Naoto e la sottile linea della luce
Raccogliere virtualmente il testimone di due lampade da tavolo-icona di Artemide: la Tizio di Sapper e la Tolomeo di De Lucchi, cavalli di battaglia produttivi e mediatici dell’azienda. Naoto Fukasawa ha accettato la sfida di Ernesto Gismondi che, da tre anni, gli chiedeva di cimentarsi nell’impresa: creare la Tizio–Tolomeo dei giorni nostri. L’input chiaro del produttore era di utilizzare i Led, che garantiscono una luce intensa e calda, a bassi consumi energetici e lunga durata. Una scelta tecnologica che ha influenzato quella formale: in primis le dimensioni incredibilmente ridotte del corpo illuminante e, per dovere di proporzione, di base e stelo. Una decisione che si è rivelata importante per determinare il carattere di Itis. È sorprendente scoprire come nonostante la luce provenga da una minuscola finestra circolare posta sul diffusore questa riesca a produrre un ampio cerchio luminoso sul piano, in una magica sincronia con le forme cilindriche dei due dischi. La luce filtra anche dalla sommità della testa. La forza di Itis sta proprio nella sua estrema semplicità progettuale, oltre che in un gioco di equilibrio – di forme e di pesi – dei due dischi che la compongono: il lavoro dell’ufficio progetti di Artemide ha consentito di mantenere la lampada stabile anche quando il diffusore si abbassa fino quasi a terra. Piccola e flessibile – può appiattirsi completamente fino a diventare un unico elemento – Itis ben si adatta a nuove situazioni d’uso: può essere usata per leggere e scrivere, anche su un comodino, o per illuminare l’ambiente, rivolta verso la parete. I concetti di flessibilità e di interazione sono parte integrante di questo progetto. Fukasawa è profondamente convinto che un oggetto ‘bello’ debba sapersi piegare a più funzioni e saper instaurare un’interazione inconscia e ‘naturale’ con chi lo utilizza. Rimanendo sempre se stesso: “Un tavolo deve avere l’aspetto di un tavolo”, sintetizza. “Questo significa che deve essere molto normale. A volte la parola ‘normale’ è la migliore per descrivere il design. Tutti pensano che il compito del designer sia cambiare, rinnovare… Io credo invece che si debba creare qualcosa di ‘nuovo’ che mantenga un sentore di ‘vecchio’: un nuovo oggetto normale”. Il fattore prezzo – le lampade a Led sono più costose rispetto a quelle che utilizzano fonti di luce tradizionali – non è una preoccupazione per Naoto: “Nessun produttore mondiale riesce a competere con le fabbriche cinesi. Ma il problema non è la concorrenza del Sol Levante, quanto essere allineati con le aspettative di prezzo dei possibili clienti”. E comunque, è giusto precisare, in Artemide hanno lavorato duro anche per abbassare il prezzo di Itis di circa il 20% rispetto a quello della lampada concorrente, già sul mercato, di un’altra nota azienda italiana.
