La Skywave House

La casa, che Anthony Coscia realizza nella cittadina costiera di Venice, presso Los Angeles, si presenta come un padiglione sospeso, definito da una superficie continua che ne determina la forma.

L'abitazione moderna non è nata in California, ma ci è diventata adulta. La casa americana moderna, con la sua informale pianta aperta e con il passaggio senza soluzione di continuità dall'interno all'esterno, dopo i progetti di Neutra e Schindler degli anni Venti ha trovato la sua espressione più tipica nell'architettura suburbana della California meridionale del dopoguerra. Una svolta decisiva si verificò con il riassemblaggio dei frammenti della Santa Monica House di Frank Gehry, e poi con le proposte topologiche di Greg Lynn. Dando nuova espressione a questa eredità modernista, una casa di Anthony Coscia, terminata di recente, unisce la pianta libera alla forma libera.

La Skywave House è un oggetto scultoreo magistralmente costruito, che rappresenta qualcosa di più di un monumento autonomo. È un'opera d'architettura vivibile che trae sostentamento dall'ambiente circostante, trasformato tramite l'inquadratura e la sequenza percettiva. Non si colloca nello spazio, lo costruisce. La caratteristica più singolare del progetto è il piano della superficie continua – un involucro galleggiante che crea una forma – che si srotola intorno e attraverso la casa come una pennellata calligrafica. Questa epidermide libera racchiude senza rigidezze l'interno a pianta libera. Nessun pilastro e nessuna parete ostacolano le visuali e il flusso dello spazio di soggiorno, che si dispiega su tre piattaforme galleggianti collegate da un atrio ad altezza intera. I piani digradanti, o mezzanini, forniscono una certa misura di intimità e di differenziazione spaziale. Le poche partizioni esistenti sono alte solo 2,13 metri, poi si dissolvono in pannelli di vetro che vanno a incontrare la superficie continua del soffitto, la quale a sua volta sfuma nelle pareti e nel pavimento. Le vetrate trasparenti e prive di telai, curate nei particolari con precisione minimalista, portano fin dentro la casa l'ambiente circostante. L'architetto spiega che il rivestimento esterno bicolore, di intonaco nei toni del nero e di lastre metalliche verniciate di bianco, si ispira al concetto di Yin e Yang, simbolo di totalità e di equilibrio.

La superficie piana, galleggiante e senza soluzione di continuità, avvolge e attraversa la casa come una pennellata calligrafica

La Skywave House rappresenta un episodio della personale odissea di Coscia, che non l'ha creata solo come residenza per sé e per la moglie, ma anche come concreta dimostrazione emblematica delle sue idee. Coscia stesso ha finanziato il progetto e ci ha lavorato per gradi, come glielo permettevano le esigenze dello studio, Coscia Day Architecture. Coscia e il suo associato, Johnathen Day, si sono conosciuti da studenti, nei primi anni Novanta, al Southern California Institute of Architecture (SCI-Arc). Fu allo Sci-Arc, che all'epoca aveva sede in un particolare complesso di capannoni industriali di Santa Monica, che Coscia frequentò teorici importanti come Jeffrey Kipnis e Bahram Shirdel, dopo aver completato la sua formazione universitaria in architettura alla Cornell University, nello Stato di New York. Dalla costituzione del loro studio Coscia e Day hanno realizzato un buon numero di case e di ristoranti caratterizzati da forme estremamente modellate, "topomorfiche" e dall'uso innovativo dei materiali.

Coscia ha creato la casa non solo come residenza per sé e per la moglie, ma anche come concreta dimostrazione emblematica delle sue idee

La Skywave House, situata in un tipico lotto suburbano largo 12,2 metri, si trova nella multicolore cittadina costiera di Venice, presso Los Angeles, dove Gehry, Morphosis e Coop Himmelb(l)au hanno tutti lasciato il segno. Rinuncia all'idea di una facciata frontale, assumendo invece una postura omnidirezionale nei confronti del paesaggio circostante. Con l'odore dell'oceano a soli sette isolati di distanza l'alzato est si incurva come un'onda "a tubo" di quelle che sognano i surfisti. In contrasto l'alzato ovest forma una china ripida che ricorda i monti di San Gabriel, che chiudono il bacino di Los Angeles a una cinquantina di chilometri. Il perimetro, piantato a bambù e alberi d'alto fusto, crea uno schermo esterno che mitiga la trasparenza della casa.

