L’aeroporto tropicale che non ha bisogno dell’aria condizionata

Sull’isola francese di La Réunion, nell’Oceano Indiano, il nuovo terminal dell’aeroporto Roland Garros sfrutta gli alisei, la ventilazione naturale e un canyon bioclimatico per trasformare il clima in una risorsa progettuale.

Il primo terminal aeroportuale bioclimatico al mondo si trova a La Réunion, nell’Oceano Indiano. Su quest’isola battuta dai venti e periodicamente esposta ai cicloni, il nuovo terminal arrivi dell’aeroporto Roland Garros ribalta la logica con cui vengono progettati molti scali tropicali. Invece di combattere caldo e umidità con l’aria condizionata, sfrutta l’aria che già soffia sull’isola, trasformando il clima locale da problema a risorsa. Il cuore del sistema è una ventilazione naturale alimentata dagli alisei, che sostituisce quasi del tutto il raffrescamento meccanico nelle aree aperte al pubblico.

Aia Life Designers, La Réunion Roland Garros airport terminal, 2024; Saint-Denis, La Réunion, Francia. Courtesy Aia Life Designers

A renderlo possibile è l’architettura stessa dell’edificio, firmata dallo studio Aia Life Designers, che combina una facciata porosa dotata di lamelle motorizzate, una copertura sagomata e un canyon bioclimatico centrale. Quest’ultimo genera una depressione che aspira l’aria attraverso tutta la struttura, raffrescando gli ambienti senza ricorrere agli impianti. Secondo la documentazione ufficiale, la quota di superficie effettivamente climatizzata non supera il 7%, mentre il risparmio energetico rispetto all’edificio preesistente è stimato attorno al 60%. Gli architetti calcolano inoltre un comfort termico con una temperatura percepita inferiore di circa 4°C rispetto a un edificio equivalente raffreddato in modo tradizionale, grazie a una velocità dell’aria vicina a 1 m/s a contatto con la pelle.

Un sistema pensato anche per i cicloni

L’intera infrastruttura funziona come un sistema autonomo. Le aperture a lamelle e i grandi ventilatori di supporto, che entrano in funzione quando il vento naturale non basta, vengono regolati automaticamente sulla base dei dati raccolti da due stazioni meteo che monitorano direzione del vento e pioggia. 

Aia Life Designers, La Réunion Roland Garros airport terminal, 2024; Saint-Denis, La Réunion, Francia. Courtesy Aia Life Designers

A completare il quadro ci sono schermature, aggetti di copertura e sistemi di controllo dell’apporto solare per limitare il surriscaldamento, oltre a vegetazione e spazi verdi che contribuiscono ad abbassare la temperatura percepita e a rafforzare la biodiversità locale. Ciò che distingue davvero il progetto è anche la possibilità di passare al controllo manuale, per esempio in caso di allerta ciclonica.

Legno, fotovoltaico e calcestruzzo risparmiato

Sul fronte costruttivo, il terminal combina legno, metallo, vetro e calcestruzzo, con un ampio utilizzo del legno per ridurre l’impronta ambientale dell’intervento. La facciata integra oltre 3mila metri quadrati di aperture motorizzate e, secondo i dati di progetto, il 51% della sua superficie è apribile. Un altro accorgimento è il solaio hollow-core che, grazie a casseri plastici vuoti inseriti nella struttura, ha permesso di risparmiare circa 140 metri cubi di calcestruzzo.

Aia Life Designers, La Réunion Roland Garros airport terminal, 2024; Saint-Denis, La Réunion, Francia. Courtesy Aia Life Designers

Completano il quadro i pannelli fotovoltaici, parte di una più ampia strategia di decarbonizzazione che già nel 2023, secondo Airport Carbon Accreditation, aveva dimezzato le emissioni operative e quelle legate all’elettricità rispetto al 2014, con il solare a coprire quasi il 30% del fabbisogno energetico dello scalo.

Immagine di apertura: Aia Life Designers, La Réunion Roland Garros airport terminal, 2024; Saint-Denis, La Réunion, Francia. Courtesy Aia Life Designers