Salone del mobile e Fuorisalone 2021

Tutto ciò che abbiamo visto al Salone 2021

Una carrellata di immagini sui migliori eventi di questa particolare edizione settembrina dell’evento più atteso a Milano.

Dopo due anni di stop il Salone di settembre è stato un evento memorabile. Ci aspettavamo un’edizione un po’ sottotono, di dimensioni molto ridotte, ma ci siamo trovati di fronte a una Milano vivacissima, che durante i lockdown ha evidentemente continuato a operare instancabile dietro le quinte. Il Salone 2021 è stato fruibile e godibile: avevamo voglia di rivederci e di confrontarci e la scala ridotta l’ha reso possibile.

Abbiamo partecipato a un evento molto umano, forse perchè negli ultimi anni aveva abbondantemente superato i suoi limiti. Sono sicuramente venute meno le grandi installazioni immersive in città, ma non in totto, prendiamo ad esempio quelle delle regine del fuorisalone, le case di moda come Hermès o Bulgari.

Di certo la spettacolarità non era tra le priorità di chi ha partecipato, piuttosto la sostanza, supportata da un maggiore tempo di elaborazione e perfezionamento dei progetti, a livello pratico e teorico. Che debba essere sempre così? Cioè un evento biennale? Ad aprile si terrà un altro Salone, quello più “ufficiale” che celebrerà, inoltre, i sessant’anni della manifestazione. Forse può avere senso pensare a due edizioni all’anno più ridotte, sul modello di Maison Objet? Probabilmente da un punto di vista strategico e di immagine concentrare tutto in un’unica data è la strada più sicura per rimanere compatti e forti contro la concorrenza, come suggerito da Philippe Starck, ma ricordiamoci che questa edizione ha escluso quasi del tutto il grande pubblico.

Salone e fuorisalone hanno aperto di domenica con gli accessi del primo giorno riservati alla stampa e con orari poco generosi (chiusure alle 18 o 19) ed è terminato di venerdì, con poche eccezioni. Inoltre i cittadini che di solito sono partecipanti attivi ed entusiasti del Salone, questa volta erano a malapena a conoscenza dell’evento: in città l’unico banner che lo tradiva era un criptico cartellone “Milano is Design is Milano”. E dire che questa doveva essere un’edizione “consumer” in cui poter acquistare i prodotti esposti, anche in fiera.

Una scelta probabilmente dettata dal controllo dei flussi per limitare gli assembramenti e i contagi Covid, per cui non escludiamo che si possa ripetere con le stesse modalità anche l’anno prossimo. Tra le novità di quest’anno meritano un grazie le nuove piste ciclabili realizzate dal Comune di Milano durante la quarantena. Ne aspettiamo molte di più, che completino quelle esistenti perchè è ancora troppo pericoloso affidarsi a percorsi che poi ti abbandonano sui tragitti più trafficati. Quando non piove la bicicletta è il mezzo migliore per visitare il fuorisalone, si arriva veloci agli appuntamenti, si osserva la città in fermento, si incontrano eventi a sopresa lungo il tragitto e si può arrivare anche in Fiera. Aspettiamo di pari passo anche i portabiciclette, quelli davvero scarseggiano. Nel frattempo ringraziamo tutti: designer, artisti, fotografi, curatori, pensatori, organizzatori, allestitori, giornalisti, studenti, Tenoha e i ristoranti.

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