Ad Agra, sul versante lombardo del Lago Maggiore, la casa progettata da Carlo Mollino nasce in una delle stagioni più intense della ricerca dell’architetto. Commissionata da Luigi Cattaneo come casa di villeggiatura, l’edificio nasce con il nome di Casa Cattaneo. Sarà ribattezzata “K2” solo a partire dal 1954, in omaggio alla spedizione italiana che nello stesso anno raggiunge la vetta del K2, seconda montagna più alta del mondo. Il riferimento, più simbolico che descrittivo, riflette l’immaginario di quegli anni e la tensione verso l’idea di conquista e modernità che attraversa anche il progetto di Mollino.
Ora puoi dormire nella Villa K2 di Carlo Mollino sul Lago Maggiore
Rimasta pressoché intatta dagli anni Cinquanta, la casa progettata da Carlo Mollino per Luigi Cattaneo ad Agra è oggi su Airbnb, e offre la rara possibilità di abitare temporaneamente in uno dei capolavori dell'architettura italiana del Novecento.
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- Ilaria Bonvicini
- 06 luglio 2026
Figura sfuggente e centrale dell’architettura italiana del Novecento, Mollino è stato architetto, designer e fotografo. La sua idea di casa supera la funzione abitativa: ogni progetto diventa una ricerca di equilibrio tra tecnica e immaginazione. Villa K2 ne è una delle espressioni più compiute, sospesa tra altopiano e lago, natura e artificio, architettura e paesaggio.
Villa K2 è uno dei pochi edifici di Mollino giunti fino a oggi in condizioni pressoché intatte e restituisce con chiarezza la sua idea di progetto come organismo totale, in cui architettura, arredi e dettagli concorrono a un’unica visione. Richiamando uno chalet alpino reinterpretato in chiave modernista, la villa si distingue per il volume principale sospeso a sbalzo, sostenuto da una struttura in cemento armato. Una rampa gradonata conduce all’ingresso, mentre la terrazza continua e le grandi superfici vetrate aprono gli spazi verso il paesaggio del Lago Maggiore.
All’interno, la distribuzione su due livelli riprende sostanzialmente la seconda versione del progetto. L’ampio salone con camino centrale previsto inizialmente lascia spazio a una cucina aperta sulla sala da pranzo, scelta che riflette una diversa idea di spazio domestico. Le pareti lignee, i mobili in pino, il pavimento in graniglia, i fornelli anni ’50 e le credenze originali sono ancora conservati. La casa comprende cinque camere da letto, due bagni e una terrazza continua che segue l’intera facciata.
Molti elementi d’arredo sono stati disegnati dallo stesso Mollino, inclusi pomelli e dettagli costruttivi. Letti, armadi, comodini e gli appendiabiti a “orecchioni” sono ancora presenti, contribuendo a definire un’esperienza immersiva nell’universo progettuale dell’architetto.
La disponibilità di Villa K2 per soggiorni temporanei offre quindi qualcosa di raro nel panorama delle case d'autore, ossia l’opportunità di entrare in contatto diretto con una delle visioni più originali del Novecento, che Domus ha raccontato fin dalle sue prime manifestazioni: dal debutto sulla rivista nel 1936 con una casa al mare a Forte dei Marmi, proseguendo nel 1943 con un progetto per una casa in collina affacciata su Torino, fino al Rifugio Carlo Mollino a Gressoney-Saint-Jean, restituendo negli anni la figura di un architetto che non ha mai smesso di interrogare il confine tra costruito e natura.
Immagine di apertura: Esterno VillaK2, Carlo Mollino. Courtesy VillaK2