Kengo Kuma: New Organic

A Kawatana, città termale in cerca di rilancio, Kuma realizza un complesso dalle forme organiche influenzato dal paesaggio circostante.

Un'architettura divaricata sul possibile
Il progetto per Kawatana svela nuove tracce del percorso che ha portato Kuma dal progettare un'architettura della scomparsa a un'architettura organica, del divenire [1]. In questo edificio, lo studio Kengo Kuma & Associates definisce un assioma geometrico mobile, desideroso di creare un nuovo ordine (anche se non definitivo), capace di sfuggire alle categorie dello spazio astratto del modernismo. Secondo lui, "una cosa si può dire organica se possiede il dinamismo generativo proprio delle creature viventi": un'architettura nata da relazioni vive, magari conflittuali e opponenti, ma comunque attive.

Un progetto per il rilancio di Kawatana città termale
Kawatana è una città risalente al periodo Edo, situata nella provincia di Shimonoseki, rinomata regione del Sud dalla lunga storia di scambi culturali e abbondanza di bagni termali e pesce squisito, fra i quali anche il Fugu, mortale pesce Palla. Meta favorita di illustri viaggiatori—targhe commemorative sono poste nelle vasche pubbliche dove gli imperatori hanno fatto il bagno—Kawatana, negli ultimi anni, ha perso vitalità per una combinazione di cause: declino del numero di visitatori e degli abitanti, chiusura di alcuni bagni termali che non sono stati rilevati da alcun imprenditore e insufficienza del trasporto pubblico e dei collegamenti ferroviari.

Dopo una lettura attenta del contesto, Kuma propone un edificio simile a una cava che segue organicamente l'andamento del terreno sul quale poggia e mima il profilo delle montagne che si stagliano sul paesaggio che abbraccia la città. Il progetto non guarda alle forme tradizionali della regione, ma ne interpreta lo spirito e ne restituisce una forza serena. L'edificio, composto da poligoni irregolari, raggruppa differenti funzioni: spazio mostre ed eventi, museo della cultura tradizionale e del folklore e centro informazioni turistiche. Invece che dividere lo spazio in tre edifici come richiesto dal programma progettuale, Kuma disegna uno spazio dalla rara qualità connettiva. Questo spazio unifica diverse necessità programmatiche, ma soprattutto rende fluidi i percorsi interni ed esterni al complesso. La pianta dell'edificio, come un rizoma [2], non presenta alcuna struttura gerarchica: si espande adagiandosi sul terreno e dialoga con il paesaggio circostante. Le entrate sono poste in luoghi strategici, come alle intersezioni fra i volumi dei poligoni e sulla strada che unisce il tempio sulla collina e lo spazio eventi principale. La permeabilità risulta un fattore decisivo, e infatti le persone possono muoversi liberamente, senza dover pagare biglietti o fermarsi per controlli.

L'edificio, composto da poligoni irregolari, raggruppa differenti funzioni: spazio mostre ed eventi, museo della cultura tradizionale e del folklore e centro informazioni turistiche.

Uno spazio ispirato da Haiku, Blog e Twitter
In questo progetto, vengono affrontate alcune delle dicotomie che hanno interessato il dibattito architettonico contemporaneo: architettura e paesaggio, natura e artefatto, organico e inorganico. Kuma riconsidera le distinzioni operate dall'uomo su questi temi e propone un'architettura che riassume questi quesiti non concentrandosi su forma e facciate, ma piuttosto sulle relazioni fra persone e persone, e persone e oggetti. In tal senso, Kuma immagina un luogo multifunzione che si ispira sia alla comunicazione rilassata che avviene nei bagni pubblici giapponesi sia agli haiku. Ma dove l'haiku rappresenta una forma comunicativa tradizionale, l'architetto giapponese pensa a un luogo fisico che ricordi la struttura di un blog, uno spazio dalla struttura leggera, aggiornabile, atto a scambiarsi informazioni semplici ed immediate come si fa con Twitter. Il progetto per Katawana è reso speciale proprio da questa capacità di fungere da condensatore sociale per utenze che altrimenti mancherebbero di incrociarsi, quali residenti locali, viaggiatori di passaggio, villeggianti di lunga durata in cura alle terme, gente accorsa per assistere agli eventi, per visitare il museo o anche pellegrini in visita al tempio. L'opera, consapevolmente, rilancia il dibattito sul ruolo centrale che l'architettura può rivestire nell'offrire spazi d'incontro per la gente.

