C'è un'ora del giorno, a Venezia, in cui la città non ha ancora ceduto al ritmo incessante degli appuntamenti, delle inaugurazioni e degli eventi che si moltiplicano durante la Biennale. È in quelle prime ore, ancora sospese, che Luca Bombassei, architetto, designer e collezionista d'arte contemporanea, ha scelto di aprire le porte di Palazzo Contarini per un ciclo di incontri pensati in totale controtendenza rispetto alla frenesia che caratterizza l'evento. Niente inviti pubblici, nessun programma formalizzato, nessuna sovrapposizione con il calendario ufficiale: il progetto ha scelto di operare per sottrazione, in una città dove la densità di eventi paralleli cresce di edizione in edizione. Gli incontri, riservati a un gruppo ristretto di interlocutori tra artisti, curatori, galleristi e collezionisti internazionali, si sono svolti nelle prime ore della giornata, in un momento ancora libero da impegni e in grado di garantire un livello di attenzione e ascolto difficile da ritrovare nelle ore successive. A rendere possibile questa qualità di scambio ha contribuito in modo determinante anche il luogo scelto per ospitarli. La dimensione domestica della casa e della collezione non ha funzionato come semplice sfondo, ma come elemento costitutivo dell'intera esperienza: uno spazio in cui la prossimità prende il posto della rappresentazione, e dove il dialogo può svilupparsi senza filtri o mediazioni istituzionali. Senza una struttura dichiarata o un programma rigido, gli incontri hanno permesso di mettere in contatto ambiti diversi del sistema dell'arte, dalla ricerca indipendente alle istituzioni, fino alla riflessione editoriale, lasciando che fossero le affinità personali, più che i ruoli ricoperti, a guidare lo sviluppo delle conversazioni. "Ospitare, per me, è una forma di costruzione culturale", ha raccontato Bombassei. "Esistono momenti in cui è possibile creare le condizioni per un incontro reale. Il punto è riconoscerli e non sovraccaricarli." Pur nella sua natura volutamente circoscritta, "LB/ Talks on Art" introduce una modalità operativa che sembra destinata a trovare ulteriori sviluppi futuri. Non un format replicabile in senso stretto, ma un principio chiaro: restituire tempo e qualità alla relazione, all'interno di un sistema sempre più accelerato. Un'iniziativa che, nella sua discrezione, racconta molto di come Bombassei intenda il proprio ruolo di collezionista: non come semplice custode di opere, ma come costruttore di occasioni di incontro e di pensiero condiviso.
A Palazzo Contarini, gli incontri all'alba di Luca Bombassei
Durante la settimana inaugurale della Biennale Arte 2026, Luca Bombassei ha trasformato la dimensione privata del collezionismo in un'occasione di incontro mattutino tra artisti, curatori e collezionisti, sottraendosi volutamente al calendario ufficiale degli eventi veneziani.
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- La redazione di Domus
- 15 giugno 2026