Dentro il teatro fantasma di Los Angeles, tornato a vivere per un’ultima stagione

Nel Variety Arts Theater di Downtown Los Angeles una rassegna ha riattivato temporaneamente uno spazio che ha attraversato vaudeville, cinema e cultura civica, ospitando per la prima volta negli Stati Uniti le opere video della Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Veduta dall'esterno.

Foto: Joshua White.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Veduta di “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Arthur Jafa, Apex, 2013, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Nina Simone, Sinnerman, 1965, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Precious Okoyomon, It‘s dissociating season, 2019 (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026

Foto Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Lu Yang, DOKU The Flow, 2024, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026.

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Georges Méliès, Le voyage dans la lune (A Trip to the Moon), 1902, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Veduta di “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 A sinistra: Jacolby Satterwhite, „Shrines“, 2020. A destra: Doug Aitken, „Blow Debris“, 2000, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Photo by Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Christoph Schlingensief, „Affenführer“, 2005, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Jordan Wolfson, „ARTISTS FRIENDS RACISTS“, 2020, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Travers Vale & George Cowl, Betsy Ross, 1917, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Paul McCarthy, Ma Bell, 1971, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 P. Staff, Pure Means, 2021, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Wu Tsang, Wildness, 2012, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Douglas Gordon, The Making of Monster, 1996, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Foto: Joshua White, Courtesy MUSEUM MMK FÜR MODERNE KUNST, gift of the artist.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Veduta di “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

Photo by Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Nel cuore di Downtown Los Angeles, al 940 di South Figueroa Street, un edificio di sei piani in stile veneziano conserva le tracce di più di un secolo di trasformazioni culturali.  Costruito nel 1924, il Variety Arts Theater è stato nel tempo clubhouse, teatro di vaudeville, cinema, spazio per eventi e poi, più nulla. Per alcune settimane le sue sale tornano a essere abitate da What a Wonderful World: An Audiovisual Poem, la rassegna curata da Udo Kittelmann che porta per la prima volta negli Stati Uniti una selezione di opere video dalla collezione della Julia Stoschek Foundation, con proiezioni dal 6 febbraio al 20 marzo 2026 ogni sera, fino a mezzanotte.

Friday Morning Club, 938–940 South Figueroa Street, Los Angeles, California, Library of Congress, Prints and Photographs Division, Historic American Buildings Survey.

Dai pionieri del cinema come Georges Méliès e Alice Guy-Blaché fino agli artisti contemporanei più influenti come Marina Abramović, Arthur Jafa e Lu Yang, la mostra mette in dialogo cinema e videoarte, evidenziandone affinità e differenze strutturali e facendoli convivere nello stesso spazio.

E in questo dialogo, natura e storia del luogo giocano un ruolo fondamentale. Il Variety Arts Theater è infatti uno degli edifici simbolo delle trasformazioni che hanno attraversato la storia culturale di Los Angeles. Il complesso nasce come sede del Friday Morning Club, una delle associazioni femminili più influenti della città, fondata nel 1891 dalla suffragista Caroline Severance. Nelle sue sale si organizzavano conferenze, incontri culturali e dibattiti civici che portarono al voto femminile in California.

Georges Méliès, Le voyage dans la lune (A Trip to the Moon), 1902, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. Foto: Joshua White. Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Nello stesso anno dell'inaugurazione al pubblico il grande auditorium viene affittato e. successivamente trasformato nel Figueroa Playhouse, un teatro di vaudeville che entra rapidamente nel circuito dello spettacolo cittadino. Sul suo palco passano figure come Buster Keaton, Laurel and Hardy e Clark Gable.

Da quel momento l’edificio attraversa una lunga serie di trasformazioni: prima sala cinematografica, poi museo dedicato al vaudeville e ancora, location per eventi, matrimoni e concerti. Ciascuna di queste fasi lascia tracce visibili nell’architettura interna delo stabile, che ancora oggi conserva segni evidenti delle sue diverse vite.

Negli ultimi due decenni il Variety Arts Theater è progressivamente caduto in disuso, rimasto come sospeso tra epoche diverse. Oggi l’edificio è in vendita per circa  12,5 milioni di dollari.

Udo Kittelmann and Julia Stoschek. Foto: Peter Rigaud.

Proprio per questo la sua riattivazione temporanea assume un significato particolare. What a Wonderful World: An Audiovisual Poem restituisce per alcune settimane a questo spazio la funzione culturale che nel corso del Novecento lo ha attraversato in forme diverse. Inaugurata durante l’Art Week 2026, aperta dalla fiera Frieze Los Angeles, la mostra appare quasi come un unicum, un momento di epifania nella scena culturale della “città del nuovo”, che continua a demolire e ricostruire parti di sé stessa.

Qui le immagini in movimento trovano finalmente le condizioni di fruizione che meritano. Non sono semplicemente contenuti su uno schermo: coinvolgono memoria, percezione e corpo dello spettatore, influenzandone il comportamento nello spazio e il rapporto con l’ambiente.


Uscendo dal teatro, una volta lasciata alle spalle la facciata del Variety Arts Theater, si nota un dettaglio che è invece facile ignorare entrando.

Accanto all’ingresso, il piccolo schermo incastonato nella muratura — un tempo dedicati a locandine e programmazione — proietta Wonder Woman (1978–79) di Dara Birnbaum. L’immagine della supereroina che si trasforma ciclicamente volteggiando su sé stessa in loop lampeggia sulla facciata come l'ultimo segnale luminoso lanciato nel buio della città.

Chi deciderà di acquistare il Variety Arts Theater non comprerà soltanto un immobile storico di Downtown Los Angeles, ma anche un luogo che per più di un secolo è stato la culla delle arti performative californiane.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White.

Veduta dall'esterno.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation

Veduta di “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Arthur Jafa, Apex, 2013, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Nina Simone, Sinnerman, 1965, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Precious Okoyomon, It‘s dissociating season, 2019 (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Lu Yang, DOKU The Flow, 2024, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026.

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026

Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

 

Georges Méliès, Le voyage dans la lune (A Trip to the Moon), 1902, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Veduta di “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Photo by Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

A sinistra: Jacolby Satterwhite, „Shrines“, 2020. A destra: Doug Aitken, „Blow Debris“, 2000, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Christoph Schlingensief, „Affenführer“, 2005, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Jordan Wolfson, „ARTISTS FRIENDS RACISTS“, 2020, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Travers Vale & George Cowl, Betsy Ross, 1917, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Paul McCarthy, Ma Bell, 1971, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

P. Staff, Pure Means, 2021, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Wu Tsang, Wildness, 2012, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Foto: Joshua White, Courtesy MUSEUM MMK FÜR MODERNE KUNST, gift of the artist.

Douglas Gordon, The Making of Monster, 1996, (veduta dell'installazione), “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026. 

WHAT A WONDERFUL WORLD: AN AUDIOVISUAL POEM, Julia Stoschek Foundation, Los Angeles 2026 Photo by Joshua White, Courtesy Julia Stoschek Foundation.

Veduta di “What a Wonderful World: An Audiovisual Poem”, 2026.