Rame crudele
Portogallo, linea ferroviaria Lisbona-porto. Il treno si e arrestato dolcemente, anche se la fermata e
imprevista. Il macchinista annuncia il motivo della
sosta: i cavi di rame dei segnali sono stati rubati.
La stessa sorte era toccata negli anni scorsi a uno
dei capolavori dell'attivita giovanile di Alvaro Siza:
tutti i pannelli in rame della copertura della piscina
di Leca da Palmeira erano scomparsi (il tetto di un
capolavoro dell'architettura? Come poteva essere
successo?) e sono stati recentemente ripristinati.
Ladri impertinenti, si arrampicano su alte scale
per assicurarsi il bottino. Ladri temerari, capaci di smantellare cavi dell'alta tensione, causando
alle attivita delle loro vittime perdite maggiori di
quanto non sia il valore della refurtiva.
Ovviamente, questi episodi sono collegati
all'aumento del prezzo del rame e alla facilita di
far perdere le tracce del malloppo non appena il
rame e fuso. E una situazione paradossale, che ci
pone dinanzi a due importanti questioni di natura
architettonica. La prima riguarda la scelta di usare
materiali di pregio per il rivestimento degli edifici:
era proprio necessario che il tetto della piscina fosse
di rame, o si può ritenere che un tetto di zinco sarebbe stato altrettanto idoneo? Come utente abituale
della piscina, posso testimoniare delle qualita
uniche del rame, i cui toni di verde creano un effetto
del tutto particolare, eguagliato solo dall'intenso
profumo dell'olio usato per proteggere il legno degli
spogliatoi dai pungenti venti marini. Ma m'interessa
maggiormente la seconda questione: come puo
un ladro distinguere il valore di un capolavoro
architettonico da quello di un traliccio ferroviario?
Altri due esempi degli infortuni architettonici
di Porto sono rappresentati da edifici progettati
da Eduardo Souto de Moura(ma farebbe alcuna differenza se si trattasse di edifici anonimi?). Il primo
e la Casa das Artes, una commissione che Souto de
Moura si e aggiudicato all'eta di ventinove anni e ha richiesto dieci anni per essere portata a termine
confermando, alla fine, il talento dell'architetto.
Come sede di rappresentanza a Porto del Ministero
della Cultura, ha funzionato bene per un decennio.
Rovine laureate
Porto, patria di ben due laureati Pritzker, ha investito recentemente sul turismo architettonico. Ciò nonostante, a questa politica non è corrisposta la volontà di tutela di tutte le realizzazioni di Álvaro Siza ed Eduardo Souto de Moura.
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- André Tavares
- 14 marzo 2012
- Porto
Mi ricordo di aver assistito proprio li, nel 1999, alla
memorabile presentazione che Rem Koolhaas
fece della sua Casa da Musica, il piu importante
investimento di Porto 2001, quando la citta e stata
capitale europea della cultura. Proprio nel 2001
Souto de Moura ha completato un altro edificio, di
dimensioni piu contenute, situato a pochi minuti
dalla Casa das Artes e concepito per ospitare gli
archivi del piu vecchio cineasta vivente, Manoel
de Oliveira. Oggi, dopo esser state abbandonate e
saccheggiate, sia la Casa das Artes sia la Casa do
Cinema Manoel de Oliveira sono chiuse.
Come John Soane, Souto de Moura ama le rovine.
Quando si e presentata la necessita di rimodernare
il suo Mercado do Caranda, costruito a Braga nel
1984, l'architetto ha lasciato le tracce delle colonne
preesistenti come fossero dei reperti. Qualche
anno dopo, lo stesso edificio e stato nuovamente
trasformato (questa volta per accogliere una scuola
di musica) e i segni delle rovine hanno lasciato
le loro tracce nel progetto. L'approccio estetico di
Souto de Moura, comunque, non ha niente a che
vedere con l'incuria che riduce in ruderi gli edifici
contemporanei costruiti con soldi pubblici.
