A Lodi, dove fino a pochi anni fa sorgeva un complesso chiuso e poco permeabile alla città, il nuovo quartier generale del Gruppo Zucchetti ridefinisce il concetto di spazio di lavoro contemporaneo. Il progetto firmato da Lombardini22 ha trasformato l'esigenza di accorpare diverse sedi aziendali in un'occasione di rigenerazione urbana e sperimentazione architettonica, dando vita a un Village capace di ospitare fino a 1.800 persone in un ambiente progettato per favorire condivisione, collaborazione e benessere.
L'intervento ha combinato recupero e nuova costruzione attraverso la riqualificazione della Torre Zucchetti e dell'ex piastra commerciale My Lodi. Obiettivo del progetto era trasformare un frammento urbano residuale in una risorsa attiva, rafforzando il dialogo tra architettura, paesaggio e città.
La struttura in cemento armato dell'ex piastra è stata mantenuta e parzialmente svuotata per ricavare due corti alberate a cielo aperto e una serra bioclimatica a doppia altezza, oggi cuore verde e nodo distributivo dell'intero campus. Le ampie superfici vetrate della copertura contribuiscono al controllo energetico dell'edificio, mentre attorno alla serra si articolano auditorium, ristorante, caffetteria aziendale e aree dedicate al tempo libero. La presenza di servizi aperti al pubblico rafforza inoltre la relazione con il contesto urbano.
Sul lato est si sviluppa il nuovo edificio di sei piani che, insieme alla piastra rigenerata, definisce l'identità del complesso. La struttura esprime una forte attenzione alla materialità naturale grazie a una maglia ibrida in legno lamellare e cemento armato, caratterizzata da 22 pilastri alti 20 metri e da un passo strutturale di 8,40 metri. Le aperture a doppia altezza, le facciate vetrate e le terrazze perimetrali favoriscono l'ingresso della luce naturale e il rapporto visivo con il paesaggio urbano. Gli interni, progettati secondo un approccio human-centric, valorizzano il legno a vista e una palette equilibrata di colori, con particolare attenzione al comfort acustico e illuminotecnico.
In questo contesto, l'involucro edilizio svolge un ruolo determinante nel raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica e qualità ambientale. La collaborazione con Schüco Italia ha contribuito allo sviluppo di soluzioni ad alte prestazioni in grado di coniugare qualità architettonica, isolamento termico e acustico e principi di economia circolare. L'alluminio, materiale permanente e riciclabile, favorisce infatti la futura disassemblabilità dell'edificio, in linea con i criteri europei che promuovono la sostenibilità lungo l'intero ciclo di vita delle costruzioni.
Per la piastra rigenerata è stato adottato un involucro leggero e continuo realizzato con il sistema per facciate Schüco FWS 50, integrato con aperture a sporgere AWS 114 e vetri selettivi. La soluzione ha consentito di trasformare un volume originariamente introverso in un organismo trasparente e permeabile, rafforzando la continuità tra spazi interni ed esterni. Nella serra bioclimatica, invece, sistemi in alluminio riportati su acciaio hanno reso possibile una copertura caratterizzata da grande leggerezza strutturale.
Per il nuovo edificio in legno lamellare, esteso su una superficie di 2.830 metri quadrati, è stato scelto il sistema a cellule Schüco UDC 80. La facciata integra moduli vetrati a tutta altezza e una schermatura in lamiera stirata che contribuisce al controllo dell'irraggiamento solare, garantendo al tempo stesso elevata permeabilità visiva verso l'esterno.
La collaborazione tra Schüco Italia e Lombardini22 si è sviluppata lungo l'intero percorso progettuale, anche attraverso il network Theatro, di cui l'azienda è founder. La realizzazione di un mock-up in scala reale dei serramenti ha consentito di verificare e ottimizzare le soluzioni di facciata già nelle prime fasi del processo. L'adozione del sistema UDC 80 come serie standard certificata ha inoltre permesso di ricorrere al processo di cascading, estendendo al progetto prestazioni già validate e riducendo significativamente tempi e complessità delle procedure di verifica normalmente richieste prima della posa in opera.
