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Barber Osgerby
Si sono incontrati al Royal College of Art di Londra e hanno cominciato a lavorare insieme nel 1996. Poco più che trentenni, Edward Barber e Jay Osgerby sono un team affiatato e produttivo, che ha all’attivo un portfolio di lavoro che spazia dal design di pezzi di arredo all’interior design di progetti importanti. Il giro di boa lo hanno fatto nel 1998, quando Giulio Cappellini li ha incaricati di disegnare alcuni pezzi per la collezione dell’anno successivo. Una collaborazione che continua invariata da allora.
Come definireste il vostro stile personale nel design... Ci è sempre piaciuto disegnare oggetti dalle forme lineari e ci crediamo ancora. Si possono creare belle forme lavorando su elementi bidimensionali. Questo è il punto di partenza, poi lavoriamo sulla tecnica e ci mettiamo un po’ di umorismo.
Caratteristiche che si possono definire "britanniche"? I designer britannici si sono dovuti confrontare con la penuria di aziende e con la conseguente mancanza di interlocutori competenti, in grado di mettere a punto progetti tecnicamente complessi. Dovevano farcela praticamente da soli, quindi i loro progetti dovevano essere semplici.
Un plus dei designer Brit rispetto a quelli italiani? Abbiamo più chance di lavoro già da molto giovani. Usciamo dal college e siamo già "operativi". In altri Paesi con una maggiore tradizione, con un mercato forte dal punto di vista del design, come l’Italia per esempio, bisogna essere più avanti negli anni per essere accettati come designer.