Come si disegna oggi uno spazio di lavoro? Per provare a rispondere a questa domanda dobbiamo andare alle radici del nostro mestiere. Per noi, il progetto non inizia tracciando una linea, ma definendo i valori che quella linea dovrà rappresentare: principi universali, capaci di orientare una scelta prima ancora di tradurla in uno spazio. Nei progetti di Piuarch, questo processo prende forma attraverso alcune parole chiave, concetti che suggeriscono una direzione e che, in senso quasi letterale, ci aiutano a disegnare lo spazio.
Le parole che disegnano lo spazio
Piuarch immagina architetture come dispositivi capaci di favorire connessioni tra persone, spazi e paesaggi, andando oltre la semplice funzione. Bellezza, identità e relazione sono le tre parole-guida che danno forma a questo principio.
View Article details
- Gino Garbellini, Founding Partner Piuarch
- 20 gennaio 2026
La prima parola è bellezza e per raccontarla vorrei citare Gio Ponti che, in un libro meraviglioso del 1957, Amate l’architettura, paragona l’architettura a un cristallo: una forma pura, sfaccettata, capace di restituire la propria coerenza interna. Questa immagine ci accompagna idealmente ancora oggi con la sua straordinaria potenza evocativa. Siamo convinti che la bellezza in architettura non risieda nel semplice colpo d’occhio, nell’immediatezza della percezione, ma nasca dalla sinergia di molte componenti. La qualità dei dettagli determina l’armonia complessiva: il materiale, il riflesso, la luce, la geometria che si rinnova. Vorremmo che questa nostra ricerca si percepisse nell’esperienza quotidiana delle architetture che progettiamo: nell’aprire una porta, nel cogliere una proporzione, nell’osservare un dettaglio.
La seconda parola è identità. Creare luoghi identitari significa costruire contesti in cui le persone possano riconoscersi e ai quali, in qualche modo, sentano di appartenere. Difficilmente possono nascere assonanze profonde con valori imposti dall’alto. Crediamo in un processo di ascolto e di interpretazione dell’eredità dei luoghi: la loro storia, le stratificazioni, ciò che hanno rappresentato per chi li ha abitati. Ogni progetto innesca un esercizio di trasformazione che accoglie il passato e lo reimmagina alla luce del futuro, preservandone i valori e intrecciandoli con il nuovo. È attraverso questo processo di contaminazione che possiamo costruire identità profondamente condivise.
La terza parola, relazione, è forse quella che maggiormente ha guidato e guida il lavoro di Piuarch negli ultimi anni, una matrice ricorrente in tutti gli interventi dello studio. Parliamo di relazione tra persone e spazio, tra spazio e paesaggio e tra le persone tra loro. È ciò che permette ad un luogo di diventare vivo e significativo: non un semplice contenitore di funzioni, ma un ambiente che incoraggia l’incontro, sostiene la collaborazione e favorisce forme spontanee di condivisione. Con il nostro lavoro indaghiamo quindi lo spazio nella sua capacità di generare relazioni e di creare comunità, prima ancora che nel suo aspetto tridimensionale. In questo risiede, per noi, la qualità profonda di un luogo. Bellezza, identità, relazione: sono queste le parole che guidano il nostro modo di disegnare lo spazio. E ci piacerebbe che nelle sedi EY, di cui oggi ci occupiamo, la qualità dell’ambiente possa essere letta anche alla luce di questi tre principi, come una traccia di coerenza e riconoscibilità che accompagna il progetto dalla sua genesi alla vita quotidiana di chi lo abiterà.
Immagine di apertura: Gino Garbellini, Founding Partner Piuarch