EXD'11: Useless, an exploded view

Botta e risposta con Jonathan Olivares che, con una mostra intrigante e concettuale, difende il lato inutile del design.

La mostra Useless, an exploded view curata dal designer americano Jonathan Olivares al MUDE, il museo della moda e del design di Lisbona, in occasione della sesta edizione di EXD'11, risponde al tema della biennale (useless, inutile) suscitando nei visitatori forte curiosità. L'allestimento propone in pratica un tavolo lungo 40 metri e invita gli spettatori a sedersi per osservare e studiare gli oggetti esposti. Più che una mostra, è una sorta di biblioteca tridimensionale che invita a capire e discutere le cause, le manifestazioni e gli effetti collaterali dell'inutilità nel progetto, nella produzione e nell'esposizione del prodotto industriale oggi.

Quali sono gli obiettivi di questa mostra? Per quale tipo di pubblico è pensata?
La mostra è pensata come un percorso da esplorare, perciò non voglio svelare tutto fin dall'inizio. La nostra ricerca è cominciata con due obiettivi: il primo era creare un gruppo di oggetti in grado di raccontare una storia sull'inutilità. Ma poiché non è possibile comprendere l'inutilità senza comprenderne il suo opposto, l'utilità, alcuni degli oggetti scelti sono piuttosto utili, altri non lo sono per nulla. La domanda per ogni cosa è: "È utile o no?". E io non intendo dare una risposta. La seconda cosa che volevamo fare con questa mostra era prendere un racconto e tradurlo in una libreria tridimensionale, un luogo dove fosse possibile prendersi un po' di tempo, andare con gli amici, fare conversazione. Ho studiato a lungo alla New York Public Library, un luogo che per me è sempre stato fonte di grande ispirazione.

L'allestimento propone un tavolo lungo 40 metri e invita gli spettatori a sedersi per osservare e studiare gli oggetti esposti

Ci spieghi com'è nato questo allestimento, così minimale?
È nato soprattutto in risposta al luogo (il MUDE, il museo della moda e del design di Lisbona), che sembra il set di un film di fantascienza. L'abbiamo visto lo scorso giugno e allora abbiamo deciso che l'allestimento doveva avere un ruolo fondamentale. Abbiamo disegnato questo tavolo, molto classico, semplice, un po' come il tavolo di una biblioteca. Intorno abbiamo messo le sedie di Enzo Mari e abbiamo fatto in modo che tutto ciò che stava attorno al tavolo fosse super funzionale. Al contrario, quello che ci sta sopra è un punto interrogativo.

Di solito a una mostra i visitatori leggono le didascalie. Qui, invece, tutti hanno in mano una piccola guida…
La guida è una parte molto importante della mostra. Quando arrivi, è la prima cosa che noti. Prendi il libro ed entri nella sala. Senza di essa, non è possibile capire la struttura della mostra. Una volta dentro, l'invito è a prendersi del tempo, scegliere cosa osservare. All'inizio del libro, abbiamo scritto: attenzione queste sono opinioni personali, questa è una biblioteca per stimolare il dibattito. Ed è molto bello vedere le persone che parlano, discutono. Volevamo anche che le persone si divertissero o si sentissero a disagio in certe situazioni. E penso che ci siamo riusciti.

Veduta dell'installazione della mostra Useless, an exploded view curata da Jonathan Olivares al MUDE di Lisbona e aperta fino al 26 novembre

Come è avvenuta la selezione?
La mostra è divisa in capitoli: useless by design, useless is up to the user, useless happens, useless side effects, useless is contagious, too much of the useful thing is useless e useful is overrated. Volevo mettere insieme una vasta gamma di oggetti per analizzare tutte le diverse prospettive di cosa è utile. Volevo capire non soltanto come l'utilità fa parte del progetto, della produzione e dell'esposizione di un oggetto. Ma analizzare anche le cause culturali, industriali e personali. Chi è responsabile dell'utilità? l'utilizzatore? l'azienda? il designer? Ci sono talmente tante risposte possibili. Noi proponiamo otto diverse domande. Non cerchiamo di fornire delle risposte, non si tratta di una mostra dogmatica, ma piuttosto di una mostra didattica, un luogo dove imparare.

La mia non è una mostra di design, è una mostra sulla realtà di tutti i giorni e sul modo in cui i prodotti si inseriscono in questa realtà. E come possono essere utili (o inutili) per la società stessa.
Veduta dell'installazione della mostra Useless, an exploded view curata da Jonathan Olivares al MUDE di Lisbona e aperta fino al 26 novembre

La prima sezione si intitola inutile nel progetto
In pratica in questa sezione diciamo: ogni volta che l'umanità prende un materiale dalla superficie terrestre e lo manipola per trasformarlo in qualcos'altro, viene presa una decisione che esclude altre possibilità. L'inutilità si verifica prima e soprattutto perché qualcuno ha preso una decisione: il mercato, i designer, le istituzioni, il governo, perfino un artigiano che lavora un pezzo di legno. Con questa mostra ho voluto osservare tutti i tipi di emozioni legate al product design. Prendiamo per esempio lo sgabello di Castiglioni Mezzadro: è utile? Lo sgabello, come il bisturi di un chirurgo o come le mazze da golf è utile soltanto se sai come usarlo. Chiunque può sedersi su questo sgabello, ma chi spende 1.000 euro per comprarlo non lo fa per sedersi su uno sgabello oggettivamente piuttosto scomodo. Lo acquista perché comprende il lavoro di Castiglioni, il fatto che fosse stato influenzato da Duchamp o Man Ray. Per il fatto che è stato il primo a decidere che fosse accettabile di introdurre un ready-made nel mondo del design. Non capire questo, vuole dire non cogliere il punto.

