Lasvit: esperienza antica – giovane passione

Viaggio nel cuore della Boemia alla scoperta dei sogni, realizzati, di un giovane imprenditore animato dalla passione per il design.

Nato a Liberec in Boemia, classe 1975, Leon Jakimic ha meno di quarant'anni, una carriera alle spalle come tennista e sciatore professionista, una laurea in economia ottenuta in California poi completata da un MBA a Hong Kong e una promettente carriera, questa volta presente e futura, nel mondo del design del vetro contemporaneo.
Con il cuore nella Repubblica Ceca, Jakimic vive a Hong Kong da dove muove nel mondo la sua Lasvit, l'azienda fondata nel 2007 (in ceco Laska/Amore e Svit/Luce = amore per la luce). Il nome è sintesi della passione, dell'approccio positivo del fondatore e, aggiunge, "dell'orgoglio nazionale".

Dai due emisferi Leon ha saputo promuovere al meglio e in tempi record la sua giovane azienda grazie a viaggi frenetici, sincera dedizione e costante determinazione, avvalorati dall'alta qualità che la tradizione ceca sa garantire da oltre sette secoli di manifattura del vetro. La volontà è svecchiare il "materiale dei materiali" mettendolo alla prova con tutte le tecniche possibili, dalla complessa soffiatura a bocca fino a quella a stampo, testata nelle sue molteplici possibilità. Si parla di vetro contemporaneo perché Leon ha voluto accostare ai più grandi designer locali quali Rony Plesl e Jitka Kamencova Skuhrava nomi internazionali e altisonanti come Philippe Starck, Fabio Novembre, Ross Lovegrove e Nendo – gli ultimi due autori dei nuovi prodotti che saranno presentati al prossimo Salone del Mobile di Milano. Leon li ha messi alla prova con produzioni all'avanguardia: il primo con un estremo sviluppo della lavorazione a stampo per il vetro-acqua di Liquid Crystal, il secondo con creazioni poetiche quali la soffiatura a bocca per Oki Sato. Ross Lovegrove opta per l'high tech e, come suo uso e costume, lancia a sua volta una sfida alla tecnologia più avanzata di Lasvit producendo pannelli trasparenti ma ondulati, visivamente assolutamente fuorvianti, capaci di eludere la forma e realizzati nell'hangar dai soffitti irraggiungibili di Teplice, a due ore da Praga. Nendo, alla seconda esperienza con il vetro per Lasvit, produce la sua famiglia di leggerissimi (solo alla vista) macigni nella fabbrica Ayeto di Lindava (di cui Lasvit è co-proprietaria) nella campagna boema, che visitiamo sotto tre metri di neve e una bufera che non accenna a calmarsi.

Immagine di apertura, in alto: Leon Jakimic. Sopra: Leon Jakimic, sulla sinistra, e Ross Lovegrove, a destra, mentre racconta il prodotto concepito per Lasvit, che ha forzato all'estremo la lavorazione a stampo per il vetro-acqua di Liquid Crystal

Una volta entrati, la temperatura impenna strepitosamente. Un palcoscenico in legno presenta una sorta di coreografia studiata nei minimi particolari, uomini vigorosi per temperamento e dimensioni, in T-shirt e pantaloncini corti alle prese con un miele (cosi lo chiamano qui) incandescente e disobbediente da domare velocemente, lunghe pipe in mezzo a una serie di forni incandescenti di diverse dimensioni. In boccali da litro trasparenti li attende un tipo particolare di Pilsner – altro scudetto nazionale, dicono a ridotta percentuale alcolica – che accompagna questa danza collettiva mentre la produzione degli oggetti aumenta a ritmo incalzante. E si accumulano trofei perché ogni pezzo è una vittoria.

Un passaggio della fase produttiva còlto all'interno della fabbrica boema

Non raccontiamo qui del vetro, della sua lunga tradizione, delle molteplici tecniche di realizzazione, qui tutte ottimizzate, e della passione che serve per avere a che fare con questa materia viva anche solo per qualche secondo. Diciamo invece di un'azienda che in soli cinque anni è diventata leader mondiale di settore e si è fatta conoscere a livello internazionale cimentandosi nella realizzazione di chandelier faraonici per preziosità e dimensioni, realizzati appositamente per hotel come il Burji Khalifa di Dubai o Ritz Carlton di Hong Kong (questo progetto ha impegnato il team della sede di Novy Bor per oltre tre mesi), i negozi di Tiffany & Co – tra cui quello di Pechino con le sue Tiffany Teal – la City of Dreams di Macao – con la scultura Anemone di sei metri d'altezza – fino all'ultima boutique parigina Dior siglata da Peter Marino.

Con oltre 500 dipendenti in Boemia e altrettanti nei dieci uffici sparsi per il mondo da Dubai, Jakimic ha creato una squadra di prim'ordine per riportare il suo Paese al centro dell'attenzione internazionale.
La fabbrica Ayeto di Lindava (di cui Lasvit è co-proprietaria) nella campagna boema

Con oltre 500 dipendenti in Boemia e altrettanti nei dieci uffici sparsi per il mondo da Dubai (da dove proviene il 25% del turn over dell'azienda) a Hong Kong, Milano, Shanghai, Los Angeles, Singapore, Londra, San Paolo, New York e Mosca (di questo se ne occupa il padre di Leon), Jakimic ha creato una squadra di prim'ordine per riportare il suo Paese al centro dell'attenzione internazionale. Lo showroom di Praga si trova a un passo dalla storica Piazza dell'Orologio, una cornice romantica che si trasforma in un angolo di contemporaneità raffinata non appena si varca la soglia. Qui si parla di luxury glass, combinazione di lusso, alta qualità, design innovativo ed eccellente manifattura. Si parla di glass sculpture design per indicare una creazione in vetro capace di emozionare. Si parla di collaborazioni d'eccellenza per clienti d'eccellenza e commissioni sempre più challenging per il suo gruppo di maestri del vetro. Si parla di crystal fabric, un lenzuolo sospeso in vetro di luce che Lasvit è riuscita a realizzare in una lunghezza di 100 m2 per l'Expo di Singapore.

A sinistra: Rihan Heights at-Zayed Sports-City. A destra: la metropolitana di Dubai

Per il suo fondatore, le tre parole chiave sono: "fuori dal comune, sperimentale e spirito libero" (unconventional, experimental and free spirit. E benché il vetro abbia per natura limiti oggettivi, non si ha timore delle proposte più stravaganti dei designer e ci si butta nella sperimentazione di nuove forme per lavorazioni estreme. "Siamo in grado di realizzare i progetti più ambiziosi con la massima qualità possibile", aggiunge. E il team di cui si è circondato Leon è di ottima qualità. Gli installatori che viaggiano per il mondo sono artisti-ingeneri capaci di lavorare con abilità e senso creativo; sanno essere anche light designer perché inseriscono giochi anche con la luce oltre che con il vetro per illuminare gli oggetti in maniera scenografica. Il processo è impeccabile e non si può sbagliare: una volta ultimati in fabbrica i molteplici pezzi degli enormi chandelier questi vengono testati accuratamente, montati, smontati, impacchettati uno a uno in maniera certosina per far partire il cargo. Sempre e solo accompagnato. Come le vere opere d'arte.

Leon Jakimic pensa in grande: il prossimo progetto è costruire il suo quartier generale nel cuore della sua amata Boemia, ovviamente in vetro e con la collaborazione di una star del progetto. Chi sarà, non possiamo ancora rivelarlo.

Una fase della lavorazione del vetro nella fabbrica di Lindava
Il cuore della fornace, nella fabbrica di Lasvit