Gli alfabeti sono sempre stati la raffigurazione dei tempi e dei luoghi; la ricchezza intrinseca di ogni lettera e le sue possibili modulazioni sono state lo strumento, la materia liberamente espressa di una cultura. Bastoni o graziati, spesso gli alfabeti hanno cercato un antropomorfismo che si è dichiarato massimamente nel tardo Gotico e nel Barocco, fino ai moderni alfabeti figurati, per esempio quello di Ursula Huber-Bavier del 1961 e quello di Armin Haab del 1967, graziosamente disegnati e graficamente così assoluti e svizzeri da essere scelti persino da Bruno Munari come scrittura per un biglietto d'auguri.
Resta un interrogativo: questo nuovo Dressed Alphabet autoprodotto, sarà un alfabeto serif o sans-serif? La disposizione molto femminile delle composizioni, la gentilezza con cui le lettere sono formate, suggerisce che il font cer tamente non sia un bastone, ma sicuramente un font graziato e forse, da oggi, privo di copyright.
