forma in questo capitolo della vita di Hangzhou è, a tutti gli effetti, un nuovo Central Business District, il carattere non convenzionale di interventi come il Prism potrebbe contribuire a definirne l’identità.
Immagini di apertura: Hangzhou Prism, Oma, 2026, Cina. Courtesy Oma