Più da vicino si osserva la Skywave House, più difficile diventa identificare dove l'interno incontra l'esterno. Superficie e volume iniziano a scollarsi reciprocamente. L'involucro aperto e curvilineo di volta in volta contiene ed è contenuto dall'angoloso parallelepipedo di vetro che si innalza e ne attraversa le pieghe. Numerose fenditure nell'involucro fanno entrare la luce naturale e fanno circolare naturalmente l'aria pura. Rinfrescanti brezze marine entrano dalle concavità dei lucernari rivolti a ovest, mentre l'aria calda esce da est, tranne che in caso di pioggia, quando i sensori chiudono automaticamente i lucernari. Collegato da un'enorme porta vetrata scorrevole il soggiorno sta per metà all'esterno, all'aria aperta. La vicina macchia di bambù diventa una specie di recinto. Questo spazio sopraelevato galleggia nel gentile abbraccio di un guscio strutturale monolitico, non dissimile dallo scafo di una barca, che è stato prefabbricato fuori del cantiere. Sotto lo sporto aggettante dal profilo levigato c'è lo studio di agopuntura della moglie di Coscia, insieme con l'ingresso all'abitazione principale.

Difficile identificare dove l'interno incontra l'esterno: superficie e volume si scollano reciprocamente
Vetrate trasparenti e prive di telai alte 3,7 metri, curate nei particolari con precisione minimalista, collegano la casa con il giardino. Il pavimento di cemento lisciato è continuo dall’esterno all’interno. Rinfrescanti brezze marine entrano dai lucernari rivolti a ovest, mentre l’aria calda esce da est. In caso di pioggia dei sensori chiudono automaticamente i lucernari

"La funzione è padrona della forma", afferma Coscia parafrasando Jeffrey Kipnis. Davvero le funzioni di soggiorno sono in un certo senso intercambiabili per tutti i 200 metri quadrati della struttura, a parte i bagni e la cucina, che ovviamente richiedono impianti per l'acqua. Tutto l'edificio sta agganciato insieme come un padiglione sospeso. E tuttavia ogni piano della casa ha un proprio carattere specifico in rapporto al contenitore e gode di mutevoli qualità di luce, di trasparenza e di veduta che permeano le attività della vita quotidiana. Il piano terreno è una luminosa galleria d'arte/soggiorno, con una cucina e uno spazio pranzo adiacenti. Una scala sospesa come un ponte dentro l'atrio alto 9 metri conduce al soggiorno che dà a sud, mentre a nord una breve rampa porta alle camere da letto e ai servizi. L'ampia sala da bagno è immersa nella luce naturale grazie all'alzato nord interamente vetrato, che dà su un balcone. Il bagno si fa all'aperto, in una vasca Agape non incassata. Sopra le porte scorrevoli tipo shoji che controllano l'intimità dei servizi e della cabina doccia, pannelli di vetro senza cornice creano un labirinto di riflessi; i pavimenti dei piani superiori sono di ceramica scura italiana, mentre il piano terreno ha un pavimento di cemento lisciato (riscaldato a pannelli radianti) che entra dal giardino.

La galleria d’arte/soggiorno al piano terreno, che dà sulla zona pranzo e cucina

Rigorosamente studiata dall'occhio e modellata dalla mano, la complessa forma della Skywave House è stata realizzata grazie a un complesso intreccio di tecniche digitali e analogiche. Molti dei particolari più ardui sono stati rifiniti in loco, dichiara Coscia, dove si è dovuto chiudere con dei vetri le aperture irregolari e raccordare le linee rette con le curve. Molti elementi del progetto sono stati aggiunti durante la costruzione, come la lunga e bassa finestra orizzontale del soggiorno, che sottolinea la continuità planare dell'involucro. Nella sua condizione definitiva la Skywave House rimane un non finito, un ambiente di vita in perpetuo cambiamento. Non è solo l'incarnazione della sua originaria idea progettuale, ma anche l'incontro metamorfico con il sito, con i materiali e con la realtà sensoriale della vita vissuta.

Nessun pilastro e nessuna parete ostacolano le visuali e il flusso dello spazio di soggiorno, che si dispiega su tre piattaforme galleggianti collegate da un atrio ad altezza intera
Un labirinto di riflessi trasparenti compare nel gioco della luce sui pannelli di vetro privi di cornice che collegano i divisori alti 2,13 metri alle curve delle pareti e del soffitto
Tutto l’edificio sta agganciato insieme come un padiglione sospeso, ma ogni spazio si trasforma grazie a mutevoli qualità di luce, di trasparenza e di veduta che permeano le attività della vita quotidiana. La cabina doccia nella zona notte/bagno del piano superiore. Il pavimento è in piastrelle di ceramica italiana stampate con una decorazione naturalistica