Leggiamo sempre più libri digitali: perché, spiegato da chi li fa

La pandemia ha accelerato il mercato degli ebook. Dalla crescita degli audiolibri all’introduzione dello stilo al “modello Netflix”, una chiacchierata con il Ceo di Kobo, l’azienda che sta segnando un nuovo standard nel design degli ereader.

Kobo è una azienda con base a Toronto che da più di dieci anni si occupa solo di lettura digitale. Il suo nome è un anagramma di “book”, libro. Nella seconda metà del 2021, Kobo ha aggiunto tre nuovi ereader alla sua lineup, calando un tris con un margine di innovazione che non si vedeva da parecchio nel mondo dei lettori di ebook. I punti chiave sono schermi più grandi, l’integrazione con l’audio e l’introduzione di uno stilo. Quest’ultimo di fatto ribalta la concezione che abbiamo sempre avuto degli ereader come oggetti in qualche modo “passivi”. Con i nuovi dispositivi, il catalogo Kobo offre soluzioni dai 6 pollici di Nia ai 10,3 di Elipsa, la lineup più varia e completa sul mercato.

Kobo Libra 2
Kobo Libra 2

“La nostra strategia di prodotto è una conversazione con chi al centro della propria vita ha i libri”, spiega Michael Tamblyn, Ceo di Kobo, che mette in diretta connessione l’introduzione di nuovi fomati e funzioni con le esigenze evidenziate dalla community dei lettori – oggi Kobo vanta circa 58 milioni di utenti attivi in tutto il mondo. “Se possiamo abbattere una barriera, o introdurre una funzionalità che sblocca una nuova modalità di lettura, per noi è una grande cosa”, spiega, sottolineando l’importanza del dialogo e dell’analisi nella progettazione di nuovi dispositivi e funzionalità.

Un abbonamento mensile per leggere quanto vuoi

Incontro Tamblyn a Milano, in una giornata di pioggia. Si presenta elegantissimo e parliamo separati da una barriera di plexiglass. La ragione della sua presenza in Italia è il lancio locale di Kobo Plus, un abbonamento che permette di accedere a una ampia libreria per una cifra fissa mensile. “Abbiamo capito che alcune persone non compravano ebook perché per loro sono troppo costosi”, spiega il Ceo sulle ragioni della nascita dell’abbonamento. Sono quei lettori che prendono libri dalle biblioteche, o li scaricano illegalmente. “Abbiamo fatto una ricerca su BitTorrent per capire quali libri cercassero”, aggiunge. E questo modello, dice, è stato pensato soprattutto per loro. Ma non solo: è anche una tendenza di mercato. “Tutti i media si stanno spostando verso un fisso mensile che ti permette di consumare quello che vuoi”. Vedi Netflix, vedi Spotify, o anche il Game Pass di Xbox per i videogiochi. 

Tutti i media si stanno spostando verso un fisso mensile che ti permette di consumare quello che vuoi

Lanciato inizialmente nei Paesi Bassi, Kobo Plus si sta allargando in tutti quei paesi in cui si trova un accordo con gli editori. “Ci sono grandi benefici: ci si concentra meno sui bestseller e c’è più varietà di scelta, libri vecchi e libri nuovi, narrativa e saggistica”. 

Michael Tamblyn, Ceo di Kobo

La pandemia ha cambiato le nostre abitudini di lettura

La visita di Tamblyn a Milano è anche l’occasione per parlare dell’effetto della pandemia sulla lettura di ebook. “La pandemia è stata un catalizzatore per la lettura”, dice il Ceo, sottolineando che in nove mesi Kobo ha avuto una crescita che era prevista nel corso di tre anni. Proprio in Lombardia è partito durante il lockdown un progetto pilota in collaborazione con il governo per distribuire gratuitamente ebook. “Un programma così interessante che l’abbiamo esteso via via a tutti i paesi in cui veniva introdotto il lockdown”. Una scelta che è stata premiata. “Sapevamo che le persone stando a casa avrebbero preso nuove abitudini e volevamo essere sicuri che tra queste ci fosse leggere”. Il modo migliore era regalare un libro. “E quelle stesse persone poi sono rimaste sulla piattaforma e sono diventati clienti abituali”. Del resto è un dato del mercato che il lockdown abbia aumentato visibilmente l’acquisto di ebook. Molti avevano più tempo per leggere e le librerie erano chiuse, durante lo scoppio della pandemia. Negli Stati Uniti sono stati acquistati complessivamente 191 milioni di ebook, circa un quinto del mercato complessivo dei libri. E la tendenza avanza, anche se durante l’estate si è registrata qualche battuta d’arresto.

Kobo Libra 2

Secondo Tamblyn, i libri elettronici non soppianteranno del tutto quelli cartacei. Ci sono libri, dice, che sono belli in quanto oggetti: libri di fotografia, di cucina, che vuoi avere a casa tua e nella tua vita. Ma il genitore che regala al figlio un libro per bambini, un oggetto che è bello passare fisicamente, probabilmente poi leggerà un thriller sul Kobo, “e si sentirà perfettamente a suo agio in entrambi i mondi”. Anzi, la crescita degli ebook fa bene anche ai libri tradizionali: “Il design dei libri è migliorato parecchio negli ultimi dieci anni, perché gli editori sanno che se vogliono che i libri continuino ad esistere, anche come regalo, allora devi fare dei libri che siano belli”.

