Rhythm-Time-Silence

Le otto monumentali sculture di Eduardo Chillida in mostra a New York ripercorrono i grandi temi del maestro spagnolo e presentano alcuni dei materiali a lui più cari, come acciaio, granito e alabastro.

Chillida. Rhythm-Time-Silence
Come in un romanzo ottocentesco, il cargo parte dal porto di Bilbao, passa per l’Olanda e prende poi il largo per una lunga traversata che dura più di un mese, affrontando l’imprevedibilità dell’oceano, dei suoi flutti e delle sue correnti.
Non si potevano infatti spedire per via aerea le otto monumentali sculture di Eduardo Chillida, quasi cinquanta tonnellate tra acciaio e marmo che la galleria Ordovas di Londra ha voluto portare a New York. Un’impresa che ha richiesto tempi dilatati ben lontani dalle accelerazioni alle quali il mondo dell’arte contemporanea ci ha abituati oggi con il susseguirsi incessante di biennali e fiere.
Chillida. Rhythm-Time-Silence
“Chillida: Rhythm-Time-Silence”, vista della mostra alla Ordovas Gallery, New York. Photo Maris Hutchinson
Dalla fondazione Chillida-Leku in Spagna, immersa nel verde e in un contemplativo silenzio, le opere sono arrivate a Madison Avenue nel cuore pulsante della Grande Mela, in uno spazio scelto con cura dalla gallerista Pilar Ordovas, che ha impiegato più di un anno a trovarlo, un luogo, si potrebbe dire, quasi disegnato intorno agli imponenti lavori di Chillida: una pop-up gallery (spazio espositivo temporaneo) di 930 mq irradiata dalla luce di immense vetrate che ospiterà per oltre due mesi la preziosa selezione. La raccolta ripercorre tutti i grandi temi del maestro spagnolo e presenta opere in alcuni dei materiali a lui più cari, come l’acciaio, il granito e l’alabastro.
Chillida. Rhythm-Time-Silence
Eduardo Chillida, Arco de la libertad, 1993. Chillida Belzunce Family Collection. © Zabalaga­ Leku, DACS, London, 2015
Lo scultore mancava negli Stati Uniti da 26 anni, l’ultima retrospettiva era stata al Guggenheim nel 1980. “Proprio per questo – spiega la giovane dealer Ordovas, già esperta di Christie’s e direttrice della galleria Gagosian di Londra – era importante riportarlo in America, per dare l’opportunità alle nuove generazioni di curatori e collezionisti di confrontarsi personalmente con il lavoro di questo importante artista basco”.
Chillida: Rhythm-Time-Silence
“Chillida: Rhythm-Time-Silence”, vista della mostra alla Ordovas Gallery, New York. Photo Maris Hutchinson
Nato nel 1924, Chillida studia architettura per poi dedicarsi al disegno e alla scultura. Il rapporto con la terra di origine, con la luce dell’Atlantico e con la natura, sono il centro focale della sua ricerca. Dopo un periodo a Parigi, sceglie infatti di tornare a vivere stabilmente nella nativa San Sebastian dove nel 1977 realizza una delle sue opere più significative, Peine del viento. Un’enorme scultura, composta da rudimentali pettini d’acciaio ancorati alle rocce della scogliera ed esposti alle intemperie nel poetico tentativo di “pettinare” il vento. Con il suo lavoro, Chillida mette l’uomo davanti all’immensità della natura alla sua smisurata forza, ed è proprio questa imponenza, questa grandezza a farci sentire tutti uguali: di fronte al cielo, al mare, al vento non ci sono differenze.
“Chillida – spiega Ordovas – è stato un grande attivista politico, in un’epoca in cui era difficile e problematico esserlo in Spagna, difensore dei diritti civili, della tolleranza tra i popoli e della libertà, tutti valori che si riflettono e s’incarnano nella sua ricerca”.
Chillida. Rhythm-Time-Silence
“Chillida: Rhythm-Time-Silence”, vista della mostra alla Ordovas Gallery, New York. Photo Maris Hutchinson
Realizza principalmente opere site-specific su commissione pubblica. Il suo approccio all’arte è assolutamente libero, non accetta compromessi o diktat e gestisce in prima persona tutte le fasi della produzione del suo lavoro, presentandolo al committente solo quando è ultimato e rimanendone fino alla fine proprietario.“La sua coerenza mi ha sempre profondamente affascinato, non si piega e non asseconda nessun volere. La storia della scultura Arco de la libertad, una delle più importanti in mostra, racconta bene questa sua integrità. L’opera era stata commissionata per essere collocata in una piazza di Parigi, ma a lavoro quasi ultimato era stato deciso di spostarla in un altro luogo dove la visibilità sarebbe stata anche maggiore. Chillida è contrario: cambiare lo spazio circostante all’opera significa cambiare l’opera stessa, quindi non consegna la scultura e decide di tenerla nella sua collezione privata. È assolutamente disinteressato a ogni dinamica di mercificazione, per questo produce solo pezzi unici, non esistono infatti edizioni o copie di Chillida”.
Chillida. Rhythm-Time-Silence
“Chillida: Rhythm-Time-Silence”, vista della mostra alla Ordovas Gallery, New York. Photo Maris Hutchinson
Nel realizzare opere monumentali, una delle caratteristiche più significative è la capacità di trattare i materiali, portandoli a produrre risultati estremi e inaspettati. Lavora l’acciaio e il ferro con tecnica superlativa ricollegandosi alla antica tradizione basca di forgiare i metalli; la sua terra era infatti già nota ai tempi dei romani per le miniere di ferro e per la maestria dei suoi fabbri. I giganti che realizza in corten steel arrivano a sembrare leggeri, gli conferisce movimento, armonia, lirismo, pur essendo un materiale estremamente pesante e tra i più difficili da piegare. Ecco allora che Consejo al espacio VIII diventa una foresta di alberi o un castello a seconda della personale percezione di chi guarda e che Elogio del vacío VI  si libera nello spazio come un pugno alzato, al cui interno alcuni dei bracci e delle fasce che lo compongono sono vuoti, trasformandosi in una mano che cerca di afferrare lo spazio intorno a sé, di catturare il vuoto.
Chillida. Rhythm-Time-Silence
“Chillida: Rhythm-Time-Silence”, vista della mostra alla Ordovas Gallery, New York. Photo Maris Hutchinson

