Con oltre mille visitatori nel primo fine settimana di apertura, la mostra Ko = Ghei. La fusione di arte, ragione ed emozione conferma l’interesse del pubblico per una riflessione sull’artigianato come pratica culturale contemporanea. Allestita all’ADI Design Museum di Milano, l’esposizione è promossa da Kitamaebune Kōryū Kakudai Kikō in collaborazione con ANA Strategic Research Institute e con il patrocinio del Comune di Milano. Il percorso ruota attorno al concetto giapponese di koghei, che unisce due dimensioni solo apparentemente opposte: ko, la tecnica intesa come processo, struttura e conoscenza trasmissibile, e ghei, la pratica creativa che armonizza corpo e spirito. Nel pensiero giapponese, questi due poli convivono in una relazione dinamica, dando origine a una bellezza che non rinuncia alla funzione e a una forma di intelligenza materiale capace di attraversare il tempo, anche nell’era della digitalizzazione. La mostra presenta una selezione di opere rappresentative delle principali tradizioni artigianali del Giappone: dalle ceramiche Mumyōi yaki dell’isola di Sado e Bizen yaki di Okayama, alle lacche Wajima nuri di Ishikawa, fino al kabazaiku, la lavorazione della corteccia di ciliegio selvatico originaria di Kakunodate. A queste si affiancano manufatti in metallo provenienti da Takaoka e opere di alta oreficeria, testimonianza di una metallurgia che affonda le radici nel periodo Yayoi e si è sviluppata attraverso secoli di sperimentazione tecnica ed estetica. Un nucleo centrale dell’esposizione è dedicato ai maestri artigiani riconosciuti come Tesori Nazionali Viventi, tra cui Sekisui Ito e Jun Isezaki. Le loro opere incarnano un patrimonio di saperi immateriali che il Giappone tutela come Bene Culturale Importante, ponendosi come ponte tra tradizione e futuro. Il racconto si intreccia con la storia delle kitamaebune, le navi mercantili che tra il XVII e il XIX secolo percorrevano la costa del Mar del Giappone, favorendo non solo gli scambi commerciali ma anche la circolazione di tecniche, stili e conoscenze. Le opere esposte sono il risultato di questa geografia culturale, ancora oggi riconoscibile nei territori da cui provengono. Attraverso oggetti d’uso quotidiano – ciotole, tazze, contenitori per il tè, vassoi – Ko = Ghei invita a riflettere su una concezione del progetto fondata su durata, riparabilità e relazione con la vita di tutti i giorni. La mostra, a ingresso gratuito, resterà aperta al pubblico fino a domenica 8 febbraio.