Per TikTok è “la chiesa di Shrek”. Per l’architettura è un capolavoro assoluto

TikTok riscopre la Grundtvigs Kirke di Copenaghen, monumento del Brick Expressionism costruito in quasi vent’anni da tre generazioni della stessa famiglia di architetti.

Grundtvig Kirke

Foto Valentina Solano 

Grundtvig Kirke

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Grundtvig Kirke

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Grundtvig Kirke

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2002. Alla settantaquattresima edizione della cerimonia degli Oscar, nella categoria miglior film d’animazione trionfa Shrek. Non solo perché rivoluzionava il cartone animato per come lo conoscevamo, quello disneyano; non solo per l’uso della tecnologia, che rendeva così vere le texture dei vestiti; non solo perché inventava un doppio livello capace di parlare insieme a bambini e adulti, e nemmeno soltanto perché aveva chiamato a dare voce ai personaggi alcuni degli attori più importanti del momento, come Eddie Murphy e Cameron Diaz.

Di Shrek tutti apprezzarono soprattutto l’infinita quantità di riferimenti che il film riusciva a contenere. Dalle citazioni del grande cinema all’hackeraggio dei personaggi e delle vicende Disney, fino ai luoghi. Oltre a quelli inventati — come la casa nella palude, che oggi esiste davvero e grazie ad Airbnb si può perfino affittare — nel film compaiono spazi reali reinterpretati e deformati. Su tutti, la collina con la grande scritta Hollywood, che diventa Far Far Away, il regno della famiglia di Fiona, con il suo boulevard popolato di negozi di lusso e fast food: Versarchery, Armani Armoury, Burger Prince, Farbucks.

Ma c’è anche una chiesa. Esiste davvero, non è troppo nota e nel film viene modificata quanto basta per non farsi riconoscere subito. Eppure oggi TikTok è pieno di persone che raccontano: “sono stato nella chiesa di Shrek”.

Foto Valentina Solano

La chiesa di Grundtvig

Nel 1913 un concorso voleva celebrare la memoria del pastore danese Nicolai Frederik Severin Grundtvig edificando una chiesa sulla collina di Bispebjerg, un sobborgo di Copenaghen. Lo vinse l’architetto Peder Vilhelm Jensen Klint, e tra il 1921 e il 1940 la Grundtvigs Kirke venne tirata su con sei milioni di mattoni gialli fatti a mano.

Nell’edificio convivono due radici intrecciate. Da una parte le dimensioni e le proporzioni di una cattedrale gotica: la pianta a croce latina, le ampie navate scandite da enormi pilastri — ciascuno formato da trentamila mattoni — e il disegno delle nervature che scolpiscono gli archi a sesto acuto, illuminati dalla luce naturale che entra dalle alte aperture sulle pareti. Dall’altra i caratteri tipici di una chiesa di campagna danese, riconoscibili nel materiale, nelle tecniche costruttive e nel celebre frontone a gradoni.

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Anche la metafora della Trinità attraversa continuamente l’edificio: tre sono le punte della facciata, tre gli ingressi su ciascun lato. Nell’assoluta assenza di decorazione spiccano invece i due organi, uno del 1940 e uno del 1965, con la canna d’organo più grande dell’intera Scandinavia, alta undici metri.

Non tutti, all’epoca, erano convinti della scelta del sito. I fedeli giudicavano la chiesa troppo remota, troppo periferica. Avevano torto: l’edificio aspettava semplicemente che un quartiere gli crescesse intorno. E Jensen Klint finì per progettarlo lui stesso. L’architetto trasformò l’impianto classicista immaginato dai pianificatori urbani in qualcosa di più irregolare, medievale e respirabile. Ribaltò persino la logica delle altezze: dove il piano originale voleva edifici sempre più alti man mano che ci si avvicinava alla chiesa, lui fece il contrario. Case basse tutt’intorno, così che il monumento potesse stagliarsi senza competizione. Il quartiere che ne risultò porta ancora oggi i segni della chiesa ovunque: nei timpani a gradoni, nei mattoni gialli, nel ritmo delle facciate.

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Jensen Klint morì nel 1930, prima di vedere l’opera terminata. A portarla avanti fu prima il figlio Kaare e, in seguito, il nipote Esben. La Grundtvigs Kirke venne così costruita sotto la guida di tre generazioni della stessa famiglia. L’8 settembre 1940 il re di Danimarca consacrò la chiesa, quasi vent’anni dopo la posa della prima pietra. Consacrò anche una delle manifestazioni più significative del Brick Expressionism, la corrente nata nell’Europa del Nord come risposta all’Espressionismo tedesco. Ottant’anni dopo, a riscoprirla è TikTok.

Immagine di apertura: Foto Valentina Solano 

Grundtvig Kirke Foto Valentina Solano 

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