Lungo il Camino de Santiago, nell’antico villaggio di Saint-Jean-de-la-Blaquière, rinomato per l'alta qualità del suo terroir e per i suoi paesaggi punteggiati da boschi di querce e formazioni geologiche policrome, Roque architectes, Antonio Buonsante e Hugo Rossi hanno progettato la ristrutturazione di una villa che offre ospitalità a chi voglia perdersi nel cuore di una regione vinicola ricca di storia e di cultura.
Il luogo vive dentro il progetto attraverso una narrativa di colori, arredi e finiture in omaggio al carattere variegato del paesaggio naturale e antropico della Linguadoca, e lo fa in chiave contemporanea, lontana da riproduzioni letterali, attraverso suggestioni minimaliste, trame optical e accenti materici, descrivendo uno spazio abitativo sorprendentemente diversificato, una eco della regione che lo ospita.
La ristrutturazione di Villa La Sauvageonne tra le vigne della Linguadoca porta il total white in un domaine francese
Roque architectes, Antonio Buonsante e Hugo Rossi hanno fatto entrare tutta la ricchezza di un paesaggio di boschi, rocce e vigne in una villa, trasformata con suggestioni minimaliste contrastate da trame optical e accenti materici.
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- Chiara Testoni
- 19 gennaio 2026
- Saint-Jean-de-la-Blaquière, France
- Roque architectes, Buonsante, Hugo Rossi
- residenza
- 2025
Il luogo vive dentro il progetto attraverso una narrativa di colori, arredi e finiture in omaggio al carattere variegato del paesaggio della Linguadoca, e lo fa in chiave contemporanea attraverso suggestioni minimaliste, trame optical e accenti materici
L’edificio si compone di due corpi di fabbrica ad un piano, aggregati attorno ad un nucleo centrale su due livelli. Al piano terra, la cucina e la scala si collocano al centro, affiancate su un lato da zona giorno con sala da pranzo, palestra e due camere da letto con servizi; sull'altro, da due camere da letto e dai servizi adiacenti. Al livello superiore, il nucleo centrale ospita un’ulteriore camera da letto.
Spazi poliedrici, scaturiti da una sinergia di architetti, designers, decoratori e artigiani, accolgono i ritmi dell’abitare.
Nel soggiorno, un involucro di soffitti e pareti dai toni immacolati, interrotto da porzioni murarie in pietra a vista, conferisce allo spazio un carattere diafano e vagamente concettuale, accentuato dai tendaggi bicromi delle finestre.
In cucina, fulcro della villa, le atmosfere calde e materiche del focolare languedocien sono ricontestualizzate dalle trame geometriche dei rivestimenti ceramici di pareti e pavimento, dal corposo tavolo in legno e dai piatti decorati prodotti con l’argilla della tenuta.
Nella distribuzione, un affresco a volta ripercorre la mitologia della locale cantina Chateau La Sauvageonne e accentua con le pennellate calde e sgargianti l’atmosfera cavernosa e onirica dello spazio che prelude alla zona notte.
Arredi realizzati su misura intrecciano identità locale e design contemporaneo: dal tavolino in marmo rosso di Saint-Pons-de-Thomières che riecheggia le cromie del territorio, al tavolo del soggiorno in legno e pietra di sapore brutale e arcaico, a suggerire un legame atemporale con il contesto.
- Diletta Fantin
- Les Crafties
- Khatir Fares
- Peyre Construction
- La Sauvageonne, groupe Gérard Bertrand
Foto Louis de Belle
Foto Louis de Belle
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pianta piano terra
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