Veduta dell'installazione della mostra Useless, an exploded view curata da Jonathan Olivares al MUDE di Lisbona e aperta fino al 26 novembre

Quindi, potremmo dire che è l'utente a decidere se un oggetto è utile o meno?
Senza anni e anni di pratica e senza le conoscenze opportune, anche il bisturi può essere più dannoso che utile. Invece la capacità di usarlo permette di salvare delle vite. Un utente poco esperto rende un oggetto inutile. Gli skater sono una categoria molto interessante per me per più di una ragione. Hanno la capacità di trasformare delle infrastrutture inutili in ostacoli utili. Hanno la bizzarra attitudine di trasformare i parcheggi, luoghi noiosi e cose del tutto banali come cordoli dei marciapiedi, in qualcosa di magico. Sono così belli da guardare. Questo vuole dire avere abbastanza immaginazione per capire come usare qualcosa. Enzo Mari ha detto che l'invenzione della borsa è stato un passo molto importante nella storia dell'umanità perché ha regalato all'uomo lo svago. Grazie alla borsa è stato possibile immagazzinare il cibo, rilassarsi. È stato così che ha avuto inizio il divertimento. Eames diceva: "Chi ha detto che il piacere non è utile?". Ironicamente, lo skateboard è stato inventato a Venice Beach, a due isolati dallo studio di Eames e utilizza la stessa tecnologia che usava Eames: alluminio stampato e preformato su ruote.

Veduta dell'installazione della mostra Useless, an exploded view curata da Jonathan Olivares al MUDE di Lisbona e aperta fino al 26 novembre

Quali sono gli effetti collaterali dell'inutilità?
Tutto ciò che è inutile ha una ripercussione sull'utilizzatore, un effetto collaterale. Prendiamo per esempio questi campioni degli sgabelli di Grcic che sono arrivati in studio per caso. In pratica, nel processo di produzione, ogni volta che si cambia colore nello stampo, si hanno 3-4 sedie a metà, con i colori mescolati. Sono considerati spazzatura, vengono subito buttati. La nostra società non dà loro alcun valore, anche se in realtà sono bellissimi, sembrano pesci tropicali. La mia non è una mostra di design, è una mostra sulla realtà di tutti i giorni e sul modo in cui i prodotti si inseriscono in questa realtà. E come possono essere utili (o inutili) per la società stessa.

Veduta dell'installazione della mostra Useless, an exploded view curata da Jonathan Olivares al MUDE di Lisbona e aperta fino al 26 novembre

C'è un'intera sezione della mostra dedicata alle riviste di design e architettura? Pensi quindi che le riviste di settore siano inutili?
Per 100 persone che comprano un tavolino da caffè e lo mettono a casa propria, ne abbiamo forse 10.000 che l'hanno visto di persona al Salone del Mobile o a ICFF o in un negozio di design. Ma abbiamo 100.000 persone che ne hanno visto la foto su una rivista o su Internet. È una questione del ruolo che le riviste hanno nel mondo del design—una cosa ovviamente positiva—, ma è una cosa che mette in discussione soprattutto la qualità del giornalismo. Possiamo dire che la media delle riviste di design ha un livello critico e giornalistico così basso che potrebbe essere adatto al giornale di un liceo. Devi soddisfare una scadenza mensile, trovare notizie e progetti freschi ogni mese. Come per il Salone, ogni anno devi presentarti con un nuovo prodotto.

In che modo l'utilità è sopravvalutata?
Penso che ci troviamo nel mezzo di una crisi culturale e infrastrutturale. La quantità di oggetti che produciamo soltanto per dare lavoro alle persone è inquietante.

Veduta dell'installazione della mostra Useless, an exploded view curata da Jonathan Olivares al MUDE di Lisbona e aperta fino al 26 novembre

La tua attività è divisa in due—progetto e teoria—e la parte relativa alla ricerca sta diventando sempre più importante. Quanto conta per un designer oggi fermarsi a riflettere sulla sua professione?
Jeff Koons ha detto: "Ci sono tanti modi di fare arte, quanti sono gli artisti". Penso che nessun designer al mondo lavori con cattive intenzioni. Sono tutte persone che amano il loro lavoro. Io personalmente sono ancora molto concentrato sul prodotto. Ma preferisco limitare la mia attività a un prodotto nuovo all'anno. Adesso per esempio ho un ottimo rapporto con Knoll negli Stati Uniti. In sei mesi, posso progettare una mostra, proprio perché so che durerà al massimo tre mesi. Ma un prodotto che rischia di restare sul mercato per anni ha bisogno di tempo per essere definito al meglio: posso lavorare allo stesso progetto anche per quattro anni.

Siamo arrivati alla fine del tavolo e, quindi, alla fine del percorso…
Concludo con una nota ottimista. Prendiamo queste T shirt americane in infiniti colori diversi. La domande è: ne abbiamo bisogno? Risposta: assolutamente no. È carino avere tutti questi colori? Sì. Il bello è che utile e piacevole non sono la stessa cosa. E spesso l'utile è sopravvalutato quando si tratta di design. Ancora una volta, torniamo a quello che diceva Eames, e cioè che il piacere è utile. E io non potrei essere più d'accordo.

Veduta dell'installazione della mostra Useless, an exploded view curata da Jonathan Olivares al MUDE di Lisbona e aperta fino al 26 novembre