Tra le torri di Kenzo Tange ha aperto la nuova stazione di Miralles Tagliabue a Napoli

La stazione della metro “Centro Direzionale” firmata da EMBT introduce un paesaggio ligneo e fluido che ridefinisce l’esperienza del “viaggio” urbano e riallaccia un dialogo con il quartiere: è una "passeggiata nel bosco"

Nell’area del Centro Direzionale di Napoli, il grande impianto urbano progettato da Kenzo Tange negli anni Settanta, prende finalmente forma la nuova stazione della metropolitana “Centro Direzionale”, firmata da Benedetta Tagliabue - Miralles Tagliabue EMBT. L'intervento si inserisce nel più ampio programma delle stazioni d'autore promosso dal Comune e si propone di segnare una tappa decisiva anche nel processo di rivitalizzazione di un comparto oggi poco integrato nei ritmi della vita urbana.

La nuova costruzione, impostata sopra i binari della linea esistente, sostituisce il precedente manufatto – poco più di una pensilina a copertura degli accessi ai binari – di cui recupera la struttura in cemento, innestandovi sopra un volume leggero in legno lamellare.

Benedetta Tagliabue - Miralles Tagliabue Embt, Nuova Stazione Metropolitana di Napoli “Centro Direzionale”, Napoli, Italia 2026

In netto contrasto con il contesto dominato da torri specchianti e un po' asettiche, la nuova stazione si presenta come un organismo fluido e permeabile, articolato in una sequenza dinamica di volte che, come un drappo leggero, fluttua su una piazza coperta: un’immagine che richiama l’esuberante plasticità del mercato di Santa Caterina a Barcellona e che, attraversola sequenza di pilastri lignei che punteggiano lo spazio, suggerisce l’idea – come afferma Benedetta Tagliabue – di una “passeggiata nel bosco”.

In copertura, una grande opera in ceramica pixelata raffigurerà un volto tratto da un reperto archeologico pompeiano, in linea con gli obiettivi generali del progetto che trasforma le infrastrutture partenopee per la mobilità in un percorso museale diffuso tra architettura, arte e archeologia.

All’esterno, una trama di piazze alberate e percorsi pubblici riallaccia un dialogo con il quartiere mentre, all’interno, accese campiture cromatiche accompagnano il percorso dei viaggiatori, trasformando l’esperienza di transito in un percorso chiaramente riconoscibile e visivamente accattivante, tra foreste immaginarie e suggestioni vagamente “pop”.

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