Le case della California sono state inventate da un romanzo dell’Ottocento

Nato come denuncia delle violenze contro le popolazioni native americane, Ramona di Helen Hunt Jackson finì per trasformare una California immaginaria in uno dei paesaggi architettonici più riconoscibili degli Stati Uniti.

Il nostro senso comune, soprattutto in materia di forme, canoni e concetti fondativi con cui tendiamo a identificarci, è stato profondamente plasmato dal XIX secolo. In questo passaggio storico, spartiacque della modernità, si sono consolidati immaginari e idee che sono sopravvissuti alla prova del tempo, attraversando discipline e contesti per stabilizzarsi permanentemente in una “normalità” percepita come naturale, ma spesso fittizia e contingente. 

In questa prospettiva si inserisce una vicenda ricostruita di recente da National Geographic, che riconduce l’immaginario architettonico della California del sud – e quindi di un preciso linguaggio domestico popolare conosciuto come Spanish Colonial Revival – al successo del romanzo Ramona di Helen Hunt Jackson, che divenne un successo editoriale negli Stati Uniti nel 1884. 

Albumen silver print of a photograph of Helen Maria Fiske Hunt Jackson, 1884. National Portrait Gallery, Smithsonian Institution. Photo by Charles F. Conly, restored by Adam Cuerden via Wikimedia Commons.

Al momento della pubblicazione, Jackson era una delle scrittrici meglio pagate degli Stati Uniti. Collaborava con Harper's e Atlantic Monthly, era amica di Emily Dickinson, e aveva già alle spalle un saggio di denuncia sulle violenze del governo americano contro le popolazioni native, A Century of Dishonor, inviato a proprie spese a tutti i membri del Congresso. Ramona nasceva come estensione narrativa di quell’impegno di sensibilizzazione: un tentativo di incidere sull’opinione pubblica attraverso la letteratura, sulla scia dell’impatto che La capanna dello zio Tom aveva avuto sul dibattito abolizionista. 

La ricezione del romanzo seguì però un’altra direzione. La trama, una storia d’amore tragica sullo sfondo delle tensioni razziali nella California post-annessione, venne ridotta a un racconto sentimentale immerso in paesaggi idealizzati e lussureggianti. È questo slittamento, più che l’intento politico dell’autrice, ad aver prodotto conseguenze durature. 

Historic American Buildings Survey Photographed by Henry F. Withey November 1936 VIEW FROM SOUTH EAST - Casa de Rancho Guajome, San Luis Rey, San Diego County, CA. Library of Congress Prints and Photographs Division Washington, D.C. 20540 USA. Photo via Wikimedia Commons.

Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, infatti, i lettori trasformarono la finzione in geografia reale cercando i luoghi del romanzo, visitando ranch e haciendas californiane che furono elevate a veri e propri punti di riferimento culturali. Due residenze, Rancho Camulos e Rancho Guajome, diventarono mete di pellegrinaggio, legittimate da una somiglianza più emotiva che documentaria con il testo. Parallelamente, ferrovie e sviluppatori immobiliari capitalizzarono a loro volta su questa estetica narrativa con operazioni di marketing che potremmo definire jet-setting ante-litteram. 

Il paesaggio costruito descritto da Jackson — case in adobe sviluppate intorno a corti aperte, verande che sfumano lo spazio tra interno ed esterno, un'abitabilità lenta e sensoriale che nulla aveva a che fare con la rigidità vittoriana — si trasformò in un modello. Architetti come Willis Polk, John Galen Howard e Julia Morgan ne rielaborarono i caratteri nel "Mission Revival", introducendo arcate, campanili e coperture in cotto. Negli anni Venti, George Washington Smith ampliò ulteriormente questo lessico, integrando influenze mediterranee e nordafricane: prese forma così lo "Spanish Colonial Revival", uno degli stili architettonici più persistenti ed evocativi del paesaggio americano. 

Rancho Camulos in Piru, California, listed on the National Register of Historic Places. View from the northwest, 22 March 1934. Library of Congress, Prints & Photographs Division, CAL,49-PET.V,1-2. Photo Norris M. Knaus via Wikimedia Commons

Oggi quel linguaggio è diventato parte integrante dell’identità visiva della California meridionale, sebbene questo codice formale sia figlio di una memoria selettiva, di un’estetica senza conflitto. Jackson non assistette mai a questo esito: morì poco dopo la pubblicazione del romanzo, a cinquantaquattro anni, senza sapere che Ramona avrebbe contribuito a generare un modello abitativo non nato dal disegno, bensì dal desiderio. E il desiderio, come dimostra questa vicenda, può avere una forma sorprendentemente concreta.

Immagine di apertura: Guajome Ranch House, foto di scerruti via Wikimedia Commons.