Mario Bellini

Intervistato per il lancio di #domus1000, Mario Bellini – direttore di Domus dal 1986 al 1991 – punta su ciò che, a suo parere, ha segnato in modo irreversibile il corso della storia.

I nove, straordinari, autori di #domus1000 presentano se stessi con un autoritratto di poche parole, che ne “condensa” gusti e attitudini in cinque punti: un’architettura, un oggetto di design, un’opera d’arte, un libro e una città. A interpretarne le sembianze è, invece, la colorata sintesi grafica dell’illustratore Massimo Giacon.

  Con Ernesto Nathan Rogers e Gio Ponti come professori, il suo destino di direttore era segnato. Dopo gli anni del vulcanico e spiazzante Mendini, Mario Bellini porta a Domus un approccio rigoroso e il suo tocco da industrial designer. Nato sotto il segno dell’Acquario – il 1° febbraio del 1935 – è organizzato, curioso e aperto. Incontra la sua redazione tutti i mercoledì mattina, per discutere sui progetti ma soprattutto per fare da arbitro agli accesi scontri tra le falangi conservatrici e quelle più progressiste. La sua voce è più severa sul design – la sua passione originaria – che sull’architettura, ma concede a tutti grande fiducia. A tenere a bada i redattori negli altri giorni della settimana ci pensano i suoi due instancabili bracci destri: il suo futuro successore Lampugnani e l’ineffabile Lupi.  

Un’architettura – il Guggenheim Museum di Bilbao progettato da Frank Gehry. Ha cambiato il corso della storia dell’architettura.  

Un oggetto di design – lo smartphone. Ha cambiato la vita di tutti gli abitanti del pianeta Terra.  

Un’opera d’arte – il primo taglio di Lucio Fontana (1959). Ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte.  

Un libroThe singularity is near di Raymond Kurzweil (2005). Uno dei pochi libri che parla di futuro senza cadere nel grottesco.  

Una città – Chandigarh. L’unica città al mondo disegnata su carta da un architetto (visionario) che non ha prodotto l’ennesimo fallimento.  

Ad accomunare queste cinque risposte è un solo elemento, il punto di svolta. Ovvero ho scelto ciò ha segnato in modo irreversibile il corso della storia, tanto da dire che c’era un prima e un dopo rispetto alla loro creazione.

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Mario Bellini
Domus
: 1986–1991
Consulente del direttore: Vittorio Magnago Lampugnani
Art direction: Italo Lupi