Le concept car migliori sono quelle virtuali? 10 esempi da Ferrari a... Xiaomi

Senza omologazioni, senza ingegneria, senza mercato: nel laboratorio di Gran Turismo il design automobilistico diventa pura costruzione di immaginario.

Da qualche tempo Xiaomi è diventata la prima casa automobilistica cinese a rivelare un concept costruito esclusivamente per il videogioco di corse Gran Turismo, e uno dei pochi marchi che si sono spinti fino alla costruzione di un modello fisico del loro progetto digitale.

Il progetto è nato su invito personale del creatore di Gran Turismo Kazunori Yamauchi, che ha guidato la berlina SU7 Ultra nel mondo reale nel 2025. Tianyuan Li, capo designer di Xiaomi noto per il suo pedigree decennale in BMW, ha supervisionato lo sviluppo del concept, che si è svolto principalmente presso lo studio di design di Xiaomi a Monaco.

Più che un semplice esercizio di stile, operazioni come questa mostrano come il videogioco sia diventato uno spazio credibile in cui costruire identità industriali ancora in formazione.

Xiaomi Vision GT Gran Turismo 7, 2026

Xiaomi è solo l’ultima di una serie di brand che si sono avvicendati nell’immaginare supercar da sogno per i videogiocatori appassionati di corse. Anche se concepiti come macchine virtuali, molti di questi concept sono veri e propri esercizi di design per i marchi che li immaginano, oltre a un modo efficace per aumentare riconoscibilità e prestigio presso un pubblico selezionato.

Più che anticipare il futuro dell’automobile, queste concept car sembrano oggi raccontare il modo in cui i marchi progettano il proprio immaginario, in un contesto dove i vincoli tecnici scompaiono ma quelli narrativi restano fortissimi.

Il videogioco è diventato uno spazio credibile in cui costruire identità industriali ancora in formazione.

Nel caso di Xiaomi, la supercar è costruita attorno a una carrozzeria a goccia che bilancia la resistenza aerodinamica e la deportanza. All’interno, il team ha abbandonato l’estetica tipica dell’abitacolo di un jet da combattimento a favore di un setup che chiamano “Sofa Racer”, un abitacolo che appare elegante e confortevole, senza sacrificare la sensazione di un’auto sportiva.

È un cambio di paradigma sottile ma significativo: non più l’abitacolo come simulazione estrema della performance, ma come spazio da abitare, quasi domestico, anche quando l’auto resta confinata nel virtuale.

Da quando il creatore di GT Yamauchi ha lanciato l’iniziativa Vision Gran Turismo nel 2013, marchi come Ferrari, Lamborghini, Porsche, Mercedes-AMG, Jaguar e Corvette hanno contribuito con macchine virtuali da sogno alla serie, che si è rivelata un successo tra i videogiocatori.

In questo senso, Vision Gran Turismo funziona meno come laboratorio di innovazione e più come piattaforma di storytelling controllato, dove il design si libera dalla produzione ma resta inscritto nelle logiche di un ecosistema chiuso.

Abbiamo raccolto i nostri dieci concept preferiti nella galleria qui sopra, inclusa la curiosa auto disegnata da BVLGARI: è la più insolita e pure la nostra preferita.

Più che auto da guidare, sono immagini da abitare: e forse è proprio qui che si gioca oggi una parte del futuro del design automobilistico.

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