Questo mese: Domus 999

In questo mese

Domus 999 è in edicola

In questo numero: un complesso residenziale di David Chipperfield Architects a Londra; un edificio per appartamenti a Lugano di SPBR Arquitetos e Baserga & Mozzetti Architetti; la riprogettazione della collezione permanente del MASP di Metro Arquitetos Associados. Sul design: la mostra di Jasper Morrison, una conversazione con Paolo Fantoni e il libro di Chiara Alessi.

Domus 999

In copertina: il numero 9, ritagliato in un cartoncino Pantone®, crea una combinazione con il suo negativo e la sua ombra, formando il numero 999. Schizzo di Giuseppe Basile. Photo Andrea Martiradonna

Editoriale: Il futuro è adesso

La nostra rivista si appresta a festeggiare lo straordinario e ambito traguardo dell’edizione del numero mille, un’occasione davvero unica per ripensare l’epica cavalcata di questa gloriosa testata, lunga ormai
quasi un secolo, dentro la storia dell’abitare degli uomini.

Il Weltbaumeister. Uno sguardo verso il passato e uno verso il futuro

Prendere come misura l’uomo: è l’accorato e categorico invito che lo studioso svizzero rivolge all’architetto contemporaneo, affinché si assuma le proprie responsabilità civili e abbandoni la fuorviante rincorsa al successo decretato dal mercato mediatico.

L’idea come forza propulsiva del progetto

In oltre 15 anni di insegnamento, Valerio Olgiati ha elaborato un metodo didattico pragmatico e rigoroso. Convinto che un progetto architettonico riuscito sia la manifestazione fisica e la conseguenza logica di un’idea che prende forma, invita i suoi studenti dell’Accademia di Architettura di Mendrisio a ragionare sugli aspetti fondamentali dell’architettura, a lavorare su cinque parametri fondamentali, a loro volta suddivisi in temi.

Faculty of Architecture and the Built Environment, TUDelft

Forte di un lungo percorso come scuola tecnica e politecnica prima e istituto tecnologico poi, la facoltà di Architettura di Delft punta oggi sulla ricerca e sulla sperimentazione per formare professionisti ed esperti dalle specializzazioni sofisticate, in grado di fronteggiare i futuri problemi dell’architettura e dell’ambiente costruito.

Ricordare l’architettura

La dissoluzione dell’architettura e il declino della materialità e dell’artigianato sono per Hans Kollhoff i disastrosi risultati che, a partire da alcune visioni utopiche degli anni Sessanta, arrivano fino a oggi. Rileggendo i famosi schizzi di Le Corbusier dell’Acropoli, ci ricorda invece il carattere tettonico dell’architettura, che la vincola alla terra e la radica alla topografia del paesaggio e della città.

La quadratura del cerchio

Il recente lavoro realizzato dallo studio svizzero – lo stadio di Bordeaux, pubblicato in Domus 993 – racchiude per Eduardo Souto de Moura una grande lezione sul mestiere. L’architetto portoghese ha visitato per noi l’opera e ne ha tratto una breve ma intensa riflessione sull’importanza del confronto con la storia, collocando Herzog & de Meuron tra i migliori architetti del nostro tempo.

L’albero della cuccagna. I nutrimenti dell’arte

Con un’operazione che ha coinvolto 46 artisti e attivato una rete espositiva diffusa su tutto il Paese, Bonito Oliva invita a riflettere sui temi dell’alimentazione e sulle sue implicazioni sociali. Concepita in occasione di Expo, ma sviluppata in un percorso a tappe che si concluderà a Milano, a Palazzo Reale, la mostra ha affidato all’arte il compito di “massaggiare il muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva”.

Thingness – MyCollection

La prima retrospettiva sul lavoro di Jasper Morrison – 35 anni passati all’insegna di semplicità, rigore e funzionalità – arriva a Zurigo e si arricchisce di una nuova sezione. “MyCollection” mette in scena i pezzi selezionati dal designer britannico tra le quattro collezioni del museo: uno strumento inedito che consente di guardare sotto una nuova luce oggetti e designer.