Le superfici sono costruite in cemento armato che presenta uno spessore di appena 12 cm.

Struttura, luogo e materia
In linea con l'aspirazione a fondersi col paesaggio delle montagne che lo circondano, tetto e mura formano un sistema continuo che nasce dal terreno e al terreno ritorna, senza opporvisi ma anzi assecondandolo. I giunti (tutti di forma differente) presentano una parte piatta e una sferica: la seconda permette di saldarvi di volta in volta pannelli dalla diverse forme poligonali irregolari. Le travi metalliche ad H sono rivestite da una plastica morbida e sono fra di loro connesse tramite le sfere metalliche. Le travi formano la struttura portante che troviamo sia nel tetto sia nelle mura dell'edificio. Le superfici sono costruite in cemento armato che presenta uno spessore di appena 12 cm, probabilmente uno dei più sottili cementi strutturali usati fino ad oggi nelle costruzioni.

L'architetto giapponese pensa a un luogo fisico che ricordi la struttura di un blog, uno spazio dalla struttura leggera, aggiornabile, atto a scambiarsi informazioni semplici e immediate come si fa con Twitter.
Le entrate sono poste in luoghi strategici, come alle intersezioni fra i volumi dei poligoni e sulla strada che unisce il tempio sulla collina e lo spazio eventi principale.

Divenire architettonico
Il progetto per Kawatana—così come la produzione architettonica recente di Kuma—indaga i fenomeni generativi delle forme organiche. Essa differisce dall'organicismo americano di Wright o da quello europeo di Aalto, ma anche dalla filosofia metabolista e simbiotica di Kurokawa, in quanto le architetture di questi ultimi sono da annoverare come risultato formale di corpi in riposo. Da una parte la visione del XX secolo fatta di strutture statiche, dall'altro un organico odierno risultante da forze attive, in relazione dinamica fra esse. Per Kuma si tratta di un continuo divenire architettonico, dato da apertura e divaricazione sul possibile. Salvator-John A. Liotta

Gli edifici seguono organicamente l'andamento del terreno sul quale poggiano e mimano il profilo delle montagne che si stagliano sul paesaggio che abbraccia la città.

Note:
1. Cfr. Kengo Kuma, Recent Projects, Ga Publisher, Tokyo, 2009, Pag. 72. Qui Kuma scrive di genetica e della differenza fra organico ed inorganico, riconoscendo all'organico la capacita di vivere anche se mai in modo definitivo e quindi in modo precario, ma con ostinazione. Kuma ragiona anche su Deleuze e Guattari e mette in gioco il molteplice puro in una logica architettonica del divenire che sembra essere la macchina desiderante della sua produzione.
2. Il riferimento al rizoma va cercato nell'interesse che Kuma ha per l'opera di Deleuze e Guattari, citati in Kengo Kuma, Studies in Organic, Ed. Toto, Tokyo, 2009, Pag. 46.

Lo spazio esterno, tra i vari edifici è ispirato alla struttura di un blog: una struttura leggera, aggiornabile, atta a scambiarsi informazioni semplici e immediate come si fa con Twitter.

Shimonoseki-shi Kawatana Onsen Koryu Center
Architect: Kengo Kuma & Associates
Client: City of Shimonoseki
Principal Use: museum
Structure: steel-frame (main structure), continuous footing
Number of Stories: 2 stories above and 1 under the ground
Site Area: 2,349.06 sqm
Building Area: 1,107.81 sqm

Gli spazi interni.
Gli spazi interni. I giunti (tutti di forma differente) presentano una parte piatta e una sferica: la seconda permette di saldarvi di volta in volta pannelli dalla diverse forme poligonali irregolari.
Gli spazi interni.