Milano Design Week

Salone del Mobile e Fuorisalone 2024


Tre luoghi della Design Week dove non siete mai stati

Una chiesa quattrocentesca, un circolo culturale liberty e una terrazza razionalista, normalmente non aperte al pubblico, sono i tre luoghi di una Milano inaspettata che si possono scoprire durante questo Fuorisalone. 

Chiesa di San Bernardino alle Monache, via Lanzone 13

Visitare l’installazione as it is – equilibrium flower – significa immergersi in una di quelle piccole pozze di silenzio che punteggiano il cuore caotico di Milano, una chiesa della seconda metà del Quattrocento che soltanto un secolo fa i lavori hanno liberato dalle strutture barocche che l’avevano circondata (una chiesa esterna e un monastero). I lavori di Takt Project in esposizione dialogano con le strutture dell’unica navata, e con gli affreschi cinquecenteschi e della scuola del Foppa che decorano pareti e volte.

Circolo Filologico Milanese, via Clerici 10

La più antica associazione culturale milanese, nata nel 1872 per promuovere lo studio di lingue e culture straniere, ha collocato la sua sede ad un passo dal Teatro alla Scala, e il Caffè del Circolo progettato da Studio Irvine al suo interno per la Design Week è il primo passo per un recupero completo dei suoi spazi. Il Palazzo del Filologico infatti è stato costruito nel 1906 appositamente per le attività del Circolo, su progetto di Luigi Perrone e Luigi Macchi e ha il suo fuoco principale nella grande sala di lettura, la Sala Liberty, al suo centro, con le lunghe balconate e l’imponente copertura vetrata filtrata da un velario in ferro battuto.

Terrazza Portaluppi, via Brisa 5

La maison Buccellati apre in esclusiva per la Design Week la sua sede milanese, un edificio di Piero Portaluppi pensato in origine per il Linificio e Canapificio Nazionale,  su cui il grande architetto della Villa Necchi Campiglio ritorna più volte, iniziandolo nel 1919 e completandolo nel 1936 con il volume alto coronato dalla Terrazza. Un recente intervento di Park Associati ha poi ridefinito definito l’aspetto attuale del complesso, di cui però la storia resta leggibile: le formulazioni quasi Déco del primo intervento lasciano spazio a un linguaggio più moderno, a una piccola perla di razionalismo italiano in cima alla quale la Mostra Galateo – A Journey into conviviality rafforzare quel dialogo con la città di Milano che già la vista dalla terrazza rende unico e inaspettato. 

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