Progettare con l’alluminio

In occasione dell’ampia personale al Centro dell’innovazione e del design di Grand-Hornu, il designer britannico Michael Young, che da anni lavora tra Belgio e Cina, racconta il suo rapporto progettuale con l’alluminio: un materiale versatile e malleabile, sul quale, ammette, ha ancora molto da imparare.

Casa unifamiliare a Greystones, Irlanda

Nel progetto per un’abitazione nella campagna irlandese, il rapporto con il luogo e la sua stratificazione fisica sono per de Paor l’occasione per costruire un’architettura che corrisponde appieno al sito stesso. Il nome dato al progetto, Dysart, ne evoca il contenuto, costruito attraverso un’ambigua articolazione tra l’archeologia delle sue vecchie preesistenze e i nuovi manufatti.

Luoghi comuni, mestieri speciali

Nel suo nuovo libro, l’autrice riflette sulla figura del designer dopo gli anni Dieci e sull’esigenza di un approccio olistico alla professione, per riaffermare una consapevolezza storica e culturale del progetto come motore di progresso, che va oltre i designer, ma anche imprescindibilmente con un nuovo ruolo di guida da parte loro.

Complesso residenziale, Londra

Un complesso intervento nel centro della città permette di riaffermare la grande capacità dell’architetto inglese di dialogare con un tessuto storico estremamente caratterizzato. Nel lungo e compatto lotto urbano, attestato su un bordo di Kensington Gardens, il preesistente e il nuovo si confrontano, dando forma e carattere all’intero isolato, che nel suo interno si svuota alla ricerca di un comfort di luce e aria.

Edificio residenziale a Lugano, Svizzera

I vincoli imposti dal lotto, insieme con una scelta strutturale chiara e precisa, caratterizzano la realizzazione di questo edificio in un’area suburbana di Lugano. Il progetto trova nell’attacco a terra il suo punto più alto, raccordando quote, liberando spazi e aggiungendo funzioni in una vera e propria promenade architecturale .

Bucci a Lugano

Infrastruttura polifunzionale a Spa, Belgio

L’ampliamento di una villa novecentesca nella campagna belga permette agli architetti di riconfigurare l’intero complesso con un nuovo corpo di fabbrica che si affianca in continuità al basamento esistente. Una potente e rigorosa copertura metallica di miesiana memoria, sorretta da volumi funzionali in calcestruzzo, protegge una corte interna, luogo di tutto il progetto, conformata da tende che le conferiscono un carattere domestico.

Riallestimento della collezione permanente, MASP San Paolo, Brasile

Lo straordinario allestimento di Lina Bo Bardi del 1968, successivamente smantellato, viene oggi magistralmente riproposto per la caparbia volontà del nuovo direttore del MASP Adriano Pedrosa e con il minuzioso lavoro di Metro Arquitetos Associados. Questo lavoro ci permette di avere di nuovo tra noi il capolavoro pensato dai coniugi Bardi e realizzato dalla magnifica ‘Achillina’ dove le opere, le cornici e gli spettatori sono i protagonisti assoluti dello spazio.

Illuminismo imprenditoriale per il progetto

L’appello rivolto agli imprenditori nell’editoriale dello scorso novembre viene raccolto dal vicepresidente del gruppo friulano che racconta a Domus le strategie produttive della filiera legno-arredo e del distretto del Nord-est, che lui definisce la “Silicon Valley del mobile”. Partendo dall’esperienza lunga oltre un secolo dell’azienda di famiglia, ribadisce la necessità di puntare su una classe imprenditoriale che sappia sviluppare progetti autonomi con un respiro di lungo termine e una visione industriale compiuta.

Rassegna: Serramenti e frangisole


Feedback: La Casablanca di Rachid Andaloussi


Elzeviro: Un costruttore di elementi primi

Nell’era della connessione globale, il rischio è quello di smarrire i nessi fondamentali: tra tecnica (téchne ) e pensiero (lògos ), tra piccolo e grande, tra nome e cosa. All’architetto, chiamato a “dare forma agli elementi primi”, il compito di trovare nuove vie.