Vello Bike+: l’e-bike pieghevole piccola e potente

L’azienda austriaca ha trasformato il suo design premiato con il Red Dot in una e-bike leggera, potente e intelligente che si autoricarica. L’abbiamo testata per le strade di Berlino.

Guardando alla rete di 50 rivenditori Vello in tutta Europa e ai piani di espansione in Asia e negli Stati Uniti, è difficile credere che il produttore austriaco di biciclette pieghevoli abbia solo quattro anni. Finanziata attraverso una campagna di successo su Kickstarter e Indiegogo nel 2017, Vello ha lanciato le sue biciclette pieghevoli sul mercato nel 2018. Da allora l’azienda ha continuato a crescere in popolarità. Il suo ultimo modello di punta, la Vello Bike+, integra un motore elettrico sul design della Vello Bike, già premiato con un Red Dot Award. Secondo l’azienda, è la “prima e-bike pieghevole autocaricante al mondo”, che è tanto un’affermazione vera quanto un uso intelligenti di aggettivi sapientemente selezionati.

Quando Vello mi ha offerto l’opportunità di testare una Bike+ per un paio di settimane a novembre, non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Sono da anni un utilizzatore di bici single-speed, e tutto quello che sapevo sulle biciclette pieghevoli è che si possono comodamente piegare e trasportare in metro a Berlino senza sborsare i soldi per un biglietto extra. Ho provato una Brompton in passato abbastanza a lungo da capire che le bici pieghevoli non fanno per me. D’altra parte, posso però apprezzare l’elegante impresa ingegneristica che sottende alla realizzazione di una bici di questo tipo, che deve rimanere solida e sicura pur piegandosi come una Graziella. A questo proposito, Vello Bike+ è senza alcun dubbio un prodotto al top della propria categoria.

L’attenzione ai dettagli e la qualità generale dei materiali sono evidenti fin dalla prima pedalata, così come la robustezza del telaio e la natura ingegnosa ma semplice del meccanismo di chiusura. Padroneggiare il “folding” è una questione di pochi tentativi, anche se bisogna armeggiare un po’ di più che con una Brompton. Il tubolare della sella, per esempio, deve essere sempre abbassato per fungere da punto di equilibrio per la bici una volta piegata. Allo stesso tempo, va esteso prima di ricomporre la bicicletta, altrimenti urterà contro la ruota posteriore, bloccando l’apertura. Il problema si risolve facilmente grazie al morsetto a sgancio rapido.

L’uso di un morsetto a sgancio rapido per il l’asta della sella e una soluzione a vite e perno a pressione per la ruota anteriore pieghevole possono rappresentare un problema per chiunque aspiri ad acquistare la Vello Bike+ come bicicletta da città. In un posto come Berlino, lasciare una bicicletta come questa all’esterno è troppo rischioso, e qualcuno finirà inevitabilmente per rubarsi qualche parte della bici. Certo, se si fa visita a un amico o si va al ristorante, si può sempre provare a piegarla per portarla con te. A causa del suo peso (13Kg) Bike+ non è però così comoda da trasportare come ci si potrebbe aspettare, soprattutto se bisogna salire qualche rampa di scale. Anche il suo volume una volta ripiegata non è trascurabile, con un ingombro di 79cm di lunghezza e 29cm di larghezza. Non è molto, ma in un paio di occasioni al ristorante non c’era abbastanza posto per tenerla all’interno, costringendomi così a chiuderla fuori con il lucchetto dopo averla spogliata di tutti gli accessori più facili da rubare.

Sono tutte considerazioni inevitabili per chi vive in città, soprattutto perché il valore della Vello Bike+ è chiaro a chiunque la guardi per più di un secondo. Il telaio in metallo lucido, i doppi freni a disco idraulici, le gomme Schwalbe Marathon, il tubolare della sella in lega Satori, i pedali pieghevoli in alluminio, la cinghia Gates Carbon Drive e la sella Selle Royal foam matrix sono chiari indicatori di quanto possa valere una bici del genere (ovvero 2.990€).

