È stato presentato ieri mattina a Palazzo Reale il Masterplan concettuale del sito che accoglierà l’Expo del 2015. Nella dichiarazione di intenti degli architetti ideatori (Jacques Herzog, William McDonough, Stefano Boeri e Richard Burdett), il progetto, dal titolo programmatico di "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, vuole ribaltare il concetto di momumentalità, non costruendo architetture monumentali, ma offrendo piuttosto ai visitatori un’esperienza diretta e immediata del grande tema dell’alimentazione. L’Expo visionaria che il gruppo di progettisti ha voluto immaginare sarà un grande Parco Botanico Planetario aperto ai cittadini, il luogo di un nuovo incontro tra agricoltura e città.

L’elemento base del progetto risiede nell’intersezione perpendicolare di cardo e decumano a generare un primo asse di 1 chilometro e 400 metri, disposto in linea con il tracciato storico del Sempione che ospiterà un grande Boulevard pedonale e ciclabile dove si muoveranno i visitatori; un secondo asse perpendicolare, che riprende le geometrie dei tracciati agricoli che circondano Milano, sarà invece il riferimento per la suddivisione dei lotti destinati ai Padiglioni nazionali, che si affacceranno sull’asse centrale e avranno tutti a disposizione (a prescindere della loro importanza geopolitica) una stessa campitura di terreno. I due assi genereranno una griglia chiara e aperta di spazi.
Nei lotti destinati a ospitare i Padiglioni nazionali sarà messa in scena la produzione e la lavorazione del cibo di ciascun Paese. Non solo saranno ospitate le coltivazioni esemplari della sovranità alimentare e quelle che ogni Paese sviluppa per affrontare le problematiche dell’alimentazione, quindi campi agricoli sperimentali, orti, giardini e serre, ma vi saranno padiglioni di trasformazione del cibo, dove i visitatori potranno assistere dal vivo (fino a nutrirsene) all’intero ciclo vitale dei prodotti alimentari. I diversi Padiglioni nazionali saranno raggruppati in relazione alla loro condizione geoclimatica.
Gli spazi comuni sono stati pensati per essere collocati agli estremi del percorso centrale dove saranno realizzate, da un lato, un'Arena Teatrale e, dall’altro, una Collina verde costruita con il terreno ricavato dagli scavi di cantiere. Vi saranno inoltre alcuni Padiglioni tematici che affronteranno i temi e le questioni aperte legati all’alimentazione planetaria (la denutrizione, la genetica, l’agricoltura di prossimità, lo spreco di cibo dei paesi ricchi, la coltivazione biologica…..) e interromperanno come contrappunti locali la griglia dei Padiglioni nazionali.

Nell’ottica della valorizzazione delle risorse esistenti, è stata avanzata la proposta di estendere all’intero territorio metropolitano di Milano le trasformazioni generate dall’Expo e di qui nasce la reinterpretazione del progetto delle Vie d’Acqua che focalizza l’attenzione e gli investimenti sul recupero e la riqualificazione delle settanta cascine pubbliche e comunali che punteggiano tutti i bordi di Milano e sorgono in connessione con la trama dei corsi d’acqua e che, per la loro natura di spazi comunitari, saranno destinati a accogliere una parte dei visitatori dell’Expo.
È stato infine ripensato il progetto delle Vie di Terra, individuando nel cuore della città un percorso pedonale e ciclabile che unisce tutti i principali luoghi della cultura, dell’arte e della scienza presenti a Milano.

Nelle intenzioni degli architetti il Masterplan sarà la guida per un processo di progettazione collettivo e aperto, è stato annunciato che a partire dal prossimo anno la società EXPO 2015 promuoverà una serie di grandi concorsi internazionali di progettazione per dare l’avvio a un processo che dia vita nel 2015 a un luogo di fortissimo impatto emotivo e paesaggistico, ma anche un luogo sobrio e ispirato ad un principio di contenimento dei costi.