L’opera più grande di Dali, la Bacchanale, è in vendita?

L’opera appartenente al collezionista Jorge Alcolea e recentemente esposta a Milano, potrebbe essere messa all’asta da Bonhams a marzo 2026. 

Una delle opere più imponenti e originali mai realizzate da Salvador Dalí potrebbe presto affacciarsi sul mercato internazionale. Si tratta della monumentale scenografia Bacchanale, concepita, disegnata e dipinta dall’artista per l’omonimo balletto messo in scena al Metropolitan Opera House di New York nel 1939, che — secondo indiscrezioni ancora da confermare — potrebbe figurare nel catalogo della prossima asta parigina di Bonhams dedicata al Surrealismo, prevista il 26 marzo 2026. 

Arrivata per la prima volta in Italia nel 2025 grazie alla mostra “I tre grandi di Spagna” alla Fabbrica del Vapore di Milano, questa grande “macchina scenica” segnò il primo ingresso dell’artista catalano nel mondo del teatro come scenografo, librettista e costumista, rappresentando una sintesi perfetta del suo interesse per la contaminazione tra arti visive, danza e musica, qui confluita in quello che lui stesso definì un balletto “paranoico-critico” in pieno stile surrealista. 

Bacchanale di Salvador Dalí alla Fabbrica del Vapore di Milano

Il progetto, rielaborato a partire dall’ouverture del Tannhäuser di Richard Wagner, era nato grazie a una stretta collaborazione con il coreografo e direttore dei Balletti Russi di Monte Carlo Léonide Massine, attorno al quale si erano poi coagulate personalità di spicco come Coco Chanel, che contribuì allo sviluppo di parte dei costumi e degli accessori, e la celebre costumista russa Barbara Karinska.

L’intera scenografia era articolata in un complesso apparato composto da tredici elementi di grande formato: un fondale principale e quattro gruppi di tele concepite come cornici prospettiche, che incorniciavano l’azione scenica in un linguaggio stratificato e multidimensionale. Al centro troneggiava il Monte di Venere, su cui originariamente si sovrapponeva l’immagine di un cigno ligneo — chiaro richiamo al mito di Leda — creando un intreccio di simboli legati al peccato e alla metamorfosi. I siparietti laterali e i fregi erano studiati per introdurre lo spettatore in un universo visivo caratterizzato da motivi ricorrenti nell’opera di Dalí: busti dagli occhi vuoti, piccoli teschi, figure distese, drappi flosci, guanti e arti scheletrici, tutti elementi che guidavano lo sguardo verso un palcoscenico modellato da un immaginario al contempo macabro e sensuale, ricco di metafore e sovrapposizioni simboliche.

Salvador Dalí
Salvador Dalí, 1939. Carl Van Vechten photograph collection.

Se la sua vendita dovesse essere confermata da Bonhams, la comparsa della Bacchanale sul mercato rappresenterebbe non solo un momento significativo per il collezionismo surrealista, ma anche un’occasione di apertura a un Dalí inedito: un’opera fuori dai canoni tradizionali della pittura su tela, scenica e monumentale, che contribuirebbe a riconsiderare la dimensione “totale” della sua visione artistica. 

Immagine di apertura: Salvador Dalì (1904-1989), Décor de théâtre pour Bacchanale

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