Ciò che contribuisce principalmente al prezzo è però il componente forse meno appariscente della bici. Il motore Zehus montato posteriormente che spinge la piccola Bike+ fino a 25Km/h è perfettamente integrato nel centro del telaio della ruota posteriore. È sorprendentemente compatto, considerando che contiene la trasmissione insieme a un sistema computerizzato, una serie di sensori e una batteria che può essere ricaricata durante la guida attraverso un meccanismo KERS. Zehus (Zero Emission HUman Synergy) è uno spinoff del Politecnico di Milano che ha avuto la brillante idea di applicare il principio dei motori ibridi alle e-bike. Mentre è già stato implementato su una pletora di biciclette, dalle fixies ai dutch cruisers vecchia scuola, Vello è la prima azienda a integrarlo su una due ruote pieghevole.

Guidare con l’aiuto del motore Zehus è sorprendentemente semplice e molto divertente. Per attivare il motore, il ciclista deve fare tre pedalate complete all’indietro. Il motore può fornire una leggera spinta che aiuta sulle strade più ripide o una spinta turbo sempre attiva. Le modalità sono selezionate attraverso l’app Zehus via Bluetooth. Il setup e l’interfaccia sono facili e intuitivi, ma vale la pena segnalare che entrambi sono legati alla creazione di un account utente sulla piattaforma cloud Zehus. C’è anche un telecomando che può essere installato sul manubrio, però, che Vello vende come accessorio opzionale per gli utenti che non vogliono ricorrere allo smartphone per controllare le modalità della bicicletta. La dipendenza da una piattaforma di terzi per elettrificare la Bike+, delegando di conseguenza i dati dei consumatori a un fornitore esterno, è sia una debolezza che una vantaggio per un azienda come Vello. Una debolezza, perché la storia del marchio non si traduce nel digitale, con un’interfaccia che non è adeguatamente brandizzata ed è chiaramente esterna al marchio. Un vantaggio, invece, perché la soluzione incredibilmente intelligente di Zehus ha permesso a Vello di offrire una bicicletta con un complesso sistema KERS con minime modifiche a un design già esistente.

Il risultato di questo compromesso è senza dubbio positivo. Guidare la Vello Bike+ con il motore Zehus è un’esperienza tutto sommato sorprendente, in particolare per la durata notevole della batteria grazie al sistema di frenata rigenerativa. Se il ciclista regola il suo stile di guida per frenare con il meccanismo di pedalata all’indietro, il sistema KERS può estendere di parecchio l'autonomia dichiarata di 30-51Km (in modalità Turbo). Il “backpedaling” non è come la frenata su una fixie, poiché la bici non si ferma bruscamente cambiando la direzione della pedalata. Invece, la Bike+ rallenta fino a fermarsi. L'unico aspetto negativo è il rumore degli ingranaggi prodotto dalla pedalata all'indietro, che ci è parso molto più forte del normale suono dei cuscinetti in una bici tradizionale. In città viene facilmente coperto dal rumore della strada, mentre posso immaginare che potrebbe diventare leggermente fastidioso durante un giro in campagna. 

La mia esperienza con la Vello Bike+ è stata nettamente positiva. Anche se personalmente non spenderei mai 3000€ per una piccola bici pieghevole con motore elettrico, posso assolutamente apprezzare il fascino che un prodotto di così alta qualità può avere su molti vecchi e nuovi appassionati di ciclismo. Il prodotto trasuda qualità e attenzione ai dettagli, mentre si rivolge a un ampio mercato di persone che vogliono una bici facile da trasportare e riporre senza rinunciare ai vantaggi di una e-bike. Secondo i ragazzi di Bicicli, il distributore berlinese di Vello dove ho recuperato la mia bici di prova, la Bike+ è particolarmente popolare tra le coppie benestanti di una certa età, che di solito le comprano in coppia per le gite fuori porta o per portarsele in viaggio su un caravan. Tutto sommato, e a prescindere dal fatto che io sia completamente fuori target per il prodotto, la Bike+ mi ha colpito. È la testimonianza di come le bici elettriche possano ormai presentarsi sotto molte forme diverse. Vello Bike+ è un esperimento riuscito che dimostra come un ottimo design abbinato a soluzioni ingegneristiche smart possa ridefinire il mercato delle e-bike e definire nuove categorie di prodotto.

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