10 statue famose per essere state rimosse o vandalizzate nel corso della storia

Il posizionamento in luoghi pubblici di statue o monumenti è da sempre sfondo di discussioni e proteste. Dalle divinità babilonesi ai calciatori, da Stalin ai mercanti di schiavi.

Le proteste nate a partire dall’omicidio di George Floyd lo scorso 25 maggio hanno portato con sé una serie di questioni e tematiche delicate. Anche sotto il profilo dell’arredo urbano e dell’arte pubblica. Così le città americane ed europee sono state invase da nuovi murales e opere di street art, come segno di sostegno alla causa delle proteste, e al tempo stesso, in Europa come in America, molte statue sono state “defacciate” o addirittura rimosse, a causa di un passato coloniale o schiavista di chi ritraevano.

Prima in Europa a ricevere questo trattamento d’onore è stata la statua di Edward Colston, nel centro di Bristol, nel Regno Unito. La statua, dopo esser abbattuta e imbrattata di vernice dai dimostranti, è stata fatta rotolare lungo Anchor Road e spinta nel porto di Bristol. Stessa fine è toccata a Piet Hein, Re Leopoldo II del Belgio, Winston Churchill e persino Cristoforo Colombo. In Italia l’esempio più chiacchierato e discusso è quello della statua dedicata a Indro Montanelli, posizionata negli storici giardini di Milano che ora portano il suo nome, imbrattata recentemente per la seconda volta. La vicenda è stata molto dibattuta negli ultimi anni: Montanelli all'epoca del fascismo partecipò alla guerra di Eritrea e durante la sua permanenza in Africa sposò una dodicenne etiope, come lui stesso ha raccontato più volte. 

Negli Stati Uniti, invece, tra le varie rimozioni dei volti di schiavisti avvenute durante le manifestazioni, ci sono anche proposte di trasferimento di questi monumenti da parte delle stesse amministrazioni e istiuzioni culturali. Il primo cittadino di Philadelphia Jim Kenney, ad esempio, ha disposto la rimozione della statua bronzea raffigurante Frank Rizzo, controverso sindaco per due mandati ed ex capo autoritario della polizia, mentre il Museo di Storia Naturale di New York ha annunciato lo spostamento del bronzo raffigurante il ventiseiesimo presidente Theodore Roosevelt, non per le sue idee politiche, ma per la “composizione gerarchica” della sua rappresentazione.

Nonostante la risonanza e il clamore di questi ultimi casi, sicuramente non è la prima volta che statue e monumenti dedicati a personaggi o a determinati momenti storici vengono distrutte o vandalizzate. Passando dal riciclo delle statue bronzee romane, alla completa eliminazione della Galleria dei re di Notre-Dame durante la Rivoluzione francese, fino ai casi più contemporanei che riguardano le statue dei campioni di calcio, la rappresentazione statuaria difficilmente ha lasciato parlare di sé solo per qualità artistiche o materiche.

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