“Non è astratto né figurativo, il suo stile totalmente individuale trae ispirazione dalla musica, dalla poesia, dalla cerchia di artisti straordinari ai quali era legato, come Miró, Calder e Kandinskij”.

Le opere in alabastro e in granito aprono poi un altro capitolo nel lavoro di questo artista-pensatore che già nel ’58 aveva ricevuto il Gran premio della scultura alla Biennale di Venezia e che partecipò ben due volte a “Documenta”. Attraverso la scultura in pietra, Chillida rivolge la sua indagine all’interno dell’opera, all’interno della materia stessa. L’opera contiene una sostanza non visibile da fuori, diventa un labirinto suddiviso in diversi ambienti e corridoi, come una stanza vista dalla prospettiva di una porta aperta. Da queste riflessioni nascono opere come Lo profundo es el aire  XVIII dove appunto l’aria è leggera e nello stesso tempo è profonda, è essenza. Chillida lavora per creare un universo dentro la pietra. Tutte le opere di questa serie, sia in alabastro che in granito, si riferiscono ai versi del poeta spagnolo Jorge Guillén e servono in buona parte come preparazione per il colossale progetto di Tindaya che lo scultore voleva realizzare a Fuerteventura una delle isole Canarie. Tindaya diventa la visione macroscopica degli studi dentro la materia. Chillida infatti progettava un’opera nella montagna, voleva scavarne l’interno per realizzare un monumento alla tolleranza. Trovandosi dentro la terra, a contatto con le sue viscere, lo spettatore sarebbe stato infatti fisicamente circondato dalla natura e ancora una volta la sua maestosità e potenza lo avrebbero fatto sentire piccolo e al pari degli altri esseri umani.

Chillida. Rhythm-Time-Silence
“Chillida: Rhythm-Time-Silence”, vista della mostra alla Ordovas Gallery, New York. Photo Maris Hutchinson
Il progetto all’epoca fu molto osteggiato da una frangia estrema di ecologisti e sociologi e Chillida, morto nel 2002, non riuscì mai a realizzarlo. “Proprio recentemente – racconta Ordovas – è stato approvato, ma ci vorranno anni per trovare i fondi e realizzarlo”. Tutte le opere esposte in galleria sono proprietà della famiglia Chillida e provengono dalla sua fondazione, speriamo dunque che questa mostra e i suoi proventi possano contribuire a finanziare la ripresa di un progetto visionario e libero per sostenere un messaggio che oggi più che mai il mondo intero ha bisogno di tenere vivo.
© riproduzione riservata

fino al 7 gennaio 2016
Chillida. Rhythm-Time-Silence
Ordovas
488 Madison Avenue, New York

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