Camden Town è ancora il “parco giochi” di Amy Winehouse

A dieci anni dalla morte dell’artista, una mostra al Design Museum di Londra celebra la musica potente e lo stile indimenticabile che hanno scolpito l’immagine di un’icona di quartiere.

Ogni icona ha un lascito prezioso da dare ai luoghi che l’hanno ospitata, sostenuta e, a volte, omaggiata anche dopo il tramonto di una carriera. Per Amy Winehouse, la cantante che ha reso pop il blues a inizio anni Duemila, quel luogo è il quartiere londinese di Camden Town.

Winehouse lo chiamava il suo “parco giochi” e sono molti gli angoli del quartiere che ancora trattengono un pezzo della sua breve e tormentata ascesa, interrotta dalla morte a soli 27 anni.

“Amy: Beyond the Stage”, la mostra dedicata all’artista in corso al Design Museum di Londra per celebrare il decimo anniversario della sua morte, infatti, accoglie il pubblico proprio con un cartello stradale di Camden Square ricoperto dalle dediche dei fan scritte a pennarello. Uno dei molti che l’amministrazione locale ha dovuto continuamente riaffigere perchè sottratti dai fan nostalgici – sembra siano circa 14 i cartelli spariti negli ultimi sei anni.

Amy Winehouse. Foto Valerie Phillips
Amy Winehouse. Foto Valerie Phillips

La piazza è passata alla storia per aver ospitato la casa dove Winehouse ha abitato molti anni ed è deceduta nel 2011, e poichè continua ad avere un valore sentimentale per gli amici, i familiari e i fan della cantante che lì le hanno pagato tributo lasciando fiori e dediche.

“Amy aveva uno stretto legame con Camden, il luogo in cui si era trasferita dopo aver firmato con Island Records nel 2002. Frequentava i negozi vintage, le bancarelle del mercato, i negozi di dischi e i locali di musica e abbracciava la moda di strada, compreso il rockabilly e altri stili subculturali che hanno plasmato la sua immagine futura”, ci dice Priya Khanchandani, responsabile della curatela della mostra al Design Museum.

  

Per Khanchandani è chiaro cosa abbia reso Amy Winehouse un simbolo generazionale, ma intensamente legato a un contesto locale. “La straordinaria voce di Amy, i suoi testi confessionali e il suo modo provocatorio l’hanno resa una delle artiste più importanti del nostro tempo. Con un suono caratterizzato dal pop americano degli anni '60 e dal jazz fuso con il soul e l’R&B, ha resistito alla natura singolare del genere, e questo si è riflesso nella sua immagine”.

Le ali nere sugli occhi, i capelli cotonati ad alveare, gli accessori vistosi di plastica colorata hanno cementato un’idea nuova di questi stili musicali, mentre la personalità carismatica, la connessione con la comunità locale e la vocalità graffiante l’hanno elevata a istituzione indiscussa di Camden. “Camden è diventata una musa per Amy e a sua volta lei è diventata un’icona di Camden”, commenta Khanchandani.

Statua di May Winehouse, Camden Town, Londra. Courtesy Hert Niks via Unsplash
Statua di May Winehouse, Camden Town, Londra. Courtesy Hert Niks via Unsplash

“Sebbene esteriormente Amy sfidasse la nozione di design e fosse incredibilmente con i piedi per terra, aveva uno stile inconfondibile e attingeva a un insieme curato di influenze eclettiche e diverse. Questa mostra rende omaggio al collage di riferimenti a cui Amy ha attinto e che l’hanno resa un personaggio che era e rimane più grande della vita”, aggiunge.

La retrospettiva indaga il processo creativo, la musica potente e lo stile indimenticabile di una musicista il cui lavoro ha tracciato una linea unica tra generi, passando per artisti come The Ronettes e Mark Ronson e gli anni d’oro di stilisti quali D&G, Moschino e Ralf Lauren.

Questa mostra rende omaggio al collage di riferimenti a cui Amy ha attinto e che l’hanno resa un personaggio che era e rimane più grande della vita.

Nata a nord di Londra, Winehouse è sempre rimasta legata alle sue radici e al tessuto locale, fino a trovare in Camden Town il perfetto panorama creativo e sociale per la sua espressione artistica.

Dal primo demo poco più che sedicenne al grande successo di album come Frank (2003) e Back to Black (2008), la popstar era una presenza fissa nel quartiere e ancora oggi non è difficile incontrare qualcuno in un bar di Camden che sostenga di averla conosciuta personalmente.

Amy Winehouse. Foto Valerie Phillips
Amy Winehouse. Foto Valerie Phillips

Al pub Hawley Arms di Castlehaven Road, il luogo fisso per gli indie rockers degli anni Duemila, veniva avvistata più di una sera a settimana, a volte persino versandosi i drinks da sé. Non lontano, in Chalk Farm, si trova la Roundhouse arena, rimasta iconica per aver ospitato l’ultimo concerto inglese di Amy Winehouse nel luglio del 2011. Tuttora, il palinsesto della Roundhouse include regolarmente concerti di tributo all’artista.

E anche per chi non conoscesse la sua storia, ignorare che a Camden Amy Winehouse regna ancora sovrana è davvero impossibile. Statue in bronzo a dimensione reale e graffiti colorati la immortalano ovunque nell’area di Camden Market, dove passava gran parte del suo tempo libero fra sale da concerto e bar.

Il cartello stradale di Camden Square ricoperto dalle scritte dei fan di Amy Winehouse
Il cartello stradale di Camden Square ricoperto dalle scritte dei fan di Amy Winehouse

L’ecletticismo di quelle strade, da sempre rifugio per i punk, gli artisti e i ribelli della città, faceva sentire Winehouse a casa e, subito accolta ed eretta a simbolo dalla comunità locale, le ha permesso di creare con quei luoghi un legame sincero destinato a sopravviverle.

Immagine di apertura: We love Camden Town. Courtesy Samuel Regan-Asante via Unsplash

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