Adidas ha creato una giacca autoriscaldante per la performance sotto zero

Con Climawarm, il brand interviene nel momento invisibile tra warm-up e partenza, preservando la temperatura muscolare attraverso sport science applicata, infrastruttura tecnologica e un’estetica metallica che rende visibile la funzione.

C’è un istante, negli sport invernali, che non è propriamente gara, eppure è decisivo. È l’intervallo tra la fine del warm-up e lo start della competizione. Un tempo sospeso in cui il corpo, già attivato, inizia a disperdere calore. È lì che Adidas ha deciso di intervenire con Climawarm: non durante la performance, ma nel suo punto cieco.

“Partiamo da un approccio di sport science applicata alla performance: analizziamo in modo sistematico tutti i fattori che possono limitare il rendimento, dagli aspetti fisiologici a quelli ambientali”, spiega Margherita Raccuglia, Director of Athlete Performance di Adidas. L’innovazione, in questo caso, nasce dall’incrocio tra laboratorio e osservazione sul campo. “Partecipiamo agli allenamenti e alle competizioni, perché l’osservazione diretta è fondamentale: è proprio lì che emergono i micro-gap, come la perdita di temperatura muscolare tra attivazione e start.”

Il principio fisiologico è noto: “La temperatura del muscolo influisce direttamente sulla capacità di generare potenza.” Climawarm interviene per mantenere quel vantaggio nel momento più critico. “Stiamo preservando una condizione fisiologica ottimale già sviluppata durante il warm-up. La tecnologia non sostituisce la preparazione: la abilita e la sostiene.” Così, spiega Raccuglia, si facilita l’atleta a trovare la condizione migliore per esprimere “ciò che ha costruito attraverso allenamento, disciplina e lavoro quotidiano.”

Infrastruttura prima della gara

Climawarm non è un capo da gara, ma un’infrastruttura pre-gara. Una giacca e un pantalone da indossare prima della competizione e rimuovere alla linea di partenza. All’interno, pad riscaldanti ultrasottili integrati nei principali gruppi muscolari; modalità Eco e Boost; un sistema adattivo che risponde al movimento e alle condizioni ambientali. L’energia arriva da un power bank custodito in tasca: una scelta meno invisibile di quanto ci si aspetterebbe, ma coerente con una logica modulare, sostituibile, aggiornabile.

Come diceva il nostro fondatore Adi Dassler, ‘non saremmo Adidas se non portassimo innovazione alle Olimpiadi e ai Mondiali di calcio’.

Margherita Raccuglia, Director of Athlete Performance di Adidas

Vederlo dal vivo, come abbiamo fatto negli HQ di Adidas a Milano, a due passi da Piazza Gae Aulenti, significa anche ridimensionare la retorica fantascientifica. Sì, la giacca si scalda — in modo molto concreto, quasi domestico — ma il progetto non punta sull’effetto wow. Punta sulla precisione del timing. “Il ‘momento giusto’ per introdurre una tecnologia come questa non è mai casuale: è il risultato dell’allineamento di più fattori”, spiega Raccuglia. “Il primo è la maturità della conoscenza. Il secondo è la readiness tecnologica. Infine, c’è il fattore timing competitivo.” Eventi come i Giochi Olimpici diventano così il banco di prova più esigente possibile. “Come diceva il nostro fondatore Adi Dassler, ‘non saremmo Adidas se non portassimo innovazione alle Olimpiadi e ai Mondiali di calcio’.”

Il calore come linguaggio

Se la parte fisiologica definisce la funzione, la superficie racconta il linguaggio. La versione metallizzata di Climawarm — quasi spaziale — non è un vezzo estetico, ma una dichiarazione. “La finitura metallizzata è intenzionale e va oltre il contesto competitivo; fa parte di una più ampia filosofia di design incentrata sulla comunicazione intuitiva delle prestazioni”, spiega Alex Taylor, Head of Innovation Design di Adidas. Le superfici metalliche, continua, “portano profonde associazioni con il comportamento termico: riflessione, isolamento, rimbalzo del calore, protezione.”

Il materiale diventa così interfaccia semantica. “Utilizziamo questa ‘alfabetizzazione visiva’ in modo che l’atleta o l’osservatore possa comprendere la funzione del prodotto prima ancora di indossarlo.” Se i sistemi di riscaldamento e raffreddamento evolveranno, “anche quei codici si evolveranno con essi.” Forse la vera innovazione di Climawarm non sta nel fatto che una giacca si scaldi, ma nel fatto che la performance venga progettata come sistema esteso nel tempo, includendo anche ciò che accade prima dell’inizio. In quello spazio invisibile tra preparazione e azione, Adidas ha individuato un terreno di progetto. E lo ha trasformato in un oggetto che non promette di rendere l’atleta più forte, ma di non disperdere la forza che ha già costruito.

Tutte le immagini: Adidas Climawarm. Courtesy Adidas

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