Dapprima si è dovuto rinunciare, per problemi di budget, a una grande esposizione pensata come mostra inaugurale, poi Dietmar M. Steiner, direttore dell’Architekturzentrum di Vienna, ha deciso di inaugurare i nuovi spazi e quelli restaurati del nuovo quartiere dei musei di Vienna con una piccola presentazione, "non mostrando appositamente una architettura emozionante ". Steiner se lo può permettere, dato il grande successo raggiunto dall’Architektur Zentrum negli otto anni della sua esistenza. Secondo la sua opinione, un’immagine spettacolare disturba la percezione e questa mostra vuole attirare l’attenzione sulle qualità dell’architettura e su come essa venga mediata, cose che vanno al di là delle presentazioni solite.
Per mettere le cose in chiaro fin dall’inizio, il gruppo incaricato della progettazione della mostra, Eichinger oder Knechtl, ha immerso completamente lo spazio "Neue Halle" in toni arancione, da una parte per non offrire il solito "white cube" neutro e dall’altra perché ogni spazio nel nuovo AZW ha una propria identità. La "Alte Halle" e il ‘Podest’ perché ospitano da lungo tempo questa istituzione, la "Neue Halle" e l’ ‘Oktogon’ che ospiteranno la nuova biblioteca aperta al pubblico, e l’ "F3", dove gli studenti, come nella Formula 3, possono fare i primi giri di prova nel percorso espositivo. Due anni fa si era pensato a una esposizione sul minimalismo, che si è trasformata con l’attuale "Sturm der Ruhe. What is Architecture?" nella illustrazione della massima "il nulla non è soltanto nulla". In otto stand tematici, separati e posti l’uno di fronte all’altro, diversi artisti, incaricati da Dietmar M. Steiner, Kerstin Gust e Johannes Porsch, tentano di illustrare le qualità dell’architettura e di lasciar spazio a ulteriori interpretazioni individuali. La scelta molto arbitraria dei progetti presenta anche, com’era da aspettarsi, lavori di John Pawson ma anche l’Helmut Lang Shop di Gluckman a New York. "Das innere Bild" (L’immagine interiore) mostra, tra l’altro, un progetto di Adolf Loos per la propria tomba; in "Places/Non Places" sono presentati dei rifugi costruiti da bambini per giocare nei boschi e la baracca in cui nacque Silicon Valley, il garage dove lavoravano Hewlett e Packard.
Qui diventa chiaro che tema di questa mostra è anche l’esperienza personale e corporea. L’opera più simbolica della mostra è presentata nella sezione "High Tech/Low Tech": l’edificio industriale di Dominique Perrault per la ditta Aplix in Francia, dalla facciata incredibilmente lunga riesce allo stesso tempo a essere presente e a scomparire. Le intenzioni dei curatori diventano evidenti quando si apprende con quali difficoltà legali sia collegata un’interpretazione di architettura autonoma e non ufficiale dell’architettura. Filmati video, come quelli qui mostrati, devono essere girati di nascosto, si elemosina il permesso di fotografare edifici/oggetti privati, la rappresentazione tramite altri è malvista. "Se non si può più interpretare in modo autonomo, allora anche questa è un’affermazione", dichiara Dietmar M. Steiner che non si tira indietro di fronte a eventuali difficoltà derivanti da questa mostra. L’AZW è stato una delle ultime istituzioni ospitate nelle ex-stalle reali che ha aperto le sue porte, con una pre-inaugurazione il 10 ottobre, alla presenza di ospiti importanti, e con un’altra manifestazione il giorno dopo che, grazie al bel tempo, ha potuto aver luogo anche sulla piazza del museo: dato che nemmeno l’AZW, arrivato nel frattempo a occupare 2000 mq avrebbe potuto ospitare la folla dei presenti.
Da una situazione di provvisorietà durata per anni è nato ora un luogo di informazione sull’architettura di grande valore. L’AZW non è cresciuto e migliorato soltanto negli spazi, ma anche il team e le sue ambizioni sono aumentate. Nel 1992, quando Steiner assunse l’incarico di concepire un tale centro, che iniziò provvisoriamente nel 1993, era chiaro che ci sarebbe voluto tempo e denaro per far crescere questo progetto. Oltre al programma delle mostre, Steiner ha contribuito alla affermazione del suo centro con iniziative quali il congresso internazionale di architettura di Vienna, seminari estivi per studenti con insegnanti prestigiosi, la creazione di una biblioteca e di una home page, ma soprattutto con grande impegno personale. È riuscito anche ad acquisire la collezione più importante di architettura austriaca, l’archivio dello storico dell’architettura Friedrich Achleitner. L’unica presa di posizione architettonica esemplare che Steiner ha concesso alla sua istituzione è la Cafeteria, disegnata da Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal. La sua richiesta, portare a Vienna un’architettura internazionale, è stata esaudita dagli architetti anche tramite l’utilizzazione di piastrelle turche per ricoprire il soffitto. Un affascinante falso storico all’interno di sale barocche, in una Vienna che poco prima della loro costruzione era assediata dai Turchi. I progettisti, noti per la loro architettura austera, dopo questa escursione decorativa nella creazione del soffitto si sono ricordati (con il pavimento a getto e una parete di cemento grezzo che dà sulla cucina), che qui, in magico legame con l’AZW, si vuole arrivare a uno stato ‘provvisorio’ e che la parete deve avere il carattere di costruzione temporanea. Il fatto che questo probabilmente diventerà il locale preferito del Museumsquartier è dovuto al suo charme discreto e a una certa atmosfera internazionale.
È un cocktail bar, dove si può fare anche colazione, dove si possono leggere per ore i giornali ma anche cenare. L’attrazione principale consiste nella cucina, famosa in tutta Vienna, di Una Abraham, la direttrice del locale, cui ha dato anche il nome. L’AZW è perfino in grado di assumere esperti di architettura per gestire il caffè: Una è la figlia di Raimund Abraham, uno dei più famosi architetti austriaci. La Cafeteria è, in ultima analisi, anche la logica risposta a ciò che la mostra tenta di descrivere: una dimensione fisica, sensuale e immateriale dell’architettura, come i buoni odori, gli allegri rumori di sottofondo e la possibilità di essere "da soli in compagnia" che essa offre ai suoi ospiti.
Sturm der Ruhe. What is architecture?
Architekturzentrum Wien
Fino al 4 marzo 2001
Questo articolo verrà pubblicata su Domus di novembre, disponibile in edicola
