Nella storia millenaria del rapporto tra arte e tecnica, gli artisti hanno sempre cercato di rendere il supporto tecnologico più efficace, la produzione più rapida, il risultato, nella maggior parte dei casi, più vicino all’idea di partenza. Non è una tendenza recente: è una costante che attraversa secoli di sperimentazione, dal torchio al sintetizzatore, dalla fotografia al digitale. Matteo Mauro asseconda lo stesso approccio: nelle sue opere, superfici e volumi sono generati da un algoritmo che rappresenta, in qualche modo, l’evoluzione del pennello o dello scalpello, come strumento che non sostituisce la visione dell’artista, piuttosto la traduce con una precisione difficile da ottenere altrimenti.
Nello studio di Matteo Mauro, dove l’arte si fa con l’AI
Nel suo studio milanese, Matteo Mauro mostra come Nvidia Studio stia cambiando il modo in cui un artista lavora, produce e conserva il proprio lavoro.
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- La redazione di Domus
- 29 aprile 2026
Nel suo studio non si respira l’aria dell’atelier tradizionale: alle opere fanno compagnia computer Nvidia su cui scorrono modelli 3D di sculture ancora da realizzare.
Le sue sculture hanno già fatto il giro del mondo, sono state presentate alle fiere più importanti con Prometeo Gallery che lo rappresenta a livello globale e, come ci racconta, la sperimentazione generativa è solo una delle ragioni per cui si serve così tanto della tecnologia. Affidarsi ad essa, significa per Mauro due cose precise, che lega esplicitamente alla sua famiglia e ai suoi figli. I software gli permettono un’ottimizzazione del tempo che lo libera dall’attaccamento costante al lavoro, quell’immagine romantica dell’artista incatenato allo studio, sempre in debito con la tela. E garantiscono una conservazione del lavoro che, negli anni, sarà prova inequivocabile della sua eredità digitale, un archivio che non sbiadisce.
Per tutti questi obiettivi, il suo partner è Nvidia Studio: una piattaforma per creativi che combina le GPU GeForce RTX con l’accelerazione AI dei flussi di lavoro e ottimizzazioni dedicate ai principali software di grafica, video e modellazione 3D. Le GeForce RTX riducono i tempi di rendering, accelerano gli effetti basati su AI e consentono di lavorare in tempo reale su progetti complessi senza spezzare il flusso creativo, che è esattamente il tipo di interruzione che un artista, secondo Matteo Mauro, non può permettersi.
Nel suo studio, in cui abbiamo fatto una visita, non si respira l’aria dell’atelier tradizionale. Alle opere fanno compagnia computer Nvidia su cui scorrono modelli 3D di sculture ancora da realizzare: forme che, con il rigore della linea barocca, costruiscono un linguaggio nuovo. Uno strumento che divide ancora, e probabilmente continuerà a farlo. Ma nell’arte come in tutti gli ambiti, le tecnologie non aspettano il consenso per occupare spazio.