San Siro come Coney Island. O almeno questa era l’idea nel 1931, quando nella parte occidentale della città, con ingresso da Piazzale Lotto, aprì il Lido di Milano: due grandi piscine, scogli artificiali, trampolini, un finto molo con le barchette, spiagge di sabbia con ombrelloni, bar e, poco più in là, giostre, montagne russe e una ruota panoramica. Non era soltanto una piscina, ma una grande macchina pubblica per lo sport, il tempo libero e l’estate in città: una delle più celebri palestre all’aperto di Milano, costruita intorno all’idea quasi impossibile di portare il mare dove il mare non c’era. Novantacinque anni dopo, quello che è stato per generazioni uno dei più importanti impianti balneari e sportivi pubblici della città è destinato a cambiare radicalmente. Chiuso dal 2019 per lavori di riqualificazione, il Lido riaprirà infatti come un grande centro fitness gestito dalla società spagnola Ingesport, proprietaria del marchio GO fit, nell’ambito di un partenariato pubblico-privato con il Comune di Milano.
La rinascita dello storico Lido di Milano sarà anche la sua fine? Diventa una mega-palestra privata
Nato nel 1931 per portare il mare a Milano, lo storico impianto concepito come un villaggio sportivo per tutti è chiuso dal 2019. Il nuovo progetto prevede un centro fitness di sei piani e la trasformazione radicale della grande vasca monumentale: un Lido senza lido.
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- Alessia Baranello
- 25 giugno 2026
Il progetto prevede un edificio di circa 13mila metri quadrati distribuito su sei livelli, dedicato a palestra, piscine coperte, aree wellness e servizi sportivi. A cambiare sarà soprattutto il cuore storico del complesso: la grande piscina all’aperto perderà la sua funzione balneare e sarà sostituita da una nuova vasca esterna di circa 750 metri quadrati. Secondo quanto anticipato da Milano Today, la vasca monumentale sarà trasformata in un elemento d’acqua scenografico. Il paradosso è tutto qui: il Lido continuerà a chiamarsi Lido, ma perderà proprio l’elemento che ne aveva costruito l’identità balneare.
Da palestra pubblica all’aperto a fitness center
Dopo un primo periodo di successo alternato a difficoltà economiche, il Lido venne acquistato dal Comune di Milano nel 1936 e, nel corso dei decenni, si trasformò in uno dei principali impianti sportivi pubblici della città. Negli ultimi anni, gestito da Milanosport, ospitava una piscina pubblica estiva, campi sportivi, una ludoteca e un campus per bambini. Le attività si sono fermate nel 2019, quando la struttura è stata chiusa per un intervento di riqualificazione che, nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto concludersi nel 2024. Nel 2020 Palazzo Marino ha approvato la proposta di partenariato pubblico-privato presentata da Ingesport, che investirà oltre 26 milioni di euro nella riqualificazione del complesso ottenendone la gestione per i prossimi quarantadue anni. I lavori hanno però accumulato diversi ritardi e la riapertura è oggi prevista entro la fine del 2026.
Quando riaprirà, il Lido conserverà il nome e parte della sua memoria storica, ma avrà una funzione profondamente diversa da quella immaginata quasi un secolo fa. Nato come luogo pubblico, pensato per offrire ai milanesi sport, svago e una specie di vacanza urbana, diventerà soprattutto un centro fitness privato: una trasformazione che non è un caso isolato nel panorama dei partenariati tra Comune e operatori privati, ma che qui assume un valore simbolico particolarmente evidente. Perché a cambiare non è soltanto un impianto sportivo: è l’idea stessa di cosa possa essere, oggi, uno spazio pubblico in città.
Immagine di apertura: Lido di Milano, scorcio dell'ingresso visto dal piazzale Lotto. Via Wikimedia Commons