Denuncia, interrogativi, soluzioni e fiducia sono, infatti, le chiavi di lettura che accompagneranno il visitatore attraverso le quattro aree tematiche che compongono l’allestimento della mostra e che rappresentano un percorso ideale dalla presa di coscienza del presente fino alla visione futura di una positiva soluzione comune. Materia prima con cui gli artisti esprimono la propria creatività è dunque il feltro, materiale duttile e versatile, spesso utilizzato insieme ad altri materiali – dal ferro, alla seta, alla carta – e declinato in molteplici forme, come lo stravagante elmetto post apocalittico dell’australiana Anita Larkin, o la stratificazione verticale delle sue differenti textures come quella realizzata dall’inglese Liz Clay che sottolinea le potenzialità e la durevolezza di questo materiale naturale al 100%, oppure ancora come supporto inedito su cui lasciare un messaggio di speranza come nell’opera di Dorie Van Dijk dall’Olanda.
Realizzate da artisti provenienti da Europa, Nord America, Australia e Nuova Zelanda, le opere sono state selezionate dalla giuria composta dalla conservatrice del Museo del Tessuto, Daniela Degl’Innocenti, dalle artiste tessili Lydia Predominato, Beate Bossert, Annie Sherburne e dalla giornalista Beatrijs Sterk nell’ambito del progetto Feltrosa. Frutto di un lavoro sinergico delle tre associazioni europee che hanno ideato la mostraconcorso, Feltrosa è una manifestazione di respiro europeo giunta alla quinta edizione.
Dall’alto: Anna Maria Atturo, Mani senza acqua; Liz Clay, Wool fold, Wool Paper; Anita Larkin, Speak to me of things unknown; Dorie van Dijk, Il faut une fleur pour faire le monde
The Climate is Changing
Fino al 7 luglio
Museo del Tessuto
Via Santa Chiara 24, Prato
tel. 0574-611503
Orari di Apertura: Lun-Ven: 10.00-18.00;
Sab: 10.00-14.00; Dom: 16.00-19.00