Si potrebbe prendere in esame il drastico
cambiamento politico avvenuto a Porto per
cercare la ragione dell'abbandono di edifici
di dimensioni contenute in favore di nuove
costruzioni gigantesche. Potremmo pero anche
aspettarci che l'unicita e il valore pubblico della
figura dell'architetto funzionino come protezione
per i suoi stessi progetti—tanto piu a Porto, dove
una parte consistente degli investimenti recenti
ha riguardato il turismo architettonico. Ma cio non
pare essere vero.
Sappiamo che i furti di materiale pregiato sono
legati alla crisi economica che investe l'Europa, e,
in particolare, i Paesi del sud come il Portogallo.
Sappiamo anche che la crisi e, in parte, collegata
all'esagerata fiducia che era stata riposta nella
crescita economica del settore edilizio. Nel
corso degli anni Novanta e nei primi dieci anni
del nuovo millennio, il Portogallo ha assistito
a un'incredibile proliferazione di costruzioni
pubbliche parzialmente finanziate con soldi
della Comunita Europea: alcune di buona qualita,
come la Casa das Artes, la maggior parte senza
alcun particolare pregio. Tuttavia, il moltiplicarsi
di edifici istituzionali non implica un aumento
del budget delle istituzioni che essi ospitano. E
alcune nuove istituzioni hanno prosciugato i
fondi delle vecchie (indirettamente, la Casa da
Musica di oma, terminata nel 2005, e il grande
complesso della fondazione Serralves di Alvaro Siza,
realizzato anch'esso nel 2005, hanno portato alla
chiusura della Casa das Artes), creando un vuoto
nel panorama delle istituzioni culturali di media
dimensione a Porto.
Sappiamo che i furti di materiale pregiato sono legati alla crisi economica che investe l'Europa, e, in particolare, i Paesi del sud come il Portogallo.
Un ulteriore esempio possono essere le rovine del supermercato Unicoope Domus, situato a
meta strada tra la Casa das Artes e Casa Manoel
de Oliveira, un'opera di Alvaro Siza del 1972.
Tuttavia, considerare le condizioni in cui versa
l'intervento di Sao Victor—disegnato da Siza e dal
suo giovane collaboratore Souto de Moura insieme
a mio padre, Domingos Tavares, che era direttore
del team di progetto—puo servire a illustrare gli
squilibri causati da questa situazione. Questa, in
sintesi, la storia: subito dopo la rivoluzione dei
Garofani, nel 1974, Siza ha costruito a Porto due
complessi abitativi su grande scala, entrambi
parte dell'operazione saal (Servicio de Apoio
Ambulatorio Local). La contro-rivoluzione ha in
qualche modo bloccato il processo, che dipendeva
anche dalle capacita organizzative dei residenti,
direttamente coinvolti nel progetto. Per molti
anni, gli edifici saal hanno rappresentato
sfacciatamente i segni delle battaglie politiche,
mentre gli abitanti hanno dovuto sopportare
i disagi dovuti al mancato completamento del
programma. Uno dei due complessi e celato nel
tessuto urbano, l'altro, costruito lungo una strada
di grande comunicazione, e piu esposto.
Nel 2000, l'amministrazione locale e riuscita a terminare
il restauro e il completamento di quest'ultimo,
esprimendo soddisfazione per aver recuperato un
altro capolavoro di Siza. Ma nessuno si e curato
del blocco di Sao Victor meno visibile, che rimane
tuttora in condizioni deprecabili.
Pare stiano arrivando tempi difficili. E, mentre i ladri di rame e i politici incapaci sembrano destinati a rimanere tra noi, dovremmo considerare sempre di piu la possibilita che il progetto architettonico possa resistere ai furti dei primi e all'approccio programmatico verso le nuove realizzazioni dei secondi. Guardando all'impressionante numero di edifici realizzati in Portogallo negli ultimi vent'anni (pubblici e privati, edilizia popolare o istituzionale) e di fronte all'attuale crisi economica, cosa rimane da fare agli architetti? A cosa serviranno le nostre competenze negli anni a venire, quando non ci sara piu bisogno di costruire? Chi ci paghera per demolire quello che non e piu in uso? Sapremo resistere alla dura realta dei ladri di rame?