Il Cristo più grande del mondo sorgerà in Armenia per rilanciare il turismo religioso

Alta 101 metri e finanziata dal miliardario Gagik Tsarukyan, la gigantesca statua di Gesù in costruzione vicino a Yerevan punta a trasformare l’Armenia in una nuova meta del turismo religioso. Ma il progetto è già al centro di numerose polemiche.

In un mondo sempre più secolarizzato, l’Armenia sta costruendo la statua di Gesù più alta del mondo. Con i suoi 101 metri di altezza, l’opera monumentale sarà più del doppio del Cristo Redentore di Rio de Janeiro (38 metri) e quasi dieci metri più alta della Statua della Libertà.

L’enorme statua, la cui progettazione e costruzione sono un’iniziativa privata di Gagik Tsarukyan, uno degli uomini più ricchi del paese, sorgerà sul monte Hatis, un vulcano spento alto 2.528 metri nella provincia di Kotayk, a una ventina di chilometri dalla capitale Yerevan.

La scelta del soggetto

La figura di Gesù non è una scelta casuale. Circa il 95% degli armeni appartiene alla Chiesa Apostolica Armena e il paese è considerato la prima nazione al mondo ad aver adottato il cristianesimo come religione di Stato, nel 301 d.C. Il progetto si inserisce quindi in una narrazione identitaria consolidata e contribuisce allo stesso tempo a rafforzare la visibilità internazionale del paese.

Il Cristo di Yerevan. Courtesy jesuschristarmenia.com

Il Cristo di Yerevan ha perfino un sito dedicato, jesuschristarmenia.com, dove si legge che il progetto è “basato sui principi della solidarietà nazionale, dell’unità e dello sviluppo del turismo, per dare nuovo slancio all’economia e presentare l’Armenia al mondo sotto una nuova luce”.

Il progetto

Per arrivare al progetto finale, la fondazione di Tsarukyan ha lanciato una open call a cui hanno risposto più di 300 artisti, dall’Armenia e dall’Artsakh (la denominazione armena per il Nagorno-Karabakh), ma anche dalla Russia, dagli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Francia, dalla Siria e dal Libano.

L’opera monumentale sarà più del doppio del Cristo Redentore di Rio de Janeiro e nasce per rilanciare l’economia attraverso il turismo religioso.

L’opera vincitrice è stata quella dello scultore armeno Armen Samvelyan. Il suo Cristo sarà costruito in acciaio inossidabile, a simboleggiare la durabilità della fede.

Oltre alla statua, il complesso includerà un museo dedicato alla figura di Cristo, una funivia, negozi, punti ristoro e strutture per il pernottamento.

Il miliardario

Promotore dell’iniziativa è Gagik Tsarukyan, uno degli uomini più ricchi dell’Armenia, presidente del Comitato Olimpico Nazionale dal 2004 e leader del partito di opposizione Armenia Prospera, che alle ultime elezioni ha ottenuto il 4% dei voti.

Tsarukyan aveva acquisito 146 ettari di terreno sulla montagna già nel 2008 in previsione del progetto. L’enorme complesso, così come il suo mecenate, sono stati al centro di diverse polemiche nel paese.

Il Cristo di Yerevan. Courtesy jesuschristarmenia.com

A partire dalla stessa Chiesa armena che, all’annuncio dell’opera nel 2022, ha sottolineato come l’arte sacra nazionale non abbia una tradizione di sculture monumentali, criticando implicitamente l’iniziativa.

Un percorso travagliato: 2022-2027

Accolto favorevolmente dal governo nel 2022 come possibile volano per il turismo, il progetto si è presto trasformato in un caso nazionale.

La cerimonia inaugurale dei lavori, tenutasi sul Monte Hatis nel luglio 2022, avrebbe infatti danneggiato parti di un’antica fortezza presente sul sito, provocando proteste e polemiche. In seguito, a gennaio 2025, la ministra della Cultura Zhanna Andreasian ha annunciato che il progetto non avrebbe potuto proseguire nel punto in cui sorgeva la fortezza.

Homepage del sito web dedicato al Cristo di Yerevan: jesuschristarmenia.com

Poco è bastato a correggere il tiro: il cantiere per il basamento è stato spostato di qualche centinaio di metri ed è ora pronto a riaprire. La conclusione dei lavori è prevista, almeno per il momento, nel 2027.

Nel frattempo, l’immenso corpo di Cristo, diviso in tre grandi blocchi, giace nel villaggio di Zovuni, sovrastando le case dei residenti, in attesa di essere trasportato in elicottero e assemblato sul basamento in costruzione.

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