Drylands Design

All'A+D Museum, 9 proposte dimostrano la necessità di un approccio multidisciplinare per fronteggiare la carenza idrica a fronte del cambiamento climatico, pensando a cosa fare nel prossimo futuro.

Il 22 marzo l'ODNI (Office of the Director of National Intelligence, l'agenzia statale americana di coordinamento delle informazioni) ha emesso un documento sulla situazione idrica mondiale; le informazioni non sono da allarme atomico ma nemmeno tranquillizzanti, e dimostrano la necessità immediata di un'azione a livello mondiale per contrastare gli effetti di carenze, conflitti e disastri in relazione con l'acqua. La ricerca è stata commissionata dal segretario di Stato Hillary Clinton allo scopo di "determinare l'incidenza delle questioni mondiali relative all'acqua sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti nei prossimi trent'anni", e arriva a queste conclusioni:
"Nel corso del prossimo decennio molte regioni affronteranno problemi relativi all'acqua (carenza, scarsa qualità dell'acqua o inondazioni) che accresceranno il rischio di instabilità e di crisi istituzionali, aumenteranno le tensioni regionali e le distrarranno dalla collaborazione con gli Stati Uniti per il conseguimento di importanti obiettivi politici di interesse nazionale. Da qui al 2040 la disponibilità di acqua, in assenza di efficaci provvedimenti nella gestione delle risorse idriche, non sarà in grado di soddisfare la domanda. I problemi idrici porranno ostacoli alla capacità di produzione agricola e di generazione energetica di paesi fondamentali, costituendo un rischio per il mercato alimentare mondiale e ostacolando lo sviluppo economico. Come conseguenza delle pressioni dovute allo sviluppo demografico ed economico l'Africa Settentrionale, il Medio Oriente e l'Asia Meridionale dovranno affrontare importanti difficoltà relativi a problemi idrici."

Drylands Design, all'A+D Museum fino al 26 aprile 2012

Per coincidenza proprio il giorno in cui il documento veniva reso pubblico all'A+D [Architecture + Design] Museum di Los Angeles si inaugurava la mostra Drylands Design. Raccoglie opere di architetti, paesaggisti, ingegneri e urbanisti circa l'inevitabilità della carenza idrica a fronte del cambiamento climatico. La mostra riguarda le terre aride nell'Ovest degli Stati Uniti, ma ha implicazioni la cui eco va ben al di là di un litorale, di un continente o di un clima. Drylands, come la ricerca dell'ODNI, dimostra che, al di là delle preoccupazioni della politica, la scarsità d'acqua non va considerata un problema limitato – qualcosa che càpita, per dire, in Arizona – ma i cui effetti sono destinati a propagarsi in tutto il mondo. Il tono della mostra è indubbiamente pessimista, ma la questione è comunque grave: non c'è una soluzione unica e nessuna iniziativa può avere efficacia universale. Così come i problemi attuali e previsti sono numerosi e di varia natura, anche le soluzioni devono essere globali e attuate su scala internazionale.

Drylands Design, all'A+D Museum fino al 26 aprile 2012

In parallelo con una serie di eventi in città, tra cui un convegno e un laboratorio sulla difesa dell'acqua destinato alle famiglie, la mostra Drylands è una folta ma affascinante collezione di disegni, grafici, modelli, spezzoni di film cui si aggiunge una "stanza dei bambini". In mostra ci sono nove progetti, vincitori del concorso "William Turnbull" per "l'elaborazione di idee sulla difesa e il miglioramento del paesaggio californiano". Tra essi opere particolarmente interessanti come Off The Reservation: A Seed for Change di Meghan Storm, che analizza le pratiche culturali degli indiani d'America riguardanti "l'alimentazione, l'acqua e la mobilità" applicandone i risultati a più vasti obiettivi di "stabilità infrastrutturale e culturale"; Local Urban Farming: Fresno Reimagined di Chau Nguyen, che trasforma il consumatore in un consumatore/produttore e propone di "rafforzare gli stanziamenti nelle aree desertiche di Fresno, con un forte impegno nell'agricoltura"; e LA20: Large Scale Desalination with Repurposed Civic Infrastructure di Thomas Kosbau, che descrive come gli stagni stagionali lungo il corso del fiume Los Angeles ritrovino vita nel corso delle famigerate piogge di Los Angeles e creino "un'infrastruttura di contenimento delle acque piovane, a beneficio di numerose specie locali".

L'esposizione dimostra chiaramente la necessità di un'impostazione molteplice, che implica la riconsiderazione di come sono gestiti i problemi idrici e, soprattutto, la coscienza generale che si tratta di un problema fondamentale e immediato, da non trattare come 'acqua fresca'
Drylands Design, all'A+D Museum fino al 26 aprile 2012

La scarsità d'acqua, i suoi effetti dannosi e che cosa fare per risolvere il problema: non è un tema facile. Drylands lo illustra chiaramente con una mostra che rifiuta anch'essa la facilità. Occorre prendersi il tempo di leggere, e poi di capire, le proposte in mostra all'A+D. Come unità coerente, però, l'esposizione dimostra chiaramente la necessità di un'impostazione molteplice, che implica la riconsiderazione di come sono gestiti i problemi idrici, l'impulso a maggiori ricerche e a più numerose iniziative e, soprattutto, la coscienza generale che si tratta di un problema fondamentale e immediato, da non trattare come 'acqua fresca'.

Drylands Design, all'A+D Museum fino al 26 aprile 2012

A differenza del rapporto dell'ODNI la mostra Drylands Design riguarda, più che ciò che potrà accadere (o secondo alcuni accadrà certamente) negli anni a venire, ciò che è necessario fare. Sotto questo aspetto la mostra non dedica molti particolari a sottolineare le conseguenza dell'ignorare la "mancata garanzia" dell'acqua, tra cui i conflitti politici e le guerre dichiarate. L'acqua ha le potenzialità e la dimostrata capacità di fungere da arma, da strumento politico di trattativa come di pressione: può essere la fonte del conflitto. Ma, parlando seriamente, ciò deriva dal fatto che l'acqua è prima di tutto una fonte di vita: anzi, la fonte di vita per eccellenza. Come un immissario confluisce in un corso d'acqua maggiore e poi nel mare o nell'oceano, ogni iniziativa e ogni presa di coscienza a livello locale confluiscono in un cambiamento maggiore e di maggiore visibilità mondiale. Inevitabilmente le proposte illustrate da Drylands Design sono in dialogo tra loro: sì, cercano la soluzione a un problema comune, ma le risposte che suggeriscono per risolverlo sono un'ulteriore dimostrazione del reciproco collegamento o – per usare un lessico acquatico – della loro confluenza.

Drylands Design, all'A+D Museum fino al 26 aprile 2012
Drylands Design, all'A+D Museum fino al 26 aprile 2012