Riappare Villa Lopez di Jean Prouvé: la casa progettata come una sedia

Villa Lopez è una rara casa prefabbricata progettata da Jean Prouvé nel 1953 come estensione diretta del suo linguaggio di designer e constructeur. È ora in mostra a New York.

Quasi nessuno conosce la villa a Sainte-Maxime, sulla costa meridionale della Francia, che Jean Prouvé progettò come fosse una delle sue sedie. Assemblata nel 1953 a partire da una struttura in metallo — che ricorda moltissimo quella della celebre sedia Standard, disegnata da lui e ancora prodotta da Vitra — questa casa a un solo piano racconta perfettamente il modo di lavorare dell’architetto francese, che a questo titolo preferiva quello di “constructeur” o “uomo di fabbrica”.

Un modulo rettangolare si moltiplica lungo il perimetro dell’edificio, scandendo una successione di pannelli in legno, lamiera e vetro. A interrompere la sequenza, in alcuni punti, è la presenza di piccoli cerchi trasparenti che bucano la campitura metallica generando un pattern che è una delle firme di Prouvé.

Jean Prouvé, ca. 1950. Courtesy Archives Jean Prouvé

Lungo il perimetro, una serie di sostegni verticali regge la copertura continua: una tettoia che protegge dal sole e dalla pioggia, creando un camminamento riparato tutto intorno all’abitazione. Questi pilastri metallici, trattati come grandi viti, imbullonano in alcuni punti elementi in legno che diventano panche integrate all’architettura.

L’architettura prefabbricata, dalle linee rigorose e ortogonali, si inserisce nel paesaggio mediterraneo tra pini e cipressi, trovando un equilibrio con i volumi morbidi della collina circostante. Qui, la rigidità del metallo dialoga con la pietra locale utilizzata per i muretti di contenimento e per una piccola architettura balneare. Quest’ultima, attraverso una gradinata in pietra, conduce a una vasca dalle forme organiche che sembra assecondare il declivio naturale del terreno.

Una variazione sul tema della Villa Dollander

Il progetto della Villa Lopez richiama da vicino un’altra celebre opera: la Villa Dollander. Fu proprio visitando quest’ultima, progettata da Henri Prouvé e costruita con il fratello Jean, che Raymond Lopez rimase affascinato dal sistema costruttivo dei due, decidendo di commissionare per sé questa straordinaria variazione sul tema a Sainte-Maxime.

Jean Prouvé, Villa Lopez, Ombres Bleues, 1953. Courtesy Galerie Patrick Seguin

I visitatori di Tefaf New York potranno osservare da vicino la Villa Lopez dal 15 al 19 maggio, quando la fiera tornerà ad animare il Park Avenue Armory di Manhattan con alcune delle più importanti gallerie di arte e design al mondo. Tra queste, la parigina Galerie Patrick Seguin, da decenni punto di riferimento per l’opera di Prouvé — oltre che di Charlotte Perriand, Pierre Jeanneret e Le Corbusier — che per l’occasione ha curato uno spazio interamente dedicato al constructeur francese.

Questa casa a un solo piano racconta perfettamente il modo di lavorare dell’architetto francese, che a questo titolo preferiva quello di ‘constructeur’ o ‘uomo di fabbrica’.

L’allestimento svela per la prima volta al pubblico un altro capolavoro dimenticato: la scuola di Valençaude (1954). Il progetto dialoga con una serie di architetture più note, dal padiglione Scal (1940) alla casa F 8x8 Bcc (1941), fino ai moduli abitativi d’emergenza 6x6 e 6x9 (1944) e quelli per la ricostruzione 8x8 (1945). Completano il percorso la sua casa per le vacanze a Carnac (1946), la celebre Maison des Jours Meilleurs (1956), la scuola di Croismare e l’Ufficio Studi di Maxéville, entrambi del 1948.

Jean Prouvé, Villa Lopez, Ombres Bleues, 1953. Courtesy Galerie Patrick Seguin.

Al centro della scena, un tavolo monumentale di oltre tre metri, progettato nel 1952 per la Cité Universitaire d’Antony, funge da asse portante dell’intero spazio. Pezzo di estrema rarità, il tavolo rappresenta un punto di svolta nella produzione di Prouvé: qui convergono le sperimentazioni sull’acciaio piegato avviate negli anni Trenta, dove la sintesi tecnica si traduce direttamente nella forma plastica dell’arredo.

La selezione di opere conferma la dedizione della Galerie Patrick Seguin nella ricerca e valorizzazione dell’eredità di Prouvé. Una missione che prosegue nella storica sede nel quartiere della Bastille, uno spazio monumentale firmato da Jean Nouvel — guest editor di Domus nel 2022 — dove la promozione del maestro francese spazia con rigore filologico dal micro del design al macro delle sue celebri case smontabili.

Immagine di apertura: Jean Prouvé, Villa Lopez, Ombres Bleues, 1953. Courtesy Galerie Patrick Seguin