Come tutti gli anni, il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) propone l’iniziativa autunnale di apertura al pubblico di un ricco patrimonio artistico e naturalistico non sempre noto e accessibile, in tutto il paese. Nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 ottobre 2024 saranno visitabili 700 mete in 360 città italiane tra cui, oltre a siti già frequentati, compaiono luoghi nascosti, sconosciuti o poco valorizzati, su cui per un week end si accendono i riflettori.
Domus ha selezionato alcuni luoghi da non perdere in quest’occasione, sia per un’immersione culturale urbana sia per un “fuori porta” nella natura. Dalle opere d’architettura quasi sempre “sigillate” (Villa Rosebery), poco note (Villa Rey, Villino Favaloro) o celeberrime (soprattutto tra i cultori della materia: Villa Necchi Campiglio, Tomba Brion) e visitabili, ai paesaggi suggestivi dove abbandonarsi alla contemplazione di un’”architettura naturale” (Teatro dei Calanchi) o intraprendere un viaggio esperienziale, edenico (Bosco di San Francesco) o sulfureo (Lago d’Averno), a seconda dei casi.
Giornate Fai: 8 architetture imperdibili che puoi visitare questo weekend
Dal Piemonte alla Sicilia, tra opere note e gioielli nascostii, una selezione di luoghi visitabili il 12 e 13 ottobre 2024 nell’ambito dell’iniziativa dal Fai per valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico italiano.
Foto Lorenzo Tor da wikimedia commons
Foto Carlo Raso da Flickr
Foto Casey Hugelfink da Flickr
Foto Italy Chronicles da Wikipedia
Foto Luigi Tiriticco da Flickr
Foto Mentnafunangann da Wikipedia
Foto Phildrum da wikimedia commons
Foto Superchilum da Wikipedia
View Article details
- Chiara Testoni
- 11 ottobre 2024
Immagine di apertura: Courtesy FAI. Foto © Luca Chiaudano
Situata sulla sommità ad est della collina torinese, la Villa costituisce una delle più antiche ed imponenti " vigne" che, dal primo Seicento, furono costruite attorno alla città. Nel 1933, spogliata degli arredi fissi, la Villa pervenne al Comune che ne destinò gli spazi a sedi di associazioni, fra cui l'ASI-Automotoclub storico Italiano, strettamente legato all’industria torinese dell'automobile.
Risalente all'inizio del XIX secolo, il complesso della Casina Borbonica con le sue sale di rappresentanza e la Grande Foresteria è inserito in un parco che in cui la flora mediterranea dialoga con un giardino inglese. Il luogo, di proprietà della Presidenza della Repubblica, è solitamente chiuso al pubblico.
Costruito tra il 1889 e il 1901 su progetto di G. B. Basile e successivamente modificato tra il 1913 e il 1914 dal figlio Ernesto, massimo esponente del Liberty palermitano e tra i protagonisti dell'Art Nouveau in Europa, il villino è un gioiello concepito per rispondere alle esigenze abitative della facoltosa famiglia Favaloro. Nel 1988 il villino fu acquisito dal Demanio della Regione Siciliana, e oggi è sede del Museo Digitale di Fotografia della Sicilia.
La dimora, circondata da un ampio parco con piscina e campo da tennis, apparteneva ad una colta e illuminata famiglia della borghesia industriale lombarda, operosa ma sensibile alla bella vita. Oggi rientra nel circuito delle “Case Museo di Milano”. Nel 2001 la famiglia ha affidato la Villa al FAI per farne un luogo da vivere grazie anche al piacevole giardino, ai numerosi eventi e al bistrot nel parco.
Immerso nella campagna trevigiana, il Memoriale Brion (commissionato da Onorina Brion Tomasin in memoria del marito defunto, e successivamente ceduto dalla famiglia al Fai) con i suoi volumi in cemento, distribuiti tra verdi prati solcati da canali con vasche coperte di ninfee, intesse un dialogo serrato con la Natura come elemento di sublimazione del ricordo.
Il lago d'Averno è lago situato nel cratere di un vulcano quiescente nel pressi del sito archeologico di Cuma. Secondo la mitologia greco-romana, era uno degli accessi all’Ade e dimora terrestre di Lucifero.
Il Teatro dei Calanchi è un suggestivo anfiteatro naturale situato nei calanchi di Pisticci. Inaugurato nel 2016, è stato ideato dal regista Daniele Onorati e pensato come luogo per unire produzione culturale e conservazione e valorizzazione del territorio. È un'opera di land art che utilizza la morfologia unica del sito come ambiente scenografico per spettacoli all'aperto.
Un viaggio nella storia attraverso 64 ettari di natura recuperati dal FAI, tra terreni boschivi e campi coltivati, radure e oliveti, dalle testimonianze di un microcosmo abitato da monache nel XIII secolo fino all’opera "Terzo Paradiso" di Michelangelo Pistoletto: 121 ulivi disposti a doppio filare a formare tre elementi circolari tra loro tangenti, di cui uno maggiore al centro, con un'asta alta 12 metri a simboleggiare l'unione (salvifica?) tra cielo e terra.