La nostra strategia di prodotto è una conversazione con chi al centro della propria vita ha i libri

Gli ebook non sono solo narrativa

Ci sono molte persone che leggono ancora sul telefono, ma chi compra un ereader è perché questi creano una “isola di concentrazione”, come la definisce Tamblyn, e non hanno distrazioni. “Non ci sono gli alert dei social media, il tuo capo non può mandarti una mail e niente messaggi di testo”. Permettono insomma quel livello di isolamento o di focus che di questi tempi riteniamo prezioso. “Aggiungi uno stilo e avrai il perfetto veicolo per l’esplorazione e il pensiero”.

Eh già, lo stilo. Se sui tablet è oramai una presenza fissa, come su molti laptop, per gli ereader è un salto avanti recentissimo. Kobo l’ha introdotto con Elipsa, l’ereader formato A4 di cui abbiamo già scritto qui. Anche in questo caso, dice Tamblyn, c’è stata prima di tutto una ricerca. “Vedevamo che gli ebook venivano letti soprattutto per la narrativa e volevamo sapere perché”. Così è iniziato il confronto con chi legge saggistica, con chi studia e lavora nella didattica, per informarsi o per motivi di business. La risposta principale, prosegue Tamblyn, è che questo genere di persone “hanno una relazione dinamica con i libri”: non li leggono soltanto, ma li annotano, li sottolineano, scrivono lungo i margini. E lavorano parecchio su documenti in formato A4. Così è nato Elipsa. “Per noi era importante che non fosse soltanto un blocco per gli appunti, ma un dispositivo per chi legge”. La sfida, ancora in corso, è la necessaria sofisticazione nel processo di prendere le note mentre si legge, e di adattarle al cambiamento della dimensione del font, per esempio. Ma anche migliorare l’esperienza d’uso di questi dispositivi come blocchi appunti digitali. “Abbiamo costruito un team dedicato a questa esperienza che per noi è nuova. Le novità arriveranno”.

Kobo Sage

Sulla scia di Elipsa è quindi arrivato anche Sage, un po’ più piccolo, comunque con un generoso schermo da 8 pollici, “nato dall’idea del quaderno che tieni sempre con te”. Sage è il ritorno in vesti rinnovate di un altro ereder di Kobo, Forma, che per Tamblyn aveva il miglior form factor mai realizzato per un ereader. Sage aggiunge la compatibilità con lo stilo, più batteria e più spazio di storage. Quest’ultimo elemento ci porta dritti a un altro elemento fondamentale nella strategia di Kobo: gli audiolibri – che ovviamente occupano molto più spazio di un ebook.

Gli audiolibri

“Leggiamo in funzione del tempo. Per esempio non puoi leggere mentre guidi. È difficile leggere mentre lavi i piatti. Gli audiolibri permettono ai libri di occupare una quantità maggiore del tempo che hai a disposizione”, così Michael Tamblyn sintetizza il valore di un prodotto che per decenni è stato popolare in Nord America e Regno Unito, molto di meno in Europa. Ora qualcosa sta cambiando, secondo il Ceo di Kobo anche perché gli editori hanno cominciato a guardare a cosa funzionasse negli altri mercati.

“Abbiamo scoperto che il mondo degli ascoltatori di audiolibri è diviso in due”, racconta Tamblyn: da una parte quelli che li ritengono parte delle loro attività di ascolto, insieme a podcast e musica – e che quindi usano la funzione integrata sulla app Kobo per smartphone o tablet. “Ma l’altra metà considera gli audiobook come parte delle loro letture”. Da qui la decisione di integrare gli audiobook nei tre nuovi ereader Kobo, che si connettono a cuffie o casse bluetooth, e di proporre una versione di Kobo Plus che mette a disposizione anche audiolibri oltre agli ebook. 

Quando gli chiedo quali saranno le prossime mosse dell’azienda, Tamblyn schiva la domanda con l’eleganza d’altri tempi che lo contraddistingue, sottolineando che quello degli ebook è un mercato altamente competitivo, e che la filosofia di Kobo è basata sul dialogo con gli utenti e non su una pianificazione astratta di nuove feature. “In liena di massima, il tempo di progettazione di un dispositivo si aggira intorno ai 18 mesi”.

Parliamo poi delle cover origami, un gioiello di progettazione che permettono di leggere sia in verticale sia in orizzontale, con l’ereader appoggiato, a letto come su un aereo. È un esempio della missione di Kobo, quello di trovare nuovi design che espandano le possibilità del leggere.

“Ed è affascinante per noi, visto che il libro esiste in questo formato da così tanto tempo. Non ci sono state molte innovazioni nel campo dei libri negli ultimi duecento anni”. E prima di salutarci, mi confida quanto si ritenga fortunato a lavorare sui libri e sulla lettura. “Non dobbiamo convincere le persone a farlo, alle persone piace leggere i libri. Quello di cui noi ci occupiamo è semplicemente renderlo una esperienza migliore”.

Kobo Sage con cover origami

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