A 10 giorni dall'occupazione della Torre Galfa, da parte del movimento dei Lavoratori dell'Arte, le forze dell'ordine hanno sgomberato lo spazio. I social network brulicano. È la fine prematura di un caso decisamente emblematico. Un'occupazione insolita e rilevante per molte ragioni: per la natura del contenitore, un grattacielo abbandonato; per la proprietà dell'immobile, in mano all'impresa Ligresti; per il contesto politico e culturale, la Milano di Pisapia e di Boeri; per il momento storico, in cui la crisi economica scende di scala e da globale si fa europea, quindi nazionale, quindi politica.

Quali riflessioni portano tutte queste eccezionalità?
Si tratta davvero di una fine inaspettata?
Il grattacielo era un simbolo necessario al movimento?
Quale futuro, allora, per Macao?

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