Mathias Poledna: Imitation of Life

L’opera di Mathias Poledna all'interno del padiglione austriaco alla Biennale d'arte veneziana indaga le relazioni tra l’arte e l’intrattenimento, la modernità dell’architettura e del design.

“Ciao tesoro, cosa ti porta qui?”, canticchia un’uccellina mentre si avvicina a un asinello vestito alla marinara, che – pacifico e tranquillo – dormicchia su un prato. Inizia così Imitation of Life, il nuovo film d’animazione dell’artista Mathias Poledna che rappresenta l’Austria alla 55. Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. L’opera indaga le relazioni tra l’arte e l’intrattenimento, la modernità dell’architettura e del design, il linguaggio filmico, il cinema e il processo di creazione dell’immagine nella cultura di oggi. Poledna, nato a Vienna nel 1965, è da molti anni residente a Los Angeles e, proprio dalla città californiana, ha potuto concentrare le professionalità necessarie per realizzare un’operazione tanto titanica quanto desueta, utopica eppure incredibilmente concreta; nostalgica ma straordinariamente contemporanea.

Mathias Poledna: Imitation of Life, padiglione austriaco alla 55. Mostra Internazionale dArte di Venezia, 2013

L’artista austriaco ha realizzato, con la collaborazione degli studios californiani, un film d’animazione di tre minuti completamente a mano, come si faceva nel periodo d’oro di Walt Disney: oltre 5.000 disegni, schizzi e acquarelli sono stati necessari per la sua realizzazione. Questo nuovo film è accompagnato da una colonna sonora originale – registrata nella sala d’incisione della Warner Bros a Los Angeles da una vera, grande orchestra, che unisce una musica creata appositamente per il film con il riarrangiamento di una canzone di successo degli anni Trenta composta da Arthur Freed e Nacio Herb Brown, due eroi dell’entertainment system dell’epoca.

Mathias Poledna: padiglione austriaco alla 55. Mostra Internazionale d'Arte di Venezia, 2013. Photo Daniele Resini

Imitation of Life è presentato all’interno di un ampliamento temporaneo del Padiglione Austriaco progettato dagli architetti Kuehn Malvezzi, che sono stati capaci di trasformare l’edificio del 1934 di Robert Kramreiter e Josef Hoffmann nei Giardini della Biennale in una sala da proiezione grazie all’inversione tra interno e esterno. Nel film di Poledna l’asinello accenna qualche passo di danza, mentre canta sulle note della colonna sonora in un bosco pieno di sorprese: uccellini canterini e coniglietti paffuti sono i coprotagonisti di un momento di leggerezza e di divertimento. Imitation of Life, con la sua struttura narrativa semplice e diretta, si riferisce al cartone animato come a un linguaggio di pura allegria che pervade ogni poro dello spettatore e lo conduce per mano in un mondo fantastico, senza preoccupazioni, ansie o stanchezze.

Mathias Poledna: padiglione austriaco alla 55. Mostra Internazionale d'Arte di Venezia, 2013. Photo Daniele Resini

Eppure, è proprio nell’uso delle tecniche antiche di realizzazione dell’opera che risiede la vera natura del film: Imitation of Life è una macchina del tempo che ci riporta agli anni bui di un mondo devastato dalla guerra, senza risorse né prospettive, in cui l’unica evasione era dimenticare la vita quotidiana, immergendosi in un mondo fantastico in cui gli asini ballano e cantano, gli uccellini pongono domande banali e i conigli e gli scoiattoli seguono una precisa coreografia. Il parallelo con il mondo di oggi è inevitabile.

Mathias Poledna: padiglione austriaco alla 55. Mostra Internazionale d'Arte di Venezia, 2013. Photo Daniele Resini

Curato da Jasper Sharp, storico dell’arte inglese che da sei anni vive a Vienna (vale la pena di sottolineare il coraggio del ministro della cultura austriaca Claudia Schmied capace di superare i preconcetti geografici per privilegiare autorevolezza e qualità), il Padiglione austriaco è uno spettacolare e profondissimo esempio di equilibrio tra contemporaneità e radici. “Imitation of Life è un’opera di grande bellezza e complessità che intreccia nella breve narrazione un’infinità di storie convergenti: l’avanguardia e la cultura popolare, la politica e la propaganda, il capitalismo e il suo crollo e una tecnica artistica che fa parte del nostro immaginario collettivo da circa cento anni”, scrive il curatore all’interno del catalogo disegnato dall’artista e dalla grafica Martha Stutteregger, con un uccellino nascosto nelle pieghe